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NEWS 10 Gennaio 2022    di Federica Di Vito

Éric Zemmour difende la statua di San Michele in Vandea

In nome di quella laicità obsoleta che non guarda in faccia nessuno, il 16 dicembre 2021 il tribunale amministrativo di Nantes ha richiesto di abbattere la statua di “San Michele e il drago”. Inaugurata nell’ottobre 2018, la statua si trova nella piazza antistante la Chiesa di Saint-Michel del comune di Les Sables-d’Olonne, in Vandea, nella Francia occidentale. La richiesta è stata avanzata dall’associazione ultra-laicista e anti religiosa Libre Pensée, fondata nel 1866 con 4.000 iscritti, conosciuta per le sue battaglie legali contro i simboli religiosi (nella fattispecie cristiani). Vanno a caccia di quelli che definiscono «attentati alla laicità», con una predilezione per gli asili nido e le statue di santi negli spazi pubblici. Già nel 2018 avevano ottenuto lo spostamento a Ploërmel, piccolo paese del Morbihan, di una statua di San Giovanni Paolo II, eretta dodici anni prima in una piazza pubblica.

L’associazione aveva definito la statua dell’arcangelo come «oggetto religioso manifesto» e si era appellata alla legge del 1905 sui rapporti fra Chiesa e Stato la quale «si oppone all’installazione, nello spazio pubblico, di un segno o di un emblema che esprima il riconoscimento di un culto o che indichi una preferenza religiosa». In fondo il loro è un “nobile” intento legale che puzza di fanatismo, «La federazione vuole che la legge del 1905 sia rigorosamente osservata», afferma Christian Eyschen, portavoce di Libre-Pensée.

Non tutti però se ne stanno a guardare. Il municipio di Sables-d’Olonne ha dichiarato «Di fronte a questo abuso, la città non rimarrà passiva», queste le parole del sindaco Yannick Moreau (ex LR), in un comunicato stampa del 5 gennaio. I cittadini saranno invitati a decidere sul futuro della statua nella prima metà del 2022.

Anche il candidato alle presidenziali francesi, Éric Zemmour, si è posto al centro del dibattito. Sabato 8 gennaio, in occasione di un viaggio a Sables-d’Olonne, ha difeso la statua dell’arcangelo, «Non permetteremo a noi stessi di essere sradicati da un braccio armato giudiziario ostile alle tradizioni cristiane», ha dichiarato Zemmour, schierato al fianco del sovranista Philippe de Villiers e Patrick Buisson, ex consigliere dell’Eliseo di Nicolas Sarkozy. A lungo applaudito dalla folla raccolta intorno alla statua, il candidato ha elogiato l’«ardente patriottismo» della Vandea e la sua «influenza culturale», così come il suo «successo industriale».

«Non è una statua innocua, è prima di tutto il simbolo delle nostre tradizioni, delle millenarie radici cristiane […]. La Francia è stata fatta dal cristianesimo, che lo piaccia o no». Dovrebbe premerci sottolineare questo punto affrontato da Zemmour. Un vecchio detto dice “Non sai dove stai andando se non sai da dove vieni”. La Francia sembra barcollare in un buio di confusione identitaria e ideologica, alla ricerca di nuovi fondamenti che però non sanno stare in piedi. Quando si distrugge anziché costruire, il risultato non può che essere forzato e poco coerente. Il rispetto del passato è guida per un futuro solido: quale futuro c’è da aspettarsi da una comunità che recide le proprie radici?


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