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Filippine, più di 2 milioni di fedeli alla processione del Nazareno nero
NEWS 10 Gennaio 2024    di Paola Belletti

Filippine, più di 2 milioni di fedeli alla processione del Nazareno nero

In una devozione che dura da quattro secoli abbondanti, i tre anni della pandemia da Covid che hanno impedito lo svolgersi della processione non devono aver pesato troppo. Il 9 gennaio scorso a Manila si sono radunate infatti più di 2 milioni di persone (per altre fonti si tratta di 6 milioni) per seguire il Nazareno Nero, una statua lignea che rappresenta Gesù in ginocchio con la croce, immagine sacra a grandezza naturale alla quale generazioni di cristiani filippini chiedono con fiducia grazie di guarigione, conversione, benevolenza. Il Nazareno Nero è un’immagine di Cristo fatta di legno, portata nelle Filippine nel 1606 dagli agostiniani. Nel 1650 Papa Innocenzo X approvò la devozione e autorizzò la formazione della Confraternita di Nostro Santo Gesù Nazareno. Nel 1880 Papa Pio VII autorizzò il suo culto e concesse l’indulgenza plenaria a chi prega piamente davanti all’immagine.

LA GRANDE PARTECIPAZIONE DOPO GLI ANNI DEI LOCKDOWN

Dopo i vincoli imposti dalla gestione della pandemia il 9 gennaio 2024 ha segnato il ritorno partecipato di uno degli eventi per i fedeli cattolici tra i più partecipati al mondo. La processione è durata circa 15 ore e si è svolta, come da tradizione, lungo un percorso di sei chilometri intorno alla Chiesa di Quiapo. La festa è una ricorrenza legata alla parrocchia di Quiapo, ma ha una partecipazione nazionale e si apre con la celebrazione della messa all’alba; la statua, che viene traslata ogni anno dalla chiesa di San Nicola da Tolentino alla parrocchia della capitale, è custodita in una teca di vetro per permettere a tutti di vederla ma scoraggiare la pratica di arrampicarsi su di essa per toccarla, come avveniva in passato, causando alcuni incidenti e infortuni.

All’immagine i fedeli riconoscono un grande potere taumaturgico. Le autorità, riferisce Asia News, hanno dispiegato lungo il percorso le autorità hanno dislocato oltre 15mila addetti alla sicurezza e personale medico, pronti a intervenire in caso di emergenza. Molti sono i devoti che seguono il lento viaggio della statua a piedi nudi e che raccontano di avere già ottenuto grazie e benefici negli anni passati. Ci sono famiglie intere, mamme con bimbi molto piccoli, persone disabili, un intero popolo.

LA RICHIESTA DEI VESCOVI AL PAPA

A luglio 2023 i vescovi filippini in assemblea plenaria hanno accolto e approvato la richiesta dell’arcidiocesi di Manila di sottoporre alla Santa Sede la domanda di elevare questa ricorrenza a festa nazionale. I vescovi hanno anche approvato la richiesta di elevare la Chiesa di Quiapo alla categoria di santuario nazionale. Il sacerdote (P. Rufino “Jun” Sescon, Ndr) ha informato di questa richiesta alla fine della Messa presieduta martedì dall’arcivescovo di Manila, il cardinale José Advíncula. “Vogliamo che sia una festa nazionale per la Chiesa, quindi spetta ai vescovi e al Papa discutere di questo”, ha aggiunto il presbitero.

UNA NAZIONE CRISTIANA

Le Filippine, colonia spagnola dal 1565 al 1821, presero il nome direttamente dal re Flippo II quando ancora era principe per volere dell’esploratore Ruy López de Villalobos. Gli Spagnoli fondarono città, ospedali, scuole, università, costruirono strade e infrastrutture e permisero il prosperare di agricoltura, allevamento e commercio. Con la loro dominazione permisero anche una grande opera di evangelizzazione cristiana, una fede che ha attecchito ed è cresciuta nei secoli mostrando la propria forza fino ad oggi: i filippini sono la popolazione cattolica più numerosa di tutto il continente asiatico e mostrano un legame profondo e saldo con la propria fede, tratto distintivo della loro identità nazionale. Che sia una fede viva lo dimostra anche la partecipazione ad eventi come questo: una devozione che non si è ridotta a curiosità folkloristica ma che continua a nutrire il legame vitale dei credenti con il Salvatore.

IL SENSO DELLA DEVOZIONE

Il cardinale che ha presieduto la messa ha riproposto a tutti i fedeli il senso ultimo di questa e simili manifestazioni: imitare Cristo, attingere a Lui per amare il Padre e farsi carico dei fratelli. Un vero devoto serve da modello, incarnando la vita di Gesù Cristo. Attraverso la sua vita si può testimoniare la fede nel Padre e la carità verso il prossimo.In un paese a maggioranza cattolica (circa l’82%) e dove non si sente la necessità di distinguo in stile occidentale e un po’ decadente tra credenti e praticanti, la processione del Nazareno Nero è tra le più sentite e partecipate: La statua rappresenta Gesù piegato sotto il peso della Croce. Portata a Manila da un sacerdote agostiniano spagnolo nel 1606 a bordo di una nave proveniente dal Messico. Secondo la tradizione l’imbarcazione ha preso fuoco durante il viaggio, ma l’immagine del Cristo è scampata miracolosamente all’incendio assumendo il nero.

In passato un prelato filippino, mons. Sabino Vengco, affermava che il colore scuro è legato all’uso  di legno di mesquite. La processione del 9 gennaio ripete la “traslazione” avvenuta nel 1787, quando da Intramorus – il cuore storico di Manila – raggiunse la chiesa di San Giovanni Battista a Quiapo, il quartiere al di là del fiume Pasig, dove tuttora è venerata. Manila resta la smisurata metropoli da 25 milioni di abitanti molti dei quali vivono in condizioni di estrema povertà. Nel suo aspetto non mancano ferite e contraddizioni ma, come il Cristo scampato all’incendio, mantiene integri i suoi tratti umani e spirituali e mostra il volto di una Chiesa viva, certa della salvezza che solo il Signore può portare (Fonte immagine, Screenshot Youtube)

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