martedì 27 ottobre 2020
  • 0
NEWS 12 maggio 2020    di Redazione
Il giovane vietnamita che si consacrò a Maria “come un fiore senza frutto”

La Chiesa consacra alla Vergine Maria il mese di maggio in modo che in Lei, la Madre di Dio, occupi un posto speciale nella vita dei cristiani. La testimonianza del rapporto che Marcelo Van, Redentorista vietnamita morto in un campo di concentramento comunista nel 1959, aveva con la Vergine Maria ci invita in questo mese di maggio a scoprire o approfondire il rapporto che Maria, come Madre dei cristiani vuole avere con ognuno di noi, i suoi figli. La sua causa di beatificazione è attualmente in corso e il suo primo postulatore è stato il cardinale François-Xavier Nguyen Van Thuan.

Il sacerdote Álvaro Cárdenas ha spiegato nel portale mariano Cari Filii come viveva questo giovane religioso proprio nel mese di maggio: «Il giovane vietnamita in via di beatificazione Marcelo Van sin dalla prima infanzia ha avuto un rapporto straordinario e unico con la Vergine. La grazia dell’intimità che ha ricevuto e che ha nutrito insieme a sua madre e alla sua famiglia, con la preghiera e con la sua pietà da bambino, può essere di grande aiuto per tutti coloro che hanno scoperto, stanno scoprendo o vogliono scoprire il ruolo che il paradiso ha affidato alla Vergine nelle nostre vite. La sua testimonianza ci aiuterà anche a vivere questo mese di maggio».

Il mese dei fiori, il mese della Vergine

La stagione primaverile, con la sua esplosione di luce, di verde, di splendidi fiori, rimarrà profondamente impressa nella memoria di Marcel. Così descrive i giorni di maggio: «Ricordo ancora quei giorni di maggio in cui mia sorella mi portò a raccogliere fiori da offrire alla Vergine. Giorni di maggio! Ah! Sono i più belli della mia vita. In quei giorni la pioviggine si ferma, i prati sono punteggiati di fiori e i paesaggi sono magnifici; la brezza soffia e sembra portare un delizioso profumo che penetra nel cuore dell’uomo. Quello spettacolo ha avuto un fascino irresistibile per noi. Ogni giorno, i campi ci offrivano di godere di quel piacere naturale che i contadini di solito chiamano il fascino attraente della Vergine» (Autobiografia , 37).

Il piccolo Marcel percepisce la bellezza e il fascino della Vergine sotto il velo della natura fiorita. Identifica il mese di maggio con il mese di Maria, come se percepisse intuitivamente il mistero di Maria che i poeti, i contemplativi e i mistici descrivono come “fiore di fiori”, “giardino chiuso”, “giardino sigillato”. Così si esprime Marcel Van: «Maggio è davvero il mese di Maria e la nostra buona Madre ha piantato gioia e bellezza nella natura per invitarci ad amarla con un cuore grato. Com’è giusto che la Chiesa abbia scelto questo maggio per dedicarlo alla Vergine Maria, da quando la Vergine è stata chiamata Nostra Signora dei Fiori, la mamma più bella. Secondo la mia impressione personale, ho anche chiamato il mese di maggio “degli angeli che lanciavano fiori”, perché ovunque guardassi vedevo i campi pieni di fiori aperti. Sotto il cielo puro e morbido del campo, io e mia sorella, come due farfalle felici, saltammo con il cuore traboccante di felicità, raccogliendo fiori e cantando canzoni per la Vergine. Viventi sentimenti di affetto per Lei erano profondamente incisi nei nostri cuori. Nei campi verdi abbiamo potuto raccogliere, insieme ai fiori, un amore ardente per la Vergine» (Autobiografia, 38).

L’inizio della sua vocazione

Questa bellezza di Maria, che percepisce sotto il manto della creazione risorta e fiorita del mese di maggio – che in seguito designerà come il mese della “Madre”! – lo porterà a desiderare di abbracciare una vita di totale consacrazione, come un fiore totalmente donato nell’offerta e nel sacrificio a Gesù, come fece Maria. È così che Marcel Van esprime la sua determinazione a essere un fiore per la Vergine e il suo desiderio di consacrarsi a Dio: «Ho deciso personalmente di essere un fiore senza frutto per riversare la mia fragranza davanti al trono di Maria per tutta la vita. Quindi l’idea di consacrarmi sta diventato sempre più intensa in me» (Autobiografia, 38). È come se, da bambino, avesse in qualche modo intuito il mistero delle anime che si sono consacrate in particolare a Dio e il legame misterioso e profondo che tutti loro hanno con Maria, la cui esistenza è stata una completa e totale consacrazione a Dio fin dal primo momento.

Arrendersi totalmente a lei

Ogni giorno di primavera, nel tardo pomeriggio, Marcel Van e sua sorella mettevano i fiori raccolti in un contenitore e andavano in chiesa per offrirli alla Vergine. Sua sorella, essendo iscritta alle Figlie di Maria, indossava il suo abito, simile a quello della Vergine, ogni sera, e partecipava all’offerta di fiori alla Vergine. Anche il piccolo Marcel voleva partecipare, ma non poteva perché era riservato alle ragazze. Incapace di offrire i suoi fiori a Maria, si offrì come un fiore vivente, offrendole contemporaneamente i suoi desideri e le sue intenzioni.

Quella prima dedica consapevole alla Vergine divenne per lui una fonte di gioia traboccante che lo accompagnò per tutta la sua giovane esistenza. È così che Marcelo Van descrive quella prima dedizione totale che fece della sua vita alla Vergine: «Tutti i miei buoni sentimenti e le mie buone intenzioni, li ammucchiai sull’altare di mia Madre Maria, la guardai con tenerezza, sperando che mi accettasse come il tenero bozzolo di un fiorellino ancora accarezzato dalla brezza del mondo. Ma, temendo che un giorno sarebbe svanito, l’ho offerto dall’infanzia in modo che, grazie alla protezione materna di Maria, la mia anima potesse sempre mantenere la sua freschezza fino alla fine della mia vita. Da allora ho provato una gioia traboccante nel mio cuore »(Autobiografia, 39).

Il ragazzo che “visse con la Vergine”

Il tempo della sua prima infanzia è “il tempo della primavera” per la sua anima. È così che lo esprime nella sua Autobiografia, un momento di felicità e dolcezza, godendo della bellezza dei campi fioriti del suo villaggio, dell’amore della sua famiglia e dell’amore tenero e materno della Vergine.

È così che Marcel Van conclude la descrizione della sua totale dedizione alla Vergine di cui abbiamo appena parlato: «Sono quindi sicuro che Maria mi abbia guardato, regalando alla mia anima un sorriso misterioso; e questa stessa gioia è la testimonianza dell’impegno assunto dalla Vergine per mantenere una freschezza permanente nel fiore del mio cuore» (Autobiografia , 39). La Vergine gli assicura la sua presenza e la sua tenera protezione. La Sposa dello Spirito Santo può depositare nel suo cuore il dono della gioia, una “gioia traboccante”, che è il dono che i cuori estesi nell’amore ricevono. Così lo esprime Marcelo Van: «Posso dire che vivevo con la Vergine, coltivando incessantemente il rapporto con Lei. Ecco perché Lei mi ha coperto con la sua protezione materna, instillando in me un amore per la vita tranquilla dei santi, spingendomi a tornare da lei incessantemente, rimuovendo dalla mia anima tutti i sentimenti di tristezza» (Autobiografia, 73). (Fonte)


Potrebbe interessarti anche

 

Acquista il timone

 

Acquista la versione cartacea

Riceverai direttamente a casa tua il mensile di formazione e informazione apologetica, fede e ragione per non perdere la rotta

Acquista la versione digitale.

Se desideri leggere Il Timone direttamente dal tuo PC, da tablet o da smartphone. Per navigare controcorrente.

 

Resta sempre aggiornato, scarica la nostra App: