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Suor Patrocinio, la «monaca delle piaghe» odiata dagli anticlericali dell’800
NEWS 8 Novembre 2023    di Paola Belletti

Suor Patrocinio, la «monaca delle piaghe» odiata dagli anticlericali dell’800

A lei fu affidata la diffusione e la venerazione di un’immagine mariana dal titolo misterioso e dalla dolce ambivalenza, Nostra Signora dell’Oblio. La Madonna, che apparve il 13 agosto del 1831 a Suor Patrocinio, francescana delle Concezioniste francesi conosciuta come “la suora delle piaghe”, le mostrò il peccato della dimenticanza degli uomini, ma anche la sua instancabile sollecitudine nei nostri confronti, capace di non dimenticarsi mai di noi e dei nostri bisogni e nel contempo di smemorarsi di tutto il nostro male. Come le mamme normali che, non appena è possibile, si tolgono dal cuore capricci, dispetti, disobbedienze e offese che i figli infliggono loro a tutte le età e ripartono ad amarli ancora più intensamente.

Al secolo, un secolo tumultuoso per l’Europa e per la Chiesa, la monaca delle piaghe, si chiama María Josefa de los Dolores, e i dolori supremi li ricevette davvero all’età di 19 anni, erano le piaghe della Passione di Cristo. Eppure nelle testimonianze di tanti suoi coevi è riferito che la sua grande umiltà la portò a non mostrare o vantarsi mai delle stigmate: «(…) nemmeno la regina Isabella II, di cui era consigliera e intima amica ne sapeva nulla.» Al punto che sul suo letto di morte, la regina avrebbe giurato: «Suor Patrocinio non solo non mi ha mai mostrato le piaghe, ma non me ne ha mai parlato.» 

Alla sua cura la Vergine lascia «il culto e la venerazione di questa mia sacra immagine con il titolo di Oblio, Trionfo e Misericordia. Sarà la consolatrice del mondo e ogni afflitto troverà in me, attraverso la mediazione di questa mia immagine, la consolazione. All’anima che, arresa ai suoi piedi, mi chiede qualcosa, questa non sarà mai negata dal mio amore». Come accade a chi riceve grandi doni celesti, nemmeno a Suor Patrocinio furono risparmiati attacchi e mortificazioni: il liberalismo che si stava imponendo in Spagna e in Europa ne fece bersaglio di accuse e continui attacchi. Accusata di cospirazione, fu bandita cinque volte, fu vittima di falliti attentati e accusata di crimini contro la regina.

Oggi le chiamiamo non sempre opportunamente fake news ma è proprio fino ai giorni nostri che i carismi della religiosa e la sua stessa vita continuano ad essere oggetto di calunnie e leggende più che metropolitane. Fino alla recente pubblicazione di un corposo volume, che mostra la firma e il meticoloso lavoro dello storico professor Javier Parades, la sua storia non aveva ancora ricevuto la ricostruzione rispettosa della verità storica e spirituale che si merita. Biografia di Suor Patrocino , edito da San Roman, è un volume di 500 pagine frutto di un lavoro di ricerca di quasi 40 anni. L’opera offre «una nuova prospettiva per comprendere il convulso XIX secolo in Spagna, particolarmente traumatico per la Chiesa». 

Oltre a confutare le accuse di intrigo nei confronti della Suora delle Piaghe il testo restituisce alla vita della religiosa quella fama di santità che tanto irrita i suoi instancabili detrattori, non solo gli anticlericali del XIX secolo, ma anche i loro epigoni contemporanei. Secondo la ricostruzione di Paredes la religiosa aveva ricevuto dalle parole della stessa vergine la profezia che la sua memoria avrebbe continuato a lungo ad essere calunniata e infangata. Tanto a lungo che ancora nel 2000 «nella sua Restaurazione dell’Ordine Francescano a Cartagena, lo storico Pedro Riquelme trascrisse una lettera scritta dal sacerdote Luis Godínez, ex confessore e più tardi nemico della religiosa, in cui suggeriva che il nuovo confessore Faustino Losa e la stessa Patrocinio potessero mantenere relazioni inammissibili nel suo stato».

All’origine di questa infamante accusa c’è una semplice e quasi certamente maliziosa trascrizione errata di un passo: «Quando Suor Patrocinio fu confinata a Badajoz nell’ottobre del ‘39 e accompagnata da padre Faustino, contrassero una reciproca intimità che prima non avevano (parlo in senso carnale).» Alla verifica della fonte storica fatta in prima persona, presso l’archivio generale dei francescani a Roma, Parades constata la decisiva omissione di Riquelme: manca un non, che naturalmente riporta al suo veritiero e opposto significato l’espressione del testo. Nel documento originale infatti è specificato che questa nuova intimità è intesa in senso non carnale.

Allo storico Paredes va quindi il merito, che però non è esclusivo, d’avere restituito verità alla vita piena di doni, sofferenze e prodigi della religiosa francescana. Molti sono i miracoli attribuibili alla sua intercessione, le prove che confermano l’autenticità delle sue stigmate e le testimonianze che confermano i numerosi attacchi subiti dalla suora da parte del demonio, il più ferocemente interessato a distruggere la bellezza che in questa vita risplende di una luce particolarmente intensa. Non importa, è il maligno a scalpitare per la fretta di far prevalere i suoi inganni, la verità, lo ricordiamo forse non abbastanza di frequente, si impone per sua stessa forza e a noi può toccare il dolce onere di favorirla e promuoverla. (Fonte Foto: Wikimedia Commons/Pexels.com)

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