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Caso Orlandi, altre rivelazioni e lo show riparte
NEWS 5 Giugno 2023    di Lorenzo Bertocchi

Caso Orlandi, altre rivelazioni e lo show riparte

«È pura follia, com’è possibile che gli venga data tutta questa attenzione?», raggiunto da Ansa, Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, è stato netto sulle dichiarazioni dell’ex carabiniere Antonio Goglia, impiegato comunale di S. Giorgio a Cremano. Eppure, di una certa eccessiva attenzione hanno goduto molte dichiarazioni o «illazioni», per dirla con papa Francesco, che sono state propalate in questi ultimi mesi a mezzo stampa o Tv sulla sparizione di Emanuela Orlandi quarant’anni orsono.

Le ultime “rivelazioni” di Goglia, ultime perché non è la prima volta che l’ex carabiniere si esprime sul caso con ipotesi varie, sono apparse riportate da ItaliaOggi e da lui inviate con una lettera al sostituto procuratore Stefano Luciani, incaricato dalla Procura della Repubblica di Roma di riaprire le indagini sul mistero Orlandi.

«Egregio Dott. Procuratore Stefano Luciani, avendo condotto studi approfonditi e basandomi su fatti concreti che al momento ritengo preferibile non porre in evidenza, Vi comunico che nei sotterranei del Castel Sant’ Angelo, o Mole Adriana, altrimenti detta Mausoleo di Adriano, dietro una porta rinforzata dovrebbe trovarsi una stanza di circa 20 metri quadri. Nella quale dovrebbero trovarsi resti umani, compresi quelli di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori».

È solo l’ultimo capitolo di una vicenda drammatica, che purtroppo è anche molto spettacolarizzata in quanto mediaticamente appetibile. Gli ingredienti ci sono tutti: una giovane ragazza sparisce a Roma il 22 giugno 1983, è cittadina vaticana, e qui c’è già tutto ciò che serve per far partire la macchina. Ma in questo caso c’è anche di più. C’è papa Wojtyla che ha subito un attentato due anni prima, c’è la guerra fredda, con tutto il corollario di intrighi internazionali e depistaggi manovrati.

La Chiesa poi è un bersaglio interessante e comodo per tutti. Per chi ha fede lo è anche e soprattutto per l’Avversario che, come disse l’esorcista padre Gabriele Amorth, «Dopo il Papa, Satana attacca cardinali, vescovi e tutti i sacerdoti e religiosi. È normale che sia così. Nessuno dovrebbe essere scioccato. I sacerdoti, i religiosi e le religiose, sono chiamati a una dura lotta spirituale». E, infatti, non sono senza peccato. Ma scendendo molto più terra-terra la Chiesa per tanti è solo un ottimo bersaglio per fare audience mescolando ingredienti noti come soldi-sesso-potere. Per il mero gusto di gettar fango. Insomma, il caso di Emanuela Orlandi è perfetto per scrivere libri, serie Tv e farci interi programmi televisivi. La verità? Non pervenuta, confusa, spezzata, distorta. Eppure una possibilità che salvi almeno il buon senso c’è sicuramente, ed è quella di non bersi tutte le chiacchiere e le piste che da quarant’anni si affastellano ininterrottamente sul caso Orlandi.

È l’intento che ci ha guidato nel costruire il Primo piano del numero di giugno del Timone, senza la pretesa di offrire soluzioni o piste, pur intravedendo alcuni spunti che pensiamo originali e interessanti (e probabilmente anche già all’attenzione degli inquirenti). Siamo partiti ascoltando il silenzio, quello degli innocenti, perché la giustizia per Emanuela, sacrosanta, parte anche da qui. E dal saper zittire quel rumore di fondo, e chi lo alimenta, che sembra solo uno show. Per noi la ragazza è stata “rapita due volte”, e continuano a farlo…


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