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NEWS 30 Marzo 2022    di Redazione

Dove gettare l’ancora nel mare di male agitato in Ucraina?

Dal nostro collaboratore Francesco Agnoli, storico e saggista, riceviamo il seguente commento sulla questione Ucraina e volentieri lo pubblichiamo. Al netto dei giudizi geopolitici, che restituiscono giustamente un quadro più complesso delle facili semplificazioni che troppo spesso si leggono e si sentono nei vari consessi massmediatici, la posizione del Timone nel giudizio di questa «guerra crudele e insensata», per usare le parole di papa Francesco, resta ferma: non ci garba l’Occidente post-liberale, che ha fatto della verità e del bene una variabile a piacere, né pensiamo che la “salvezza” arrivi da presunte sirene putiniane e dall’afflato del mondo ortodosso. Nel dubbio gettiamo un’ancora geopolitica in Cielo, come ha fatto Francesco consacrando al Cuore Immacolato di Maria Russia e Ucraina, sperando che anche dal punto di vista geopolitico qualcuno abbia davvero voglia di prendere sul serio che «nulla è impossibile a Dio». (Lorenzo Bertocchi)

di Francesco Agnoli

La Russia aveva, all’origine del conflitto, non ragione, ma delle ragioni evidenti, legate alle ingiustizie commesse nei confronti delle minoranze russofone, anche dai presidenti ucraini, e soprattutto alla trentennale lotta senza quartiere da parte delle amministrazioni americane, intente a strozzare l’ orso russo, ad esclusione di quella di Donald Trump.

Che Crimea e Donbass venissero rivendicate può essere in parte opinabile, ma aveva certamente il suo perché; che la aggressività della Nato, nel suo continuare ad espandersi ad est, desse fastidio e fosse vista come una aggressione latente, è ben comprensibile.

È anche vero che la Russia ha per giorni e giorni ridotto al minimo le vittime civili, ben diversamente da quanto abbiano fatto ad esempio gli Usa in Iraq, con bombardamenti a tappeto che non hanno risparmiato nulla e nessuno; ed è vero che molti provvedimenti e dichiarazioni attuali di Usa e Ue hanno fatto il possibile per buttare benzina sul fuoco, contribuendo a spingere Putin in un vicolo cieco. Le armi, per esempio, con cui armiamo non solo l’esercito, ma anche i civili ucraini, allungheranno l’agonia, renderanno anche i civili un obiettivo militare, e certamente non aiutano soluzioni diplomatiche. Servono solo a condurre una guerra per procura: gli ucraini sacrificati allo scontro Usa-Urss.

Ciò detto mi pare innegabile che l’attacco russo a Kiev, Mariupol, Odessa… sia oggettivamente criminale ed ingiustificabile! Infatti, va ben oltre il “diritto” a terre “sorelle” e alle esigenze di difesa preventiva.

Questa guerra, infine, viene trasformata in una guerra santa, come accadde già con la prima, da un mondo secolarizzato come il nostro, che di santo e sacro non riconosce nulla (Joe Biden, che denuncia la morte di bambini ucraini, ha cercato pochi giorni fa di legalizzare l’uccisione dei bimbi americani sino al nono mese); ma un tentativo analogo, forse meno ipocrita, viene fatto anche da parte russa.

In verità non è la lotta tra il Bene e il male, né in un senso né nell’ altro, ma una catastrofe di male da cui solo Dio, non i grandi leader, saprà trarre certamente anche qualcosa di buono.


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