sabato 27 novembre 2021
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NEWS 22 Marzo 2021    di Redazione

Arcidiocesi di Città del Messico: la lotta per i diritti umani riguarda la sconfitta dell’aborto

Nell’editoriale di questa domenica 21 marzo al Weekday Since the Faith intitolato «La vita deve essere al di sopra delle ideologie» viene ripreso il comunicato dell’arcidiocesi di Città del Messico, il testo ricorda ciò che la nipote di Martin Luther King Jr., Alveda King, ha più volte affermato: «la nuova lotta per i diritti umani è proteggere la vita di tutti, sconfiggendo l’aborto». Il settimanale ha sottolineato che «in Messico stiamo assistendo a sempre più tentativi legislativi di approvare riforme legislative che attaccano la vita, in un’agenda legislativa carica di ideologia e lontana dai diritti umani».

Alcuni giorni fa, l’11 marzo, la Commissione della Camera dei deputati messicana ha adottato un parere con riforme costituzionali che aprono le porte alla legalizzazione dell’aborto e dell’ideologia di genere. Lo stesso giorno, la plenaria della Camera dei deputati ha votato a favore della depenalizzazione dell’uso “ricreativo” della marijuana. L’Arcidiocesi ha anche sottolineato che il 25 marzo, quando la Chiesa celebrerà l’Annunciazione del Signore, «celebreremo la Giornata Mondiale della Vita; una vita che, grazie a nostro Signore Gesù Cristo, può sconfiggere la morte e trascendere per sempre accanto al Creatore».

«Possiamo festeggiare, perché siamo vivi: dal momento del nostro concepimento, il nostro corpo e la nostra anima hanno iniziato a lavorare in modo coordinato, generando così un nuovo essere umano, unico e irripetibile, con un nome con cui saremo riconosciuti per tutta l’eternità», continua. «Il mondo di oggi presenta molte sfide, e una di queste è che ha trasformato gli esseri umani in una massa, senza personalità e ogni vita in qualcosa di utile o inutile per il mondo».

Di fronte a questo, si rammarica l’Arcidiocesi, «l’aborto è sempre più promosso, come un presunto diritto di decidere; Decidere cosa? Decidi la vita dell’essere umano che si sta formando nel grembo materno: vivi o muori, a seconda dei piani di vita o delle circostanze sociali». Allo stesso modo, «l’eutanasia viene presentata come un sollievo; Un sollievo per chi? Per i malati o per la famiglia che ha la responsabilità di prendersi cura del malato? È ben dimostrato che quando una persona malata viene aiutata a provare meno dolore non decide di morire. Devi eliminare il dolore, non provocare un lutto. Al contrario, il suicidio è in aumento di fronte alla perdita di speranza in questa vita, di fronte a problemi che possono sopraffare una persona e ad un mondo freddo che non accoglie, che non accompagna. Ognuno di noi si trova ad affrontare i propri problemi senza che ci sia una comunità che ci accompagni e ci aiuti»

Di fronte a tutto questo, sottolinea l’editoriale dell’arcidiocesi, «la Chiesa cammina e continuerà a percorrere la stessa strada che ha seguito per duemila anni: proclamare e difendere i diritti di ogni essere umano, l’uguaglianza dei diritti di tutti gli esseri umani». (Fonte)


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