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NEWS 28 settembre 2018    di Ermes Dovico
Abusi, i vescovi Usa propensi a indagare su 4 diocesi. Viganò parla ancora

A poco più di un mese dalla pubblicazione delle 11 pagine di testimonianza dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, sembra sia ormai tramontata l’ipotesi di un’indagine ufficiale del Vaticano sotto forma di visita apostolica, che era quanto aveva chiesto la Conferenza episcopale statunitense (Ces) guidata dal cardinale Daniel Di Nardo. Alle prese con il caso McCarrick, l’ex porporato al centro di uno scandalo a sfondo omosessuale, Di Nardo aveva invocato una visita apostolica sulla vicenda già con una dichiarazione del 16 agosto, ribadendo poi la sua richiesta in seguito al memoriale pubblicato da Viganò, nel quale – oltre alla denuncia della lobby gay operante all’interno della Chiesa – l’ex nunzio apostolico accusa papa Francesco di essere a conoscenza della condotta di McCarrick almeno dal 23 giugno 2013, quando lui stesso gliene avrebbe parlato durante un’udienza privata.

Il 13 settembre Di Nardo era stato ricevuto dal pontefice argentino (come si vede nella foto diffusa dalla Cns) insieme all’arcivescovo José Gomez e a monsignor Brian Bransfield, rispettivamente vicepresidente e segretario generale della Ces, e al cardinale Sean O’ Malley, arcivescovo di Boston e membro del C9 (il Consiglio dei nove cardinali che assiste Francesco nel governo della Chiesa), presente a quell’udienza perlopiù in qualità di «osservatore», come ha dichiarato al quotidiano online Crux. Com’è noto, al termine dell’incontro, la Ces aveva pubblicato una dichiarazione parlando di «uno scambio lungo, fruttuoso e buono», ma i contenuti erano stati appena accennati.

Secondo quanto appreso da due inviati di Crux, Christopher White e Ines San Martin – che riferiscono di aver intervistato tra Roma e gli Usa più di tre dozzine tra vescovi, alti funzionari del Vaticano e personale della Ces – il Santo Padre, stando a diverse delle suddette fonti, avrebbe fatto una controproposta rispetto alla visita apostolica, consigliando di sospendere l’assemblea generale dei vescovi americani fissata per novembre a Baltimora in favore di un ritiro di una settimana sul modello ignaziano. La Ces sembra invece intenzionata a mantenere la riunione di novembre, che a questo punto potrebbe assumere un’importanza maggiore del solito, disponendo un solo giorno di ritiro domenicale a cui aggiungere successivamente un eventuale ritiro più lungo.

Inoltre, la Ces appare orientata a promuovere un’indagine condotta primariamente da laici, in cooperazione con i vescovi americani, che si concentrerà sulle quattro diocesi in cui ha operato McCarrick: New York, Metuchen, Newark, Washington. Non avendo tuttavia l’autorità canonica per esigere l’obbedienza, l’indagine della Ces sarà limitata dalla volontaria collaborazione delle quattro diocesi coinvolte. Intanto, si attendono «gli eventuali e necessari chiarimenti» annunciati il 10 settembre in un comunicato del C9. Fonti ascoltate da Crux riferiscono che la raccolta delle informazioni sulla scalata di McCarrick fino alla gerarchia ecclesiale è condotta dal segretario di Stato, Pietro Parolin, a sua volta membro del C9 e tra coloro che Viganò accusa di aver coperto i misfatti dell’ex cardinale statunitense.

Commentando le possibili restrizioni su McCarrick durante il pontificato di Benedetto (la cui esistenza è asserita da Viganò), diverse fonti hanno parlato a Crux della loro verosimiglianza. Qualcuno ha osservato che può essere considerata come una «prima restrizione» l’accettazione delle sue dimissioni, nel 2005-2006, dalla guida dell’arcidiocesi di Washington per la raggiunta soglia dei 75 anni, poiché è inusuale che un papa accetti a quell’età le dimissioni di un arcivescovo e cardinale.

Riguardo all’atteso documento chiarificatore che potrebbe uscire dalla segreteria di Stato, non pochi temono che possa mancare della trasparenza necessaria per rispondere alle maggiori domande della vicenda McCarrick, riassunte così dal sito diretto da John Allen junior: «Perché McCarrick è stato autorizzato ad ascendere ai ranghi della leadership della Chiesa e chi erano i principali attori coinvolti in quella decisione?». In attesa dei chiarimenti dal Vaticano, Di Nardo e la Ces si occuperanno della loro indagine interna con il fine di preparare una bozza indicante alcuni passi concreti per rispondere agli abusi sessuali, bozza che verrebbe presentata per l’approvazione all’assemblea generale di novembre a Baltimora. Pur sapendo che, accanto alla riforma delle politiche di competenza delle diocesi americane, le informazioni che contano di più si hanno «sull’altra sponda dell’Atlantico» (cioè in Vaticano), secondo quanto ha detto a Crux un alto funzionario della Chiesa.

Nel frattempo l’ex nunzio parla ancora. Nella serata di ieri, sul blog del vaticanista Aldo Maria Valli e sul portale LifeSiteNews, sono state pubblicate altre esternazioni di Viganò che ribadisce le accuse di copertura nel caso dell’ex cardinale McCarrick e chiede che il Papa rompa il silenzio. Viene inoltre rivolto un appello al cardinale Marc Ouellet (che secondo quanto appreso da Crux ha consegnato il materiale a sua disposizione a Parolin), prefetto della Congregazione per i vescovi: «Ricorderà quando, ormai terminata la mia missione a Washington, mi ricevette la sera nel suo appartamento a Roma per una lunga conversazione. (…) Eminenza, prima che io partissi per Washington, lei mi parlò delle sanzioni di papa Benedetto nei confronti di McCarrick. Lei ha a sua completa disposizione i documenti più importanti che incriminano McCarrick e molti in curia che lo hanno coperto. Eminenza, le chiedo caldamente di voler rendere testimonianza alla verità!».


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