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NEWS 27 Marzo 2023    di Redazione

I vescovi Usa e quelli Scandinavi: il sesso è una cosa seria

A furia di ponti, aperture e accompagnamenti, qualcuno non si ricorda nemmeno più qual è la visione cristiana della sessualità. Nel dibattito mediatico la Chiesa sembra farsi dettare l’agenda dal pressing politico alla moda, infatti, l’unico rumore che sembra uscire dalle sagrestie è quello per un «nuovo paradigma» in materia di dottrina morale. Tra divorziati risposati e benedizione delle coppie omosessuali, vescovi, monsignori e cardinali se le danno di santa ragione, con i presuli tedeschi che hanno già consumato un mezzo strappo da Roma con le conclusioni del loro cammino sinodale.

Eppure in questi giorni due documenti sono stati pubblicati e sembrano due Ufo catapultati nel dibattito attuale, il 20 marzo i vescovi degli Stati Uniti hanno pubblicato una istruzioni intitolata “Nota dottrinale sui limiti morali alla manipolazione tecnologica del corpo umano” e ieri, V domenica di Quaresima, i vescovi scandinavi hanno fatto arrivare in tutte le parrocchie la loro “Lettera pastorale sulla sessualità umana”.

Riportiamo alcuni passaggi imperdibili di questi due testi (i titoletti sono nostri):

NON CONFONDIAMO GLI ARCOBALENI

«Il segno dell’alleanza, l’arcobaleno, oggi è rivendicato come simbolo di un movimento allo stesso tempo politico e culturale. Riconosciamo quanto c’è di nobile nelle aspirazioni di questo movimento. Le condividiamo nella misura in cui parlano della dignità di tutti gli esseri umani e del loro desiderio di visibilità. La Chiesa condanna ogni ingiusta discriminazione, qualunque sia, anche quella che si fonda sul genere o sull’orientamento sessuale. Dissentiamo da esso, tuttavia, quando il movimento propone una visione della natura umana che astrae dall’integrità incarnata della persona, come se il sesso fosse qualcosa di accidentale. E ci opponiamo quando tale visione viene imposta ai bambini come una verità provata e non un’ipotesi ardita, e imposta ai minori come un pesante carico di autodeterminazione al quale non sono preparati. È curioso: la nostra società tanto preoccupata per il corpo, di fatto lo prende alla leggera, rifiutando di vedere il corpo come segno di identità, e supponendo di conseguenza che l’unica individualità sia quella prodotta dall’autopercezione soggettiva, costruendo noi stessi a nostra immagine». (Lettera pastorale sulla sessualità umana, Conferentia episcopalis Scandiae)

LA NATURA UMANA NON E’ UN DATO A DISPOSIZIONE

«Ciò che vale per il creato nel suo insieme vale per la natura umana in particolare: c’è un ordine nella natura umana che siamo chiamati a rispettare. Infatti, la natura umana merita il massimo rispetto poiché l’umanità occupa un posto singolare nell’ordine creato, essendo creata ad immagine di Dio (Gen. 1,27). Per trovare compimento come persone umane, per trovare la vera felicità, dobbiamo rispettare quell’ordine. Non abbiamo creato la natura umana; è un dono di un amorevole Creatore. Né “possediamo” la nostra natura umana, come se fosse qualcosa di cui siamo liberi di servirci in qualsiasi modo ci piaccia. Pertanto, un genuino rispetto per la dignità umana richiede che le decisioni sull’uso della tecnologia siano guidate da un genuino rispetto per questo ordine creato. (…) La persona umana, anima e corpo, uomo o donna, ha un ordine e una finalità fondamentali la cui integrità deve essere rispettata. A causa di questo ordine e finalità, né i pazienti, né i medici, né i ricercatori, né alcun’altra persona hanno diritti illimitati sul corpo; devono rispettare l’ordine e la finalità inscritti nella persona incarnata» (Nota dottrinale sui limiti morali alla manipolazione tecnologica del corpo umano, Usccb)

LA SESSUALITA’ COME ARGOMENTO SERIO

«Molti sono perplessi sull’insegnamento cristiano tradizionale sulla sessualità. A questi offriamo un’amichevole parola di consiglio. Innanzitutto: cercate di familiarizzare con la chiamata e la promessa di Cristo, di conoscerlo meglio attraverso le Scritture e nella preghiera, attraverso la liturgia e lo studio di tutto l’insegnamento della Chiesa, non solo attraverso frammenti presi qua e là. Partecipate alla vita della Chiesa. Così si amplierà l’orizzonte delle domande dalle quali siete partiti, e anche la vostra mente e il vostro cuore. In secondo luogo, consideriamo i limiti di un discorso puramente laico sulla sessualità. Ha bisogno di essere arricchito. Abbiamo bisogno di termini adeguati per parlare di queste cose importanti. Avremo un contributo prezioso da offrire se recupereremo la natura sacramentale della sessualità nel disegno di Dio, la bellezza della castità cristiana e la gioia dell’amicizia, che mostra quale grande intimità liberatrice si può trovare anche nelle relazioni non sessuali». (Lettera pastorale sulla sessualità umana, Conferentia episcopalis Scandiae)

INTERVENTI CHIRURGICI O CHIMICI PER CAMBIARE SESSO NON SONO MORALMENTE ACCETTABILI

«La corporeità è un aspetto fondamentale dell’esistenza umana, così come la differenziazione sessuale del corpo. I servizi sanitari cattolici non devono eseguire interventi, siano essi chirurgici o chimici, che mirano a trasformare le caratteristiche sessuali di un corpo umano in quelle del sesso opposto o partecipare allo sviluppo di tali procedure. Devono impiegare tutte le risorse appropriate per mitigare la sofferenza di coloro che lottano con l’incongruenza di genere, ma i mezzi utilizzati devono rispettare l’ordine fondamentale del corpo umano». (Nota dottrinale sui limiti morali alla manipolazione tecnologica del corpo umano, Usccb)

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