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NEWS 31 agosto 2020    di Redazione

Questo calice è stato usato dai jihadisti per il tiro al bersaglio

Lo Stato Islamico, noto anche come ISIS, ha invaso il nord dell’Iraq nel 2014. Le loro forze si sono spinte fino alla pianura di Ninive, sede di numerose città a maggioranza cristiana, costringendo oltre 100.000 cristiani a fuggire. Durante la loro occupazione, i militanti dell’Isis hanno distrutto case e attività commerciali cristiane. Anche alcune chiese sono state distrutte o gravemente danneggiate. Per mantenere alta l’attenzione sulla persecuzione dei cristiani diverse chiese nella diocesi di Malaga, in Spagna, stanno mostrando un calice che è stato trafitto da alcune fucilate proprio dallo Stato Islamico.

Il calice è stato salvato da una chiesa siro-cattolica nella città di Qaraqosh, nella pianura di Ninive in Iraq ed è stato portato nella diocesi di Malaga da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) per essere esposto durante le messe offerte per i cristiani perseguitati. «Questo calice è stato usato dai jihadisti per il tiro al bersaglio», ha spiegato Ana María Aldea, delegata ACN a Malaga. «Quello che non immaginavano è che sarebbe stato riconsacrato e portato in molte parti del mondo per celebrare la messa in sua presenza. Con questo, vogliamo rendere visibile una realtà che a volte vediamo in televisione, ma di cui non siamo realmente consapevoli».

Lo scopo di esporre il calice durante la messa, ha detto Aldea, è «rendere visibile agli abitanti di Malaga la persecuzione religiosa che molti cristiani soffrono oggi, e che esiste fin dai primi giorni della Chiesa». Secondo la diocesi, la prima messa con questo calice si è svolta il 23 agosto nelle parrocchie di San Isidro Labrador e Santa María de la Cabeza nella città di Cártama, il calice sarà nella diocesi fino al 14 settembre. «Quando vedi questo calice con l’ingresso e l’uscita del proiettile, è allora che ti rendi conto della persecuzione che i cristiani stanno subendo in questi luoghi», ha aggiunto Aldea.

Nel 2016 l’Unione Europea, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno dichiarato “genocidio” gli attacchi dello Stato Islamico ai cristiani e ad altre minoranze religiose. L’ISIS è stato in gran parte sconfitto e cacciato dal suo territorio in Iraq, tra cui Mosul e le città della pianura di Ninive, nel 2017. Un buon numero di cristiani è tornato in queste terre devastate per ricostruire tutto di nuovo, ma molti rimangono riluttanti a tornare a causa dell’instabilità della situazione. (Fonte)


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