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NEWS 3 aprile 2017    

Cannabis legale? In un solo mese sfatati tutti i miti antiproibizionisti (con buona pace di Saviano)

da «Unione Cristiani Cattolici Razionali»
 
Nel giro di un mese tutti i principali cavalli di battaglia dei sostenitori della cannabis legale sono stati confutati dalla letteratura scientifica.

Nel marzo 2017, infatti, sono stati pubblicati diversi studi scientifici che, coincidenza vuole, hanno minato gli argomenti di Roberto Saviano e di coloro che si oppongono al sano principio sociale del vietare ciò che fa male, ovviamente nella proporzione in cui il suo utilizzo danneggia la salute. Andiamo per ordine.

1) MARIJUANA CONDUCE A DROGHE ANCORA PIU’ PESANTI. Sull’importante JAMA Psychiatry, rivista scientifica dell’American Medical Association, è stato pubblicato uno studio che dimostra che lo spinello porta al passaggio a droghe anche peggiori. Il dott. Carlo Bellieni, docente di Terapia neonatale alla Scuola di Specializzazione in pediatria dell’Università di Siena, ha spiegato che l’indagine si è svolta su oltre 34mila adulti, evidenziando un rischio 6 volte maggiore di passare ad altre droghe tra le persone che usano cannabis rispetto a quelli che non la utilizzano.

2) CONSUMO MODERATO DI ALCOOL E’ SALUTARE. Un secondo studio scientifico ha replicato alla più frequente obiezione degli antiproibizionisti: l’alcool farebbe più male della cannabis, perché allora non è vietato? E’ proprio vero il contrario: una settimana fa sul British Medical Journal, rivista medica della British Medical Association (BMA), è apparsa una ricerca su consumatori moderati di alcool e non consumatori. I risultati ottenuti sono stati che il consumo moderato di alcool era associato ad un minor rischio di malattie cardiovascolari (seppur non tutte) rispetto a chi non ne fa uso. D’altra parte, si sa da tempo che un bicchiere di vino rosso al giorno apporta benefici all’organismo (in particolare grazie ai polifenoli e alla dimostrata azione antiossidante del resveratrolo). Il prof. Carlo Agostoni, nutrizionista del Policlinico di Milano, ha spiegato in questi giorni: «Vino e birra hanno attraversato al storia. Non leviamoli dalle nostre tavole. Usarli nel modo giusto fa parte di una cultura nutrizionista corretta», ed è sempre la letteratura scientifica a dimostrare che proprio il consumo moderato di birra aiuta a ridurre per oltre il 40% il rischio di attacchi di cuore combattendo il colesterolo cattivo e aiutando a prevenire l’ostruzione delle arterie. Il problema per la salute è l’abuso di alcool, ma lo è anche quello di cioccolata, di caramelle e di carne: non per questo andrebbero vietate.

Al contrario, all’inizio del mese scorso, un’indagine ha mostrato che il solo utilizzo regolare di cannabis, seppur moderato, non porta soltanto a complicanze polmonari e psichiatriche, ma anche cardiovascolari (in particolare ictus e scompensi cardiaci). Quattro giorni fa, invece, i ricercatori della Concordia University hanno indicato l’aumento dell’impatto sulla salute per i consumatori under 21 (deterioramento cognitivo, perdita di memoria, IQ diminuito, limitato successo formativo e probabilità di sviluppare malattie mentali), mentre ad inizio gennaio 2017 la Research Society on Alcoholism ha mostrato che -a proposito di alcool- è proprio il consumo di marijuana ad aumentare il rischio di sviluppare disturbi da abuso di alcol (Alcohol use disorders, AUDs).

3) POCHE PROVE A SOSTEGNO DELL’UTILIZZO TERAPEUTICO. Secondo i sostenitori della marijuana, la legalizzazione andrebbe realizzata in quanto l’utilizzo di cannabis è benefico, tanto che verrebbe impiegata in ambito clinico. Innanzitutto sono due cose diverse: alcuni medici utilizzano farmaci sintetizzati in laboratorio a base di cannabis, con protocolli prestabiliti e dosaggi controllati, cosa ben differente dal fumo fai-da-te. Inoltre, la letteratura scientifica ha anche messo in dubbio l’efficacia della cannabis terapeutica. Sulla rivista specializzata Pediatric Neurology, infatti, si legge: «Contrariamente alla percezione popolare, ci sono pochi dati oggettivi a sostegno dell’uso preferenziale di cannabis rispetto alla terapia convenzionale per il ripristino della struttura del sistema nervoso centrale e della funzione negli stati di malattia come la sclerosi multipla, l’epilessia o la schizofrenia». Un altro studio, inoltre, ha confermato che ci sono poche prove per sostenere l’uso terapeutico della marijuana per i pazienti in chemioterapia, con dolore cronico e con sclerosi multipla. A proposito di “effetti benefici”, pochi mesi fa la Boston University ha anche sfatato il mito che la cannabis rilassi e aiuti a dormire meglio.

4) LIBERALIZZAZIONE NON SCONFIGGE LA CRIMINALITÀ. Ultimo mito, quello della lotta alla criminalità: non è la scienza a contribuire in questo caso, ma la semplice realtà. L’Uruguay è stato il primo ad aver legalizzato la droga, che ora può essere venduta nelle farmacie ma, ad inizio marzo 2017, il direttore della polizia nazionale uruguaiana, Mario Layera, ha dichiarato che «nel 2016 abbiamo raggiunto livelli record in termini di sequestri, il traffico verso l’Uruguay non è stato per nulla limitato». Infatti, solo nel mese di dicembre, la polizia ha sequestrato 4,3 tonnellate di cannabis illegale, contro le 2,5 tonnellate del 2015. In passato abbiamo già segnalato la situazione che si sta invece verificando in Colorado: i consumatori di droga sono aumentati di oltre il 20% come media mensile in seguito alla liberalizzazione della marijuana, con conseguente aumento di problematiche mediche.