sabato 05 dicembre 2020
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NEWS 9 maggio 2014    
Elizabeth Johnson, la teologa che dissolve il Vangelo nel panteismo. Kasper: «La stimo molto»

di Matteo Matzuzzi

... In America, Kasper è tornato a spiegare perché ai divorziati risposati vada concessa la comunione. Sono stati due i momenti centrali della tappa americana, il dibattito alla Fordham University di New York e la lunghissima intervista concessa al magazine Commonweal. E in entrambe le occasioni le sue parole hanno fatto discutere. Innanzitutto, lasciando per un attimo da parte i contenuti del suo libro, Kasper ha preso le difese di suor Elizabeth Johnson, che della Fordham University è teologa e di cui si è parlato nei giorni scorsi per via delle suore "eretiche" americane bacchettate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. La Johnson è finita nel mirino della commissione dottrinale dei vescovi americani – presieduta non da un falco conservatore, ma dal moderato cardinale Donald Wuerl – per aver pubblicato nel 2007 il libro "The Quest for the Living God" (La ricerca del Dio vivente) giudicato in contrasto con "l'autentica dottrina cattolica".

Una condanna dura, quella formulata all'opera di suor Elizabeth, che – a parere dei vescovi statunitensi – nonostante il successo sugli scaffali e le varie onorificenze, "mina completamente il Vangelo e la fede di coloro che credono in esso". Sono sette i punti che la commissione aveva contestato nella formulazione del giudizio critico sul libro: dalla vicinanza allo "scetticismo illuministico kantiano" alla negazione della trascendenza di Dio, dai dubbi sulla "rivelazione completa e definitiva di Gesù come Signore e Salvatore" alla negazione "dell'unicità di Cristo come Verbo incarnato". Infine, dalle pagine di Johnson emergerebbe perfino una "visione panteistica". Ecco perché, ha spiegato il 30 aprile scorso il cardinale Müller, la decisione della Lcwr di assegnare a lei il più ambito premio dell'anno rappresenta una "provocazione non solo alla Santa Sede".

Per Kasper invece si tratta di questioni di poco conto, che si risolveranno: "Non è una tragedia", ha detto. Dopotutto, ha ricordato il porporato tedesco, "anche San Tommaso d'Aquino fu criticato, quindi Elizabeth Johnson è in buona compagnia". Teologa che Kasper ha ribadito di "stimare molto". Semmai, se proprio qualcosa si deve dire anche in rapporto al duro monito del Sant'Uffizio alle suore americane, è un suggerimento perché il dicastero guidato da Müller "cambi un po' la sua mentalità". Troppo rigida e poco aperta a quella misericordia perennemente invocata dal teologo già allievo di Hans Küng. Dialogare, insomma, perché questo "è il modo normale di fare le cose nella chiesa. Io sono per il dialogo e il dialogo presuppone posizioni differenti. La Chiesa non è un'unità monolitica"...

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