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NEWS 29 Aprile 2023    di Valerio Pece

È la cristianofobia la vera causa del licenziamento-shock di Tucker Carlson da Fox News

«Quando ero a Fox News, mi è stato detto di non usare la parola “Dio” in onda. Hanno contato quante volte ho disobbedito. Non so se il discorso di Tucker Carlson su Dio e la preghiera sia stata l’ultima goccia, ma ho la sensazione che abbia infastidito profondamente Rupert Murdoch». Le parole di Glenn Beck – commentatore politico, conduttore radiofonico e produttore televisivo – aiutano a far luce sul divorzio più rumoroso dell’anno, quello tra Fox News e il giornalista Tucker Carlson. A sei giorni dai fatti, senza che nessuno degli attori abbia pronunciato una parola ufficiale sul perché del licenziamento, si fa strada una pista scioccante: a innervosire il magnate Murdoch, padrone della Fox, sarebbe stato il discorso “religioso” tenuto da Carlson per il 50° anniversario della Heritage Foundation, importante think tank conservatore. Si è trattato di 34 minuti di fuoco, improntati sul concetto di bene e di male, un discorso in cui politica e teologia si sono fusi.

«MUTILARE I BAMBINI NON È POLITICA»

Dopo aver tuonato, pur senza perdere il suo proverbiale humor, contro la «mentalità da gregge» in cui molti sono caduti durante l’era «George Floyd e Covid»; dopo aver detto che le persone comuni non sono ancora «abituate a obiettare contro le idee su cui sono in disaccordo», il popolare conduttore si è rammaricato di non aver pregato di più. Mettendo a nudo la sua attività di giornalista d’inchiesta ha confessato: «Dovremmo smetterla di impegnarci in questi dibattiti totalmente menzogneri […], come se si potesse vincere solo raccogliendo più fatti. Ho provato e non funziona. Forse varrebbe la pena prenderci tutti solo 10 minuti al giorno per dire una preghiera per il futuro. Dico sul serio, spero che lo farete».

Carlson spiega l’indispensabilità della preghiera nel contesto americano in un passaggio-chiave del suo discorso: «Se ci sono persone che dicono: “Ho un’idea, castriamo la prossima generazione, mutiliamo sessualmente i bambini”, mi dispiace ma questo non è un dibattito politico, non ha niente a che fare con la politica […]. Quando il segretario al Tesoro si alza e dice: “Sapete cosa potete fare per aiutare l’economia? Abortire”. Beh, in realtà è come un principio azteco. Qual è lo scopo del sacrificio di bambini? Non c’è nessun obiettivo politico legato a questo. Semmai è qualcosa che ha a che fare con la teologia».

CARLSON CITA LA LETTERA DI PAOLO AI GALATI 

Secondo il corrispondente di Vanity Fair America Gabriel Sherman, che ha ricevuto le confessioni di un interno della Fox Corporation vicinissimo a Murdoch, sono stati i toni paolini utilizzati da Carlson nella serata all’Heritage Foundation a mandare fuori di testa il magnate televisivo. Il conduttore, che ha scherzato sul suo essere episcopaliano («Mi rivolgo a voi dalla posizione teologica più umile e bassa possibile. Sono letteralmente un episcopaliano»), ha ripreso il quinto capitolo della lettera ai Galati, distinguendo i frutti della luce da quelli della carne. Per Carlson guardare al Governo federale come a quell’entità che «decide di perseguire la distruzione fine a se stessa» è «nient’altro che una visione ampiamente condivisa del bene e del male, non un’idea necessariamente cristiana».

E il perché è presto detto: «Il bene è caratterizzato da ordine, calma, tranquillità, pace, dall’assenza di conflitto, purezza […]. Il male è caratterizzato dai loro opposti: violenza, odio, disordine, divisione, disorganizzazione, impurità. Quindi, se sei d’accordo con chi realizza quest’ultimo tipo di risultati, ciò che davvero sostieni è il male». Insistendo infine sulla dimensione trascendente del problema, Carlson ha aggiunto: «Non sto certo appoggiando il Partito Repubblicano, non sto affatto facendo un discorso di parte. Sto solo notando ciò che è super ovvio […] Siamo di fronte e manifestazioni di una forza più grande che agisce su di noi. È così lampante».

LA GIOIA ISTERICA DELLA SINISTRA

Non sorprende che dalle parti della sinistra woke si sia festeggiato con entusiasmo il licenziamento del più irriducibile dei nemici. Chiedendo l’aiuto del pubblico in studio, Ana Navarro (che insieme a Whoopi Goldberg conduttrice del salotto televisivo The View), si è lanciata in un’irridente quanto sguaiata versione di “Na Hey Hey Kiss Him Goodbye, vecchio successo degli Steam. Poco prima Sunny Hostin, ospite fissa dello stesso salotto, era arrivata a pronunciare queste parole: «Non credo che a nessuno piaccia celebrare la fine della carriera di qualcuno, ma lui è responsabile del degrado che vediamo in questo Paese». Neanche i politici di professione sono riusciti a mascherare la loro gioia. «Non stupisce che l’ineffabile Alexandra Ocasio-Cortez», scrive Bonifacio Castellane su La Verità, «abbia commesso l’ennesima gaffe dichiarando, nel Paese del Primo emendamento, come sia giusto e come ottenga ottimi risultati “il lavoro di boicottaggio” adottato nei confronti di un giornalista per il quale “non poteva succedere cosa migliore” che il suo licenziamento».

IL PREGIUDIZIO ANTICRISTIANO COME UNICA PISTA

La stampa italiana, per spiegare una delle defenestrazioni più strane e impopolari della storia della tv, si è rifugiata nelle tesi più ovvie e difendibili. Che però non reggono. La causa dell’improvviso divorzio lavorativo non sarebbe da rintracciare nell’affare Dominion Voting System e nella multa di 787,5 milioni di dollari che Fox News ha dovuto pagare all’azienda informatica a conclusione di un processo per diffamazione. Ci sono infatti molti giornalisti di Fox News che ben più di Carlson hanno cavalcato la tesi per cui la Dominion avrebbe truccato il voto delle elezioni presidenziali (favorendo Biden), si dà il caso però che questi siano tutti ancora saldamente al lavoro. Con il licenziamento non c’entrano nemmeno le rogne legali relative alle accuse di sessismo lanciate al conduttore dalla giornalista Abby Grossberg: giorni fa gli avvocati della donna hanno dovuto ammettere che Tucker Carlson non ha mai incontrato fisicamente la collega. Rimane dunque la pista della cristianofobia, che si avvale anche di un aneddoto molto significativo avvenuto ad aprile (e rimbalzato sul laicissimo Guardian).

È sempre il corrispondente di Vanity Fair America (altro giornale non certo conservatore) a riportare ciò che gli avrebbe riferito la gola profonda di Fox Corp: «Rupert Murdoch era innervosito dal messianismo di Carlson perché richiamava la visione del mondo […]  della sua ex promessa sposa Ann Lesley Smith». Murdoch e Smith, di 30 anni più giovane e fervente evangelica, si sarebbero lasciati a un passo dalle nozze proprio per ragioni religiose. Quando, a fine marzo, il 92enne Murdoch aveva invitato Tucker Carlson a cena nella sua elegantissima tenuta di Bel Air, non aveva potuto fare a meno di notare come la sua fidanzata discutesse appassionatamente di spiritualità con il conduttore, tanto che, Bibbia alla mano, durante la cena Ann Lensley Smith aveva letto e commentato con Carlson alcuni passaggi del libro dell’Esodo.

«Rupert si è seduto e li ha fissati», ha rivelato la fonte a Sherman, tanto che «pochi giorni dopo la cena, Murdoch e Smith hanno annullato il matrimonio già fissato». Tutti i giornali italiani hanno dato la notizia (che oggi può essere letta come il vero motivo del licenziamento di Carlson); il Corriere della Sera, per esempio, in un articolo del 5 aprile a firma di Paolo Foschi, titolava: «Rupert Murdoch e Ann Lesley Smith, l’amore è già finito. Annullato il matrimonio: “C’entra la religione”». «Licenziando Carlson», ha concluso Gabriel Sherman, «Murdoch stava anche cancellando lo spettacolo preferito della sua ex».

RECORD DI VISUALIZZAZIONI SU TWITTER

Intanto, con la sua prima dichiarazione dopo il suo allontanamento dalla rete, l’ex conduttore di Fox News ha già infranto un record: un suo video postato su Twitter, della durata di poco più di due minuti, ha raggiunto quasi 22 milioni di visualizzazioni. Cioè oltre 7 volte di più dei 3 milioni di spettatori che mediamente si sarebbero sintonizzati su “Tucker Carlson Tonight”, lo spazio televisivo delle ore 20 dal quale il 53enne conduttore californiano è stato improvvisamente allontanato. Nel video – il cui enorme seguito sottolinea quanto il pubblico sia disposto a seguire le sue inchieste su qualsiasi piattaforma – Carlson si è concentrato sulle sue personali sensazioni «una volta usciti dal rumore per qualche giorno». Lanciando un guanto di sfida alla totalità dei mainstream media, il conduttore ha affermato che «i grandi temi, quelli che definiranno il nostro futuro, non vengono praticamente discussi […], dibattiti del genere non sono ammessi dai media americani», tanto che «gli Stati Uniti improvvisamente somigliano molto a uno Stato a partito unico». Ma per il popolare conduttore tutto ciò non è destinato a durare: «Le nostre attuali ortodossie non dureranno […], i responsabili lo sanno, per questo sono isterici e aggressivi. Hanno paura». La vicenda di Tucker Carlson aiuta a svelare al mondo di Chi queste ortodossie hanno paura. (Foto: Bing, immagine libera per condivisione ed uso)

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