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NEWS 15 Gennaio 2022    di Valerio Pece

Andrea travolto dallo scandalo Epstein-Maxwell, la Regina lo disconosce

Seppur con ritardo rispetto alle spinte dei media inglesi, la regina Elisabetta ha adottato la linea dura: il principe Andrea, suo secondogenito, sarà privato dei gradi militari e perderà ogni incarico di rappresentanza a nome della Royal Family. La decisione è arrivata per mezzo di un secco comunicato di Buckingham Palace: «Con l’approvazione e l’accordo della Famiglia Reale – si legge nella nota – le affiliazioni militari e i patronati Reali del Duca di York sono stati rimessi nelle mani della Regina».

Eppure, portandosi inopportunamente dietro l’avvocato, Andrea, convocato a Windsor, aveva contato di persuadere la madre a concedergli una seconda possibilità. «Carlo e William, però, hanno escluso l’avvocato dai colloqui, limitandosi invece a comunicare freddamente la loro decisione al duca in un incontro durato pochi minuti: Andrea non è più benvenuto a corte», così l’esperta di casa reale Emily Stefania Coscioni. L’allontanamento dalle funzioni pubbliche è così duro che rimarrà in vigore anche nel caso di una vittoria al processo, ciò significa che il prossimo 6 febbraio il principe non potrà partecipare alla celebrazione del grande Giubileo di platino che terrà banco in Inghilterra, ovvero i 70 anni sul trono della madre Elisabetta (record assoluto).

I fatti sono velocemente precipitati dopo che la giustizia americana ha respinto l’archiviazione, richiesta dal principe Andrea, delle accuse di abusi sessuali mosse da Virginia Giuffre, 38 anni, statunitense, oggi madre di tre figli ma allora minorenne. Ogni tentativo degli avvocati del duca di York è miseramente fallito: se è vero che la Giuffre aveva raggiunto un accordo con il predatore sessuale Jeffrey Epstein (il miliardario pedofilo successivamente morto suicida, in carcere, in circostanze non ancora chiarite) per un risarcimento da 500mila dollari, con l’impegno di far calare il silenzio sull’intera vicenda, a giudizio della corte, però, quell’accordo non includeva esplicitamente Andrea. Ecco perché il procedimento può e deve andare avanti.

«Sono stata costretta a fare sesso col principe Andrea all’età di 17 anni», con queste parole Virginia Giuffre ha accusato il duca di York, e con lui – in un’agghiacciante serie di cerchi concentrici – Jeffrey Epstein e la sua compagna Ghislaine Maxwell. Quest’ultima, il 30 dicembre scorso, in un processo che per le ripercussioni che ancora potrà avere sta letteralmente scuotendo l’America, è stata dichiarata colpevole. Le dichiarazioni del procuratore Damian Williams appaiono inequivocabili: «Una giuria unanime ha giudicato Maxwell colpevole di uno dei peggiori crimini immaginabili: facilitare e partecipare all’abuso sessuale di bambini. Crimini che ha commesso con il suo partner di lunga data e cospiratore, Jeffrey Epstein».

La Maxwell – che ora rischia fino a 65 anni di prigione – è descritta dai giudici come «il perno centrale nello schema Epstein»: le sue quattro accusatrici hanno raccontato come, da adolescenti, il finanziere le abbia sfruttate sessualmente, e come la Maxwell le abbia reclutate e preparate per i suoi abusi, a volte partecipandovi attivamente. In aula il procuratore Maurene Comey ha così squadernato la diabolica psicologia della coppia: «La Maxwell pensava che quelle ragazze non avrebbero mai tenuto testa ad una coppia di potere. E se anche l’avessero fatto, chi avrebbe mai creduto loro? Chi crederebbe a Jane o Kate o Carolyn o Annie piuttosto che a Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein, persone ricchissime che hanno frequentato presidenti, celebrità e leader d’affari?». Questo è stato il giro di amicizie del principe Andrea, da ieri, ufficialmente, soltanto un “privato cittadino”.

Secondo la stampa inglese, ad accelerare la decisione di togliere al duca di York l’appellativo di “Sua altezza Reale” è stato un tonico e indignato appello alla regina, sottoscritto da 152 militari e veterani di guerra. «Sappiamo che il principe è Suo figlio – si legge nella lettera – ma tutti noi abbiamo servito il nostro Paese e siamo orgogliosi di averlo fatto. Per questo siamo particolarmente sconvolti e arrabbiati dal fatto che il principe Andrea rimanga un membro delle forze armate e continui a detenere titoli militari». Così i veterani, che appellandosi ad una discutibile ma sempreverde “moralità vittoriana”, hanno poi concluso: «Gli ufficiali delle forze armate britanniche devono aderire ai più alti standard di probità, onestà e condotta onorevole. Questi sono standard che il principe non ha rispettato. Chiediamo quindi che si prendano provvedimenti immediati per spogliarlo di tutti i suoi gradi e titoli militari, e che venga congedato con disonore». Parole rilanciate da tutti i tabloid inglesi.

Al disonore si aggiunge il fatto che il principe Andrea dovrà pagare di tasca sua le vertiginose spese legali di un processo americano particolarmente difficile (in aula ora scorreranno le più imbarazzanti testimonianze). Oppure gli spetteranno gli ancor più esorbitanti costi di un accordo extragiudiziale, che per ora i legali di Virginia Giuffre escludono categoricamente, almeno finché il principe Andrea continuerà a non ammettere le proprie colpe.

Ma se questi possono essere dettagli, l’amara verità è che con i tradimenti di Carlo, la fuga dei ribelli Harry e Meghan, e in misura incommensurabilmente maggiore con gli abusi sessuali di Andrea, la Famiglia Reale (dai tempi di Enrico VIII sempre assai attiva dalla cintola in giù) sembra essere irrimediabilmente in picchiata. Dio salvi la regina.


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