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Ci vuole più Eros: amatevi e procreate
NEWS 20 Dicembre 2022    di Federica Di Vito

Ci vuole più Eros: amatevi e procreate

Finché mostri la gravidanza in lussuosi vestiti da influencer entusiasti commenti ti acclameranno, ma se tuo padre fa la parte di quello “all’antica” allora ecco pronti gli insulti. Domenica 18 dicembre, Eros Ramazzotti ospite di Mara Venier a Domenica In su Rai 1 e fiumi di lacrime ed emozioni. Ricordando il suo primo amore, Michelle Hunziker, parla commosso della figlia Aurora che presto li renderà nonni.

Tra una lacrima e l’altra, Eros Ramazzotti ha pronunciato le parole che gli hanno causato una pioggia di insulti: «Io ho una mia idea: il fatto che, se due si amano, devono procreare». Ed ecco che diventa «roba da Medio Evo», come hanno scritto su Twitter. «Se due si amano DEVONO procreare. Ma dove sta scritto?! Ma che dici. Ma chi lo dice. Messaggio sbagliatissimo», sentenziano ancora. Sarebbe bene ricordare a chi scrive dietro alla tastiera che il nostro Paese soffre del più basso tasso di natalità al mondo e, se è vero che non saranno le parole di Eros a risollevarlo, rimane anche vero che nel 2050 potremmo ritrovarci con 5 milioni di abitanti in meno (come abbiamo spiegato nel nostro dossier di marzo 2022). L’inganno che stiamo vivendo è nascosto dietro alla promessa che ci hanno raccontato, che cioè il calo delle nascite ci avrebbe assicurato condizioni migliori di vita. Ci ritroviamo invece con problemi economici e sociali, con la scienza che definisce i confini morali e sessuali e con donne e uomini soli, intenti alla scalata verso la conquista della realizzazione personale, anche nella sfera affettiva-sessuale.

E poi, tanto per essere ancora più medioevali, aggiungiamo alle parole di Eros, il messaggio profetico dell’Humane Vitae di papa Paolo VI: «Per la sua intima struttura, l’atto coniugale, mentre unisce profondamente gli sposi, li rende atti alla generazione di nuove vite, secondo leggi iscritte nell’essere stesso dell’uomo e della donna». Leggi iscritte nell’essere stesso dell’uomo e della donna. Lo ripetiamo. Perché ecco il motivo che sta al centro delle critiche rivolte a Eros. Con la procreazione diventiamo immeritati collaboratori della Creazione di Dio e rispondiamo alla vocazione altissima di paternità e maternità. Al di là poi dei bei tempi andati con Michelle, è per questo che Eros afferma: «Sono aperto sempre all’amore. “Ama” è il mio motto da sempre, sotto ogni forma. Bisogna amare sempre. È un mondo che sta andando lontano dalla concezione che è dell’amore che è il rispetto per il prossimo e per la natura». E, anche se l’amore di cui parla è forse strettamente legato al sentimentalismo, c’è scritto qualcosa anche nel cuore di Eros, che si è lasciato dietro alle spalle due divorzi.

C’è scritto quello che la Chiesa difende nella sua tradizione, che il desiderio di famiglia è intrinseco nel cuore dell’uomo. Al di là delle singole vocazioni, è proprio nella famiglia che si traduce la vocazione alta di accogliere l’altro come dono di Dio. È così che gli sposi si inseriscono in un progetto che li precede e li accompagna. Un progetto che mai impone, ma che libera. Sarà medioevale? Rispondiamo con le parole di Benedetto XVI: «Quando l’uomo e la donna pretendono di essere autonomi e totalmente autosufficienti, rischiando di restare chiusi in un’autorealizzazione che considera come conquista di libertà il superamento di ogni vincolo naturale, sociale e religioso, ma che di fatto li riduce a una solitudine opprimente».

In ultimo, vorremmo dire a Eros che per noi ha ragione, ma la sua ragione è incompleta. Che lo slancio di cui lui parla porta proprio il suo nome, ma da solo non può che ridurre l’altro a un mero oggetto di desiderio, a un mezzo per la propria realizzazione. Manca l’agape. Manca la sostanza. L’Amore di Dio che si è incarnato e ci ha fatto dono di un’unione che va oltre le nostre capacità, che resta, nonostante noi. (Foto: screenshot da RayPlay)

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