mercoledì 28 ottobre 2020
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NEWS 14 maggio 2015    
A Roma l’omaggio del pubblico a Pell e Burke, cardinali con il coraggio della verità 

di Giuseppe Rusconi

 

Sabato 9 maggio la Sala san Pio X a via della Conciliazione ha ospitato il Convegno internazionale che ormai tradizionalmente precede la Marcia per la Vita. Promosso da Voice of Family e sponsorizzato tra gli altri dall’Associazione Famiglia Domani, l’incontro è stato caratterizzato nel pomeriggio dalle relazioni del card. George Pell e di John-Henry Westen, caporedattore del portale canadese Lifesitenews. Davanti ai circa 200 convenuti (per la maggior parte di realtà anglofone pro life), il prefetto della Segreteria vaticana per l’economia ha parlato dei genitori come educatori per eccellenza. Tratteggiato un quadro realistico della situazione dell’istituto della famiglia in genere nella società occidentale (ci si sposa sempre meno religiosamente e anche civilmente… non solo: ma in Australia più del 70% di chi chiede il battesimo per il figlio è in situazione matrimoniale irregolare!), il porporato ha evidenziato l’importanza di testimoniare la bellezza del matrimonio cristiano, che – per altro – è anch’esso soggetto alle naturali difficoltà dello stare insieme. Per i figli questo è molto importante: “I genitori cattolici non dovrebbero mai dimenticare di indicare ai figli che la vera crescita si esplica attraverso la fedeltà agli insegnamenti di Cristo e della Chiesa”.

Oggi viviamo in una società che esalta la libertà di scelta, l’autodeterminazione. Tuttavia “l’entusiasmo di molti per tale libertà è limitato agli ambiti della vita, della famiglia, del matrimonio”. Dunque “niente tolleranza in materia di ecologia e femminismo”.

La famiglia dei nostri giorni è fragile, provatissima dai grandi cambiamenti apportati a partire dagli Anni Sessanta anche dalla rivoluzione sessuale propagata in grande misura “da canzoni di gruppi come i Beatles e i Rolling Stones”. Per alcuni studiosi, ha rilevato qui il cardinale Pell, la rivoluzione della pillola ha avuto un impatto maggiore di quello della rivoluzione comunista in Russia.

Diversi studi anche recenti, ha poi evidenziato il prefetto vaticano, dimostrano che i figli dei divorziati sono più soggetti a patologie psichiche e tendono ad andare peggio a scuola rispetto ai figli di coppie sposate regolarmente, magari anche litigiose. Scientificamente si dimostra errata la convinzione diffusa che i figli dei divorziati vivano più felicemente di quelli di coppie in cui volano i piatti.

Rispondendo ad alcune domande, il cardinale Pell ha rilevato tra l’altro, in relazione al prossimo Sinodo di ottobre, che “Cristo è stato molto chiaro sul divorzio e anche sull’adulterio”. E che nelle decisioni che verranno proposte all’approvazione del Papa  “non prevede nessuna discrepanza rispetto alla tradizione cattolica consolidata di san Giovanni Paolo II il Grande, Benedetto XVI, il Concilio di Trento”.

Tra i presenti in sala grande la preoccupazione per gli esiti del Sinodo di ottobre, espressa nella sentita relazione di John Henry Westen, che ha esordito osservando con amarezza come in molte diocesi i pro life cattolici si sentano abbandonati dalle gerarchie locali. Fino a Benedetto XVI compreso, “ci potevamo rivolgere allora a Roma”, ma oggi “dopo il Sinodo regnano poca chiarezza e molta confusione” anche in Vaticano. “Il Sinodo è stato ambiguo” e “solo grazie all’intervento dei fratelli africani e di almeno due dei nostri ospiti c’è stato un ripensamento”. E’ scoppiato qui un  applauso molto sostanzioso all’indirizzo sia dell’altro relatore cardinale Pell che del confratello Burke seduto in platea. Westen ha evidenziato la chiarezza e la preveggenza di san Giovanni Paolo II sull’avanzata del ‘pensiero unico’, divenuto effettivamente una “vera e propria tirannia”. Il flagello dell’ideologia gender avanza dappertutto, non trovando adeguata resistenza anche a causa dell’inclinazione al compromesso suicida di non pochi cattolici. Eppure in Canada uno dei capi della locale comunità lgbt, ora al governo, ha richiamato con parole drammatiche la società alla realtà dei fatti: tra gli omosessuali la salute è generalmente precaria, è in forte crescita il cancro anale, le morti aumentano anche se non sempre vengono pubblicizzate, quella lgbt è una comunità che muore più velocemente delle altre. Per Westen ciò è una triste dimostrazione del fatto che certi comportamenti non danneggiano solo l’anima, ma anche – e gravemente – il corpo. Appello finale del relatore ai padri sinodali: “Raccontate la verità al popolo di Dio! Dite la verità anche pensando ai nostri figli! Operate con carità nella verità!”. Applauso lunghissimo, poi … tutti alla ‘Marcia’.

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