lunedì 30 gennaio 2023
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NEWS 2 Gennaio 2023    di Lorenzo Bertocchi

Benedetto XVI o del cristiano che non è un cretino

La fede è ragionevole. Penso che sia questa l’essenza del lavoro intellettuale e pastorale di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI: la fede non è in contrasto con la ragione, tra fede e ragione c’è un amicizia. Contrariamente a chi vorrebbe ridurre la fede a un sentimento e stringere la ragione in un angusto spazio scientista, papa Ratzinger si è speso per mostrare la necessità di allargare gli spazi della razionalità e d’altra parte per fare in modo che la fede sappia sempre più dire la sua ragionevolezza: è il grande tema della verità, della bellezza, della “vivibilità” della proposta cristiana.

In altre parole, per semplificare ancora il concetto, si potrebbe dire, rubando una felice espressione di un padre nobile del Timone come Vittorio Messori, che papa Benedetto XVI ha speso una vita per ricordare ai distratti e ai detrattori che «il cristiano non è un cretino», né un credulone, né un nemico del progresso. D’altra parte, nel pensiero di Ratzinger la ragione è anche alla base di una sana filosofia delle religioni per una critica delle varie proposte religiose, da cui discende, per fare un esempio, il suo reiterato insegnamento per cui «Non si può usare la violenza in nome di Dio!». Insomma, non tutte le religioni sono uguali, e qualsiasi dialogo deve sempre partire da un terreno comune di razionalità davvero libera in quanto aperta alla verità.

Non è un caso perciò che Joseph Ratzinger non sia stato ascoltato, in alcuni casi in maniera letterale, come nel famoso rifiuto dell’Università La Sapienza di Roma. Nessuna meraviglia, perché il suo pensiero è un j’accuse profondo alla «dittatura del relativismo» da lui più volte denunciata. Un uomo mite, schivo, eppure capace di scandalizzare il benpensante in maniera abrasiva per la sua capacità di cogliere il nodo profondo alla base della illusoria “cultura” dei tempi nostri.

Se si apre la ragione alla verità, ha mostrato Ratzinger, il pellegrino che si incammino su questa strada trova certamente Dio e poi trova la credibilità della Rivelazione divina nella figura storica di Gesù di Nazareth e nella testimonianza che di lui hanno dato i suoi. Nel testamento spirituale di papa Benedetto XVI, pubblicato l’ultimo dell’anno dalla Santa Sede, Ratzinger lo ha fatto intendere ancora.

«Spesso sembra che la scienza — le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro — siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica. Ho vissuto», ha scritto Ratzinger, «le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità».

E, infine, papa Benedetto XVI ricorda agli esperti della teologia di non ingannarsi e non perdersi a rincorrere le sirene suadenti dell’eleganza accademica mondana e fine a se stessa. «Sono ormai sessant’anni», ha scritto, «che accompagno il cammino della Teologia, in particolare delle Scienze bibliche, e con il susseguirsi delle diverse generazioni ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi: la generazione liberale (Harnack, Jülicher ecc.), la generazione esistenzialista (Bultmann ecc.), la generazione marxista. Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede. Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita — e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo».

Noi che sulla testata del nostro mensile abbiamo scritto «fede e ragione» possiamo solo ringraziare per il dono di questo grande uomo di Dio, questo intellettuale e Papa che ha ricordato al mondo e all’uomo che la verità, il bene e la bellezza esistono per davvero.