venerdì 22 ottobre 2021
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NEWS 28 settembre 2021    di Raffaella Frullone

I monaci wi-fi al capitolo di San Pietro

Il conto alla rovescia è iniziato. Chiamati soltanto attraverso il blog e le pagine social di Costanza Miriano, migliaia di “monaci wifi” si preparano alla calata su Roma sabato prossimo, 2 ottobre. E se già era stata sorprendente la partecipazione di 1.600 persone nella Basilica di San Giovanni in Laterano nel gennaio 2019, e lo era stata ancora di più quella degli oltre duemila nello stesso anno nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, stavolta gli iscritti per l’appuntamento di sabato sono più di tremila.

Persone da tutta Italia, che non fanno riferimento ad un unico gruppo, movimento, parrocchia, fedeli semplici provenienti da diversi cammini spirituali e di vita, tremila persone che si muoveranno nonostante le limitazioni in vigore. Ma non è tutto. La giornata di preghiera si svolgerà nel cuore della cristianità, nella Basilica di San Pietro. Forse non un inedito ma certamente un’eccezione per un gruppo di preghiera nato dal basso, una rarità anche il fatto che non sia richiesto nessun “pass” per partecipare.

Sì perché l’altra notizia, per molti scontata, è il programma: tutta questa mobilitazione avverrà unicamente per pregare, per cercare Dio, Quaerere Deum, come i monaci, monaci 2.0 appunto, che viaggiano controcorrente. Se le parrocchie infatti piangono il calo di frequenza alla Messa, tendenza che si è acutizzata con le restrizioni imposte negli ultimi 18 mesi, e si ingegnano su come coinvolgere giovani e famiglie con “effetti speciali”, il Monastero wifi offre un ritorno alle basi, riporta ai pilastri della fede, alle cose più semplici: la Parola, il digiuno, il Rosario, la Messa, l’Adorazione, la catechesi e la preghiera. La ricetta della Chiesa di sempre, quella troppo spesso snobbata per cercare di cucinare qualcosa di più nuovo, più succulento, più particolare. Ma che spesso sa di poco.

Come sempre realizzato grazie ad un gruppo di amiche della Miriano – desiderose di restituire quanto ricevuto attraverso i suoi libri e la sua amicizia – il Monastero wifi è una ventata d’aria fresca in un mondo dove troppo spesso l’ossigeno manca, la fede vacilla e la ragione tentenna.

Ci saranno padre Maurizio Botta, don Vincent Nagle, don Fabio Rosini, don Luigi Maria Epicoco e tanti altri. Ma l’appuntamento di sabato resta soprattutto una “casa” virtuale di un popolo che si sentiva in qualche modo orfano e ha sentito risuonare nei libri di Costanza Miriano parole di verità. Proprio la giornalista nel suo Si salvi chi vuole (Sonzogno Editore), ha coniato il termine “Monaci wifi” raccontando dei tanti laici che oggi vivono nel mondo senza voler essere nel mondo, che nella corsa ad ostacoli della vita quotidiana, tra problemi, gioie e dolori, ha il cuore costantemente rivolto a Dio. Forse saranno una minoranza delle minoranze ma sono un piccolo popolo, sono il lievito, sono il sale.

In vista dell’appuntamento di sabato la Miriano ha invitato soprattutto a preparare il cuore, e lo ha fatto con le parole di Madre Maria Emmanuel Corradini: «Attraverso la preghiera ci mettiamo in rapporto prima di tutto con Dio, con noi stessi e con gli altri. Pregando comprendo chi è Dio, comprendo chi sono io e comprendo chi sono gli altri. Tutto è unificato, non c’è separazione perché Dio ti porta ad uscire e andare agli altri. Ecco perché i monaci sono quelle persone che sanno sempre andare verso l’uomo, hanno sempre la parola giusta, lo sguardo giusto sulla storia; non perché sono dei maghi, ma perché stando con Dio cominciano a guardare la storia e la propria storia con gli occhi di Dio: questa è la profezia. Tutti i battezzati hanno questo dono, il dono della profezia, cioè di leggere la storia con gli occhi del Signore».What else?


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