lunedì 26 settembre 2022
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NEWS 8 Settembre 2022    di Giuliano Guzzo

«Grata di stare tra quelli “che non contano”»

La giornata di ieri è stata tragicamente segnata dalla notizia della morte di Maria De Coppi, la missionaria comboniana di 83 anni che, da quasi 60, viveva in Mozambico. La religiosa è rimasta uccisa nel corso di un attacco terroristico organizzato nella notte alla missione della diocesi di Concordia e Pordenone a Chipene, nella zona meridionale del Paese dell’Africa Meridionale. La comunità di cui faceva parte suor Maria contava quattro suore e due fidei donum, scampati miracolosamente all’attacco.

La religiosa – originaria di Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso, che aveva acquisito la cittadinanza del Mozambico – è stata dunque la sola vittima dell’agguato di matrice jihadista. Che, secondo le ricostruzioni, è avvenuto con un vero e proprio assalto alla missione. Tutte le opere parrocchiali sono state incendiate e l’anziana missionaria, come ha raccontato padre Alex Zanotelli, è stata uccisa a bruciapelo.

D’accordo, ma chi era suor Maria? Non c’è modo migliore, per rispondere a questa domanda, che far spazio alle sue parole. Parole che sono state anche spesso segnate dalla sofferenza di cui è stata testimone, ma anche gioia. Come quando, per esempio, il 4 ottobre 1992, nel giorno della festa di San Francesco, venne firmato l’accordo di pace che pose fine a 17 anni di guerra civile con centinaia di migliaia di morti oltre tre milioni di sfollati interni e profughi nei paesi confinanti. Un evento epocale.

La missionaria aveva ricordato così le reazioni della gente alla notizia dell’accordo di pace: «Tutti danzavano e io mi domandavo se era realtà o sogno, perché fino al giorno prima i guerriglieri rapivano e uccidevano. È stato un momento che mi ha toccato profondamente. Ho sentito la presenza di Dio, come la sento durante le feste, le danze, i matrimoni, insomma quando c’è gioia grande».

Non meno significative, continuando, sono le parole con cui suor Maria aveva descritto ciò che aveva trovato appena arrivata nel Paese che sarebbe poi diventata la sua nuova patria: «Quando sono arrivata, i mozambicani si sentivano disprezzati per il colore della pelle e questo mi feriva, perché sono persone come noi». Di fronte a questo scenario, la religiosa aveva fatto sue, rivolgendosi a Dio, le parole di vescovo espulso dai portoghesi: «Ti ringrazio Padre che mi hai inviato ai poveri, agli emarginati a quelli che non contano».

Sono considerazioni di enorme rilievo, perché grondano quell’amore radicale che, in definitiva, è la cifra del Vangelo e dello stesso Cristianesimo. Lontana dai riflettori, come tutti i missionari, suor Maria De Coppi ha dunque saputo vivere davvero fino in fondo ciò che professava. E anche il suo assassinio, in fondo, altro non è stato per lei che il tragico ma grandioso coronamento di quello che è considerato il più grande dei meriti che un cristiano possa testimoniare: dare la vita per i propri amici (foto: YouTube).

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