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NEWS 31 maggio 2021    di Raffaella Frullone

Calo demografico, la Cina “concede” di fare il terzo figlio

La notizia è stata battuta ieri alle 9.45 dall’Agenzia Agi: «La Cina autorizzerà le famiglie ad avere un terzo figlio. Lo riferisce l’agenzia Xinhua». Poco dopo è stata la volta dell’Ansa: «La Cina autorizzerà  le famiglie ad avere fino a tre figli, mettendo così fine alle restrizioni che limitavano a due figli per ogni nucleo familiare. Lo riferisce l’agenzia Xinhua dopo un incontro fra i vertici del Politburo del partito comunista, presente il presidente Xi Jinping.

La decisione giunge qualche settimana dopo la pubblicazione dell’ultimo censimento in Cina, su base decennale, che rivela un calo notevole del tasso di natalità  nel paese più popoloso al mondo». Poi l’Agi fa un altro lancio:  «La popolazione cinese, secondo il settimo censimento nazionale, è aumentata a 1,4 miliardi di abitanti nel 2020, al ritmo più basso dagli anni Sessanta, evidenziando le persistenti pressioni demografiche sul Paese asiatico.

Il dato corrisponde a una crescita di 72,06 milioni di persone nel decennio compreso tra il 2010 e il 2020, con un aumento del 5,38%, e dello 0,53% annuo nel decennio di riferimento. Il dato segna un calo rispetto allo 0,57% medio annuo del primo decennio del ventunesimo secolo e al valore più basso dagli anni Sessanta. La crescita della popolazione è stata “lieve” e “continuerà a rallentare in futuro”, secondo l’Ufficio nazionale di statistica. Il picco della popolazione è previsto già nei prossimi anni, ma l’istituto di Pechino prevede che “rimarrà al di sopra di quota 1,4 miliardi negli anni a venire”.

I dati sono un campanello d’allarme per quello che appare un declino irreversibile della popolazione, con un tasso di fecondità di 1,3 nascite per donna nel 2020, in linea con quello di popolazioni in fase di invecchiamento, come il Giappone e l’Italia. Nonostante l’eliminazione della politica del figlio unico alla fine del 2015, la Cina ha mostrato un rallentamento delle nascite per il quarto anno consecutivo nel 2020, a quota 12 milioni, con un calo del 22% rispetto ai 14,65 milioni di nuovi nati del 2019».

Come da copione la notizia è finita in modo quasi identico sulle home page delle principali testate e dei siti di informazione. Una notizia tra tante, “normale”, da leggere distrattamente in un lunedì mattina senza farci quasi caso. Come non fosse un regime, come non fosse un abominio. Mancano all’appello milioni di cinesi a cui è stato impedito di nascere con la cosiddetta politica del figlio unico che è stata in vigore fino a qualche anno fa. Il tutto nel silenzio generale, questa non è una causa cara ai media mainstream, nessuno manifesta o si inginocchia per quei bimbi non nati.

In fondo c’è chi pensa che siamo troppi nel pianeta quindi, sebbene non sia esattamente un modo democratico, si tollera che uno stato arrivi a imporre come e quando aprirsi alla vita.  Anzi ora quasi si ringrazia il regime per aver generosamente concesso alle coppie di arrivare addirittura fino a tre figli. Viene da citare Paolo Villaggio «Come è umano lei…. »


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