giovedì 24 settembre 2020
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NEWS 28 luglio 2020    di Redazione
Cina, nuove linee guida per “controllare” il cinema e i documentari

Le autorità comuniste in Cina hanno pubblicato nuove linee guida per regolare il contenuto dei programmi audiovisivi che, secondo alcuni registi cattolici, soffocheranno i programmi di insegnamento della fede cristiana. L’amministrazione nazionale della radio e della televisione ha vietato le riprese di 20 categorie di contenuti, tra cui materiale che promuove la storia cristiana, le reliquie sacre e le manifestazioni demoniache. Le linee guida sembrano innocue ma avranno un effetto paralizzante sulla produzione di programmi audiovisivi della Chiesa, ha detto un regista che lavora con l’industria cinematografica e televisiva della Chiesa.

Le storie basate sulla Bibbia includono principalmente miracoli e guarigioni. «Le linee guida vietano quasi del tutto tali contenuti», ha affermato un regista, che si è identificato come Joseph. «Se filmiamo la vita di Gesù, evitando i contenuti vietati dalle linee guida, presenteremo Gesù come una persona normale, e questo è inaccettabile per i cristiani». Padre Yo di Shandong ha affermato che le linee guida hanno anche un lato positivo chiedendo «di non ridicolizzare la religione e rispettare la cultura delle minoranze etniche». In passato i drammi televisivi cinesi che hanno caratterizzato la guerra sino-giapponese e la storia del Partito comunista cinese hanno presentato gruppi religiosi – in particolare il cristianesimo e il buddismo tibetano – come nemici immaginari e complici del Kuomintang, il partito politico nazionale di Taiwan. «Tali programmi hanno deliberatamente diffamato le religioni e distorto i fatti storici per far temere il pubblico e avere un forte pregiudizio contro queste religioni», ha detto il sacerdote. Una mossa del governo per fermare tali produzioni è un passo positivo, ha detto.

Tuttavia, il prete era scontento della linea guida che chiedeva di«non filmare il lato oscuro della società, ma filmare la bella vita della gente normale. Questo è strano. Come possono le persone avere una buona vita quando non hanno nemmeno il diritto naturale alla libertà di religione? Se non abbiamo nemmeno i diritti umani più elementari, come possiamo essere buoni?». Ha anche messo in dubbio l’affermazione delle linee guida che «i drammi storici dovrebbero essere basati sulla vera storia», ma, si chiede il sacerdote, «qual è la vera storia? È quella fabbricata dal Partito Comunista Cinese?»

Wu Daxiong, un produttore televisivo di Shanghai, ha affermato che le linee guida sono state un “colpo fatale” per l’industria, limitando la portata della loro produzione. Anche prima di queste linee guida, i funzionari erano soliti respingere molte sceneggiature e normalmente le correggevano diverse volte prima di dare il via libera. Ha citato il caso di un film basato su un romanzo dove «la sceneggiatura è stata cambiata più di 20 volte e la storia non era più la stessa del romanzo originale. Sembrava un’altra storia». Tali pratiche creano un’enorme perdita economica per l’industria, ad esempio, in questo caso, la società di produzione aveva già pagato i diritti del romanzo e uno sceneggiatore originale: «Sfortunatamente, le nuove linee guida sembrano ancora più rigorose», ha detto.

Liu Ming, uno sceneggiatore che stava lavorando a un dramma storico, ha dichiarato di sentirsi ancora più impotente. «Ho infranto molti punti delle nuove linee guida senza saperlo, quindi sembra che dovrò riscrivere tutto», ha detto, aggiungendo che i suoi copioni riguardano la storia della Cina dalla rivoluzione di Xinhai nel 1912 ad oggi Liu, che è stato uno sceneggiatore per più di 10 anni, ha affermato che le linee guida «daranno un brutto colpo all’intero settore cinematografico e televisivo». «Ci sono troppe restrizioni. Significa che non è possibile costruire la trama più basilare. Come possiamo parlare di sceneggiature e riprese con tali restrizioni?» si chiede. Liu teme che la corsa del Partito Comunista Cinese alla “gestione ideologica” distruggerà la libertà e la creatività artistica. «Hanno solo bisogno di propaganda politica, non di arte», ha detto. (Fonte)

 


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