venerdì 27 novembre 2020
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NEWS 13 luglio 2018    di Maria Rachele Ruiu
Facciamolo per l’Italia. Il caso dello spot Chicco

“Facciamolo per l’Italia, perché in questo mondiale i goal per l’Italia li facciamo noi!”

Termina così lo spot della Chicco, noto marchio di prodotti per bambini, che sta tenendo banco sui social, e non solo!, da due giorni!

“E’ uno spot vergognoso!” “E’ uno spot che discrimina!” “E’ uno spot fascista!”

Insomma, nel 2018, come è stato scritto su facebook: “Fate l’amore. Se lo dice un hippie è rivoluzione, se lo dice la Chicco è fascismo.”
Ma cosa è successo?

Ma è così strano o folle che un marchio di prodotti per bambini si preoccupi di realizzare uno spot che invita a mettere al mondo nuove creature? L’escamotage che trova l’ufficio marketing per farlo è presto detto: una leggenda racconta che i mondiali si concludano sempre con il “baby boom” e l’invito è semplice: anche se quest’anno non giochiamo, possiamo vincere i mondiali e “tornare ad essere una nazione straordinaria” mettendo al mondo bambini che ci aiuteranno a crescere portando l’Italia dove è giusto che sia”.

Ora, che le nascite in Italia siano in calo, è un dato di fatto. Che la denatalità sia un problema stringente per la nostra nazione, anche. Così stringente che tutti i partiti politici, tutti!, durante le scorse elezioni hanno presentato soluzioni, più o meno discutibili, in merito.

Che i bambini portino ricchezza alla Nazione, anche! Volessimo tenerci su un piano squisitamente economico: chi pagherà le nostre pensioni domani, se non ci saranno ex- bambini a lavorare? Chi assicurerà un futuro alla nostra nazione se non ci saranno nuove famiglie?

Allora quale è il problema di questo spot? IL COME.

La Chicco non si nasconde dietro un dito: risolviamo la “questione denatalità”, mettendo al mondo bambini nell’unica modalità naturale possibile: facendo l’amore! Nel video si rincorrono una carrellata di coppie che si amano guardandosi negli occhi e si svela un mistero: da un uomo e una donna nasce un bambino.

Alzata di scudi:

– “Lo fa solo per soldi”…ovvio, è una pubblicità: si sta preoccupando della propria fetta di mercato.

– “Non ci sono coppie omosessuali”… ovvio: due persone dello stesso sesso naturalmente non possono concepire.

– “La Chicco non aiuterà poi le famiglie”… ovvio: alla Chicco interessa vendere i prodotti. Ma al netto dell’importanza dell’attuazione dell’art. 31 della Costituzione che tutti attendiamo con ansia – “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo” – è palese che la crisi della natalità oggi sia innanzitutto culturale. Non è la povertà che inibisce le nascite e per dimostrarlo basta una qualsiasi statistica (cfr. i redditi di chi mette al mondo i figli, cfr. le nazioni più fertili e anche di chi abortisce), ma la mancanza di Speranza.
E allora grazie alla Chicco perché, nel bene e nel male, e al netto di alcune inopportunità presenti nello spot, è riuscita a ricordare questo: una pioggia di neonati ci allagherebbe il cuore di ottimismo.

Quindi ora…: spegniamo la luce, accendiamo la Speranza.


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