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NEWS 23 Febbraio 2022    di Manuela Antonacci

A Madrid ci mettono i soldi per riempire le culle

L’intento è quello di superare e vincere il terribile inverno demografico che sta attraversando la Spagna e in particolare Madrid. Per questo motivo, la Presidente della Comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, il 24 gennaio scorso, ha presentato un Piano Strategico per invertire la rotta della crisi demografica della capitale spagnola.

Parliamo di un investimento di 4.500 milioni di euro per i prossimi cinque anni, per «rivivere un baby boom a Madrid e recuperare le 75.000 nascite annuali registrate in media nella città tra il 2007 e il 2011».

Il Piano denominato “Strategia per la tutela della maternità e della paternità e per la promozione della nascita e della conciliazione 2022-2026” è stato accolto con un certo favore dallo Spanish Family Forum che ha spiegato come la Strategia della Comunità di Madrid, si basa sull’analisi di alcuni dati e premesse allarmanti: il crollo delle nascite dal 1974 (339.206 contro 688.711), il divario tra il numero di figli che le donne vorrebbero avere e quelli che scelgono di avere (più di 2, rispetto al figlio unico che si limitano a mettere al mondo, sia in tutta la Spagna che a Madrid) e il progressivo aumento dell’età media in cui le donne hanno il primo figlio (32.3 anni in Spagna e 33 a Madrid).

Ben 80 misure, quelle adottate nella Strategia, che ruotano intorno a tre cardini fondamentali: incentivi alla natalità; tutela della maternità e paternità; e conciliazione famiglia- lavoro. Riguardo quest’ultimo ambito di intervento, sono state ideate e sviluppate una serie di misure che comprendono, sia aiuti diretti, sia agevolazioni fiscali per incentivare le nascite e dare sostegno alle famiglie; non mancano poi, provvedimenti che permettano una carriera lavorativa che si concili con la vita familiare e la maternità.

Il presidente Ayuso ha spiegato che già dall’1 gennaio sono stati erogati 14.500 euro di sussidi finanziari, per aiutare le donne sotto i 30 anni con reddito inferiore a 30.000 euro. Nelle prime due settimane, le richieste giunte erano già quasi 1.400. Non mancano, inoltre, gli aiuti rivolti alle piccole e medie imprese che promuovono l’orario di lavoro flessibile, per le quali è previsto un bonus bebè di 2500 euro a lavoratore.

Prevista anche la creazione di nuovi asili nido e il raddoppiamento dell’assegno scolastico per i bambini da 0 a 3 anni, corrispondente a 2658 euro annuali, che arriveranno a 33.000 famiglie, che avranno così la possibilità di usufruire dell’orario prolungato, negli asili.

Insomma si mira ad un vero e proprio baby boom, nella capitale. Eppure c’è qualcosa che non convince del tutto il Family Forum, seppure entusiasta del fatto che siano state accolte 61 delle 80 misure proposte dall’associazione. In particolare non convince il fatto che non si fornisca nessun tipo di aiuto o incentivo che invogli a sposarsi, inoltre, non è contemplato alcun riconoscimento per il lavoro delle donne che decidono di dedicarsi esclusivamente alla famiglia, non sono stati nemmeno previsti aiuti economici per famiglie con bambini di età superiore ai 3 anni che di fatto continuano a dipendere dai genitori, ma soprattutto il  piano di Ayuso, come sottolinea il Forum, dedica 5 misure a sostegno dell’industria della fecondazione in vitro e della riproduzione assistita.

«Dal Forum delle famiglie ricordiamo che il diritto ad avere figli non esiste», ha chiosato l’associazione.


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