mercoledì 21 febbraio 2024
  • 0
NEWS 15 Aprile 2023    di Manuela Antonacci

«Il matrimonio? È indissolubile. Sta a noi stare nel sacramento nel modo più armonioso»

Donna, moglie, madre cattolica, grafomane e sconclusionata, dispensatrice di consigli sentimentali ad amiche, conoscenti, donne appena incontrate, si definisce così  sul suo blog, la scrittrice Anna Porchetti, autrice di Amatevi finché morte non vi separi, libro pubblicato da Effatà Editrice.

Una laurea in Chimica farmaceutica e un Master in Scienza e fede, presso l’ateneo Pontificio Regina Apostolorum, da venticinque anni lavora nell’export di aziende italiane. Amatevi finché morte non vi separi il manuale che con serissima ironia affronta il tema del matrimonio è la sua prima fatica letteraria e ce ne parla in questa intervista.

Nella quarta di copertina del tuo libro, lo definisci “un manuale comico e serissimo”. In che senso? «Ritengo che il matrimonio sia una cosa molto seria, una delle poche cose serie che ci sono nella vita. Quello che però non dobbiamo rischiare di fare, uomini e donne, è di prendere noi stessi troppo sul serio. Credo che questo sia un problema: è necessario infatti mantenere un certo distacco e penso che l’umorismo sia una scuola di umiltà perché ci mette di fronte ai nostri limiti e alle nostre imperfezioni. Quando arriviamo al matrimonio, siamo esseri umani con una serie di difetti e difficoltà e se riusciamo a sorridere di noi stessi e anche delle situazioni che si possono creare in un rapporto matrimoniale, lo affrontiamo in maniera più serena e con maggiore consapevolezza, dal mio punto di vista. Perciò ho voluto dedicare ad un argomento serio, come il matrimonio, uno sguardo un po’ più leggero e umoristico.»

 Nel “manuale” viene fornito anche il segreto per un matrimonio felice: «La formula vincente per un matrimonio felice coincide con il mix vincente di difetti maschili e femminili». Cioè?

«È proprio così: quando ci incontriamo e poi come marito e moglie viviamo insieme, cominciamo a renderci conto dei reciproci difetti. Alcuni sono caratteriali, ma molti di questi difetti, in realtà, sono legati al nostro essere uomo o donna, anche se il mondo moderno cerca di eliminare questa differenza, creando tutta una serie di aspettative, pretendendo che l’altro, il marito o la moglie la pensi e si comporti come noi. Invece abbiamo proprio delle difficoltà a capire l’altra persona che ha un modo diverso di esprimere le sue emozioni, di reagire alle situazioni e tante volte noi scambiamo questa differenza per incompatibilità e la consideriamo come un ostacolo ad un matrimonio felice. Dovremmo, invece, metterla in conto, partire proprio da lì e su questa costruire una storia d’amore nella quale ci si capisce, ci si viene incontro e ci si accoglie reciprocamente.»

Ha ancora senso sposarsi? Qual è la marcia in più del matrimonio sacramentale che viene considerato come il matrimonio per eccellenza nel libro?

 «Sposarsi ha più senso che mai. Io non credo che si possa affrontare tutta la vita con qualcuno a cui si vuole bene, senza lo step fondamentale del matrimonio sacramentale. Non caldeggio il matrimonio in chiesa per chi non crede: è un sacramento e bisogna crederci veramente. La Grazia del matrimonio sacramentale è come una task force che sostiene moglie e marito nei momenti di difficoltà. L’ altro aspetto importante del matrimonio sacramentale è il sapere che nessuno sulla terra può scioglierlo. Questo è un  punto di partenza fondamentale, perché se ci lasciamo aperta la porta, la possibilità di lasciarci, allora a quel punto non ci fermiamo mai. Il matrimonio è indissolubile e noi sta a noi tangerlo, dobbiamo invece, lavorare su noi stessi per stare all’interno di questo sacramento nella maniera più armoniosa possibile.»

Verso il matrimonio ci sono oggi aspettative troppo alte, la nostra società ci illude che esista la relazione perfetta, forse per alimentare un consumismo nelle relazioni?

 «La visione è diventata molto superficiale. In generale il mondo moderno non ama la fatica, la difficoltà e le relazioni tra esseri umani, comportano difficoltà e fatica, perché inevitabilmente l’altro è l’altro da sé, quindi ha un diverso modo di intendere la vita. Secondo me il problema è quello di avere un’aspettativa dell’amore simile a quello delle commedie hollywoodiane, quindi l’uomo deve indovinare quello che ti passa per la testa o tu come donna devi incarnare esattamente il suo sogno di femminilità. Questo in realtà non accade quasi mai, quello che succede è che ci sono persone legate da un sentimento forte, che però devono lavorare a questo rapporto per limare le asperità, in una gara di generosità verso l’altro, mettendo il bisogno dell’altro davanti al proprio. Perché soltanto se tutti e due facciamo a gara per rendere l’altra persona felice e fare il suo bene, a quel punto il matrimonio, entra in una specie di circolo virtuoso che non si spaventa più delle difficoltà e delle aspettative deluse, ma cerca sempre di andare avanti.» (Fonte foto facebook)

ABBONATI ALLA RIVISTA!


Potrebbe interessarti anche