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NEWS 6 Agosto 2022    di Lorenzo Bertocchi

Al voto nonostante il guinzaglio Bce

Per chi nutrisse un eccesso di aspettative di «liberazione», in vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, è bene ricordare cosa ha detto di istruttivo il recente Bollettino economico diffuso giovedì dalla Banca centrale europea.

Il punto che emerge dall’analisi del bollettino è molto semplice: stanno aiutando l’Italia, dove «c’è una crisi politica in atto e in cui lo spread è tornato a salire», ma il prossimo governo, qualunque sia, non potrà fare a meno di viaggiare in sintonia con le istituzioni europee, oppure la discrezionalità della Bce nei confronti dell’acquisto dei titoli di stato italiani potrebbe colpire senza pietà. A cui si aggiungerebbe immediatamente un declassamento in termini di rating, visto che le società che affibbiano il famigerato rating hanno inserito anche le mosse della banca centrale nella loro valutazione.

Il punto è sul programma di reinvestimento dei titoli di stato denominato Pepp, partito nel marzo 2020 e che proseguirà fino alla fine del 2024 con un metodo di reinvestimento dei proventi dei titoli che giungono a scadenza che ora ha una notevole dose di discrezionalità da parte della stessa Bce. E questo per un paese come l’Italia ad alto indebitamento è chiaramente una sorta di guinzaglio che può diventare molto corto.

Dal bollettino, dicevamo, emerge come la Bce nel periodo giugno-luglio 2022 con il Pepp abbia favorito l’Italia con una deviazione dalla base di ripartizione stabilita ampiamente a nostro favore. ll nostro è risultato il Paese maggiormente beneficiato davanti a Spagna (5,9 miliardi), Grecia (1,1 miliardi) e Portogallo (0,5 miliardi), mentre per Francia e Germania il saldo è stato negativo, rispettivamente, per 1,2 e 14,3 miliardi di euro. Insomma, Christine Lagarde ha fatto la sua parte e ha “protetto” il nostro spread. Questa, come ha detto la stessa Lagarde, costituisce appunto «la prima linea di difesa» per contrastare l’allargamento degli spread.

La discrezionalità di questo strumento, rilevano diversi analisti, come Giuseppe Liturri sul quotidiano La Verità e Domenico Lombardi sul ilSussidiario.it, mette all’angolo il futuro governo, quello che uscirà dalle urne del 24 settembre. Qualunque.

«Il prossimo Governo, di qualunque colore sia», ha risposto Domenico Lombardi al Sussidiario, «dovrà mantenere una relazione di sintonia con le istituzioni europee: la capacità di dialogo e di ingaggio, anche dialettico, ma pur sempre cooperativo resterà fondamentale».

«Alla vigilia della imminente tornata elettorale», chiude il suo articolo su La Verità Liturri, «è bene che tutti sappiano che la Bce ancora più di prima, seguirà l’aberrante logica di premiare i “bravi”, solo se faranno i bravi».

È bene sapere queste cose, cari lettori, per tuffarsi nella realtà e andare al voto con una sana turata di naso, consapevoli che la politica vive sì di valori e principi, ma soprattutto di rapporti di potenza a cui tutti prima o dopo devono rendere ossequio. Quindi andiamo nella cabina elettorale senza illusioni, cerchiamo di votare persone che sappiano riconoscere le priorità sociali ed economiche del nostro popolo e offrano un qualche ostacolo alle varie derive transumaniste. Sarà forse poco, ma è meglio di niente.


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