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NEWS 22 Luglio 2023    di Valerio Pece

Bonelli vuole rendere reato il «negazionismo climatico». Ecomanette per tutti?

«Presenterò una proposta di legge per il reato di negazionismo climatico», queste le parole di Angelo Bonelli, portavoce del partito Alleanza Verdi e Sinistra. Sul “caldo da record”, seppur indirettamente, Bonelli era già stato rimbrottato a dovere da Mario Giuliacci e Paolo Sottocorona, entrambi climatologi. Il primo, laureato in Fisica e fondatore di Epson Meteo, con tono frustrato su Libero ha affermato che «negli ultimi tempi […] è una gara a chi le spara più grosse tra siti, giornali e tv». Aggiungendo: «Cosa vuol dire tempesta di caldo? Non vuol dire niente. Poi è stata diffusa una bufala. Arrivano i 50 gradi su mezza Europa! Italia, Spagna, Francia. Ma io dico: sarebbe la fine del mondo». Sottocorona, invece, per aver parlato di “procurato allarme”, a seguire le idee Bonelli sarebbe addirittura passibile di incriminazione. In un intervento a “L’aria che tira” il metereologo ha affermato senza paura: «La stampa internazionale parla di caldo infernale in Italia: questo dipende dal fatto che leggono i giornali italiani, altrimenti non scriverebbero sciocchezze di questo genere».

TORNA LO “PSICOREATO” DI ORWELL

Il confine tra negare il “caldo record”, negare il riscaldamento climatico tout-court o negare la sola origine antropica dello stesso, come al solito è molto labile. Pericolosamente labile. Il codice penale (e magari le manette) come spada di Damocle sulla testa dei cittadini non perfettamente in linea col credo “turbo green” (esattamente l’operazione liberticida del ddl Scalfarotto, poi divenuto ddl Zan) non è esattamente il massimo della costituzionalità. Senza nemmeno citare l’articolo 21 della Costituzionepiùbelladelmondo, per il quale «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero» (perfino chi nutre qualche dubbio sull’auto elettrica).

Assodato comunque che la proposta di Bonelli avrebbe come primi imputati due metereologi, quel che davvero rileva è il clima da caccia alle streghe che alligna in Occidente e che va allargandosi a macchia d’olio. Un desiderio di museruola che ad aprile dello scorso anno ha portato il Presidente Biden a costituire un vero e proprio “Ministero della Verità”, l’ente destinato alla censura immaginato da George Orwell nel suo 1984. L’esperimento politico (ufficialmente nato per combattere le fake news) aveva il nome di Disinformation Governance Board, cioè “Consiglio per il controllo della disinformazione”. Durò lo spazio di poche settimane, finendo per naufragare sotto la pressione degli americani (non solo conservatori). Una pressione ben sintetizzata da una frase del repubblicano Willie Montagu: «C’è qualcosa di più distopico di un Consiglio per governare la disinformazione gestito dal governo federale?».

COSA RESTA DELLA LIBERTÀ DI OPINIONE?

Allargando il campo e lasciando per un attimo Angelo Bonelli alle sue strampalate proposte di legge, alla luce delle velocissime trasformazioni di pensiero e costume dovremmo seriamente chiederci come rileggere oggi il concetto di libertà (di opinione e non solo). Al netto del folklore, questo è il punto vero della vicenda. Gesù di Nazareth, e a seguire Socrate, John Locke, Hannah Arendt, Joseph Ratzinger, sono testimoni di un cammino ideale di cui si stanno perdendo le tracce, ma che resta l’unico in grado di “proteggere” il futuro delle democrazie e della convivenza umana. Cosa resta dell’Occidente, delle sue conquiste di libertà? Cosa ci separa dalle dittature universalmente riconosciute? Più prosaicamente la giornalista della Verità Maddalena Loy scrive: «I Paesi in cui viene regolarmente soppressa la libertà di opinione cos’hanno da invidiare a un’Italia in cui un Bonelli chiede l’istituzione del reato di negazionismo climatico, a un Regno Unito in cui il conto corrente di Nigel Farage viene chiuso per le sue opinioni non allineate, a un Canada dove i conti correnti dei camionisti che protestano contro il green pass sono bloccati? (Spoiler: nulla)».

BONELLI GIRI ALLA LARGA DA MARCO RIZZO

La proposta del nuovo reato di negazionismo climatico non poteva non infuocare (è il caso di dirlo) il dibattito. C’è chi del politico di Alleanza Verdi e Sinistra coglie la contraddizioneVuole introdurre il reato di negazione di quello che dice Bonelli. Non so se è chiaro? Ritiene che contraddire lui debba diventare reato», così un caustico tweet di Antonio Socci), e c’è chi rispetto alla proposta del nuovo reato sente letteralmente prudergli le mani («Il totalitarismo globalista e liberista brandisce il ‘reato d’opinione’. Mi piacerebbe venisse di persona a contestarmelo…», questo il commento muscolare – e anche qui è il caso di dirlo – di Marco Rizzo, che ad agosto, al Meeting di Rimini, sarà ospite allo stand del Timone).

Sull’ennesima declinazione del “negazionismo” (delicatissimo termine sul quale Giuseppe Cruciani nell’ultimo numero del Timone era stato profetico), ad andare per la maggiore sono stati gli sfottò: si ride per non piangere, come per la più classica eterogenesi dei fini. Uno per tutti: «Bonelli, ti avevo pregato di non uscire nelle ore più calde del giorno ma tu niente e poi questi sono i risultati». La scelta cade non a caso su Andrea Venanzoni, giornalista del Foglio e autore di un libro dal titolo tanto efficace quanto eloquente: La tirannia dell’emergenza (ed. Liberilibri). L’emergenza di cui parla Venanzoni, e che la proposta legislativa di Bonelli riporta in auge, è «infinita e ininterrotta». È un’emergenza che «si propaga disarticolando le garanzie poste a tutela delle libertà e facendo regredire, spesso, i cittadini a meri sudditi». Per il saggista, come per una parte sempre più ampia della popolazione, l’uso che si fa delle emergenze (pandemiche o ambientali che siano), rappresenta nient’altro che «il modo attraverso cui il potere consolida se stesso».

GASSMANN E I FAN APOCALITTICI

Ma Bonelli non è solo. La categoria dei “bonelliani”, pronti a raccogliere i sassolini nell’Adige ma a mandare in galera chi vorrebbe problematizzare le questioni, nel loro invasato procedere vengono supportati da molti. Non solo i giovani “ecoterroristi” di Ultima Generazione, non solo da quelli di Fridays For Future, forse più miti, ma anche da attori e cantanti. Anni luce dalla misura e dall’eleganza del padre, Alessandro Gassmann giorni fa ha fatto fatica a contenersi: «Andiamo verso temperature mai raggiunte da 100.000 anni a questa parte. Ragazzi!». Il piano scelto da Gassmann, nuovo guru della scienza, è chiaramente apocalittico, quindi teologico, per cui adatto ad una risposta di pari grado. Don Antonello Iapicca, missionario in Giappone, a mo’ di monito ha ricordato all’attore l’«ennesima follia di un antropocentrismo senza Dio» che «spinge l’attuale generazione ai vertici del ridicolo». Il reato di negazionismo climatico, proposta folle prima ancora che liberticida, è oltre il ridicolo. (Foto: Imagoeconomica)

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