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Il patriarca caldeo di Baghdad chiede «un intervento internazionale per sconfiggere l’ISIS»
NEWS 30 Luglio 2015    

Il patriarca caldeo di Baghdad chiede «un intervento internazionale per sconfiggere l’ISIS»

I cristiani iracheni desiderano una visita pastorale di papa Francesco, e hanno bisogno di un intervento internazionale perché sia sconfitto il terrorismo dello Stato islamico: lo afferma a Radio Vaticana il patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael I Sako, che oggi a Jelsi (Campobasso) riceve il Premio internazionale «La traglia, etnie e comunità», istituito a difesa delle minoranze.

«I cristiani pagano il prezzo di questa  guerra settaria fra sunniti e sciiti, ma anche della guerra nel Medio Oriente. L'identità di questa Chiesa è quella di una Chiesa martire», spiega mons. Sako a proposito della situazione dei cristiani in Iraq, con «120 mila sfollati», un esodo continuo e «un'angoscia psicologica un po' dappertutto: come sarà il futuro? Ci sarà un'avvenire o no? La risposta è oscura».

E per il patriarca caldeo, quella della comunità internazionale «è una politica alla ricerca degli interessi economici e non del benessere delle persone: loro non cercano la pace. Fabbricare armi vuol dire fabbricare anche guerre. Ci vuole un rinnovamento della politica e dell'economia, ma anche della religione. I musulmani devono fare una lettura all'interno dell'islam per scoprire il messaggio positivo per la vita umana, il rispetto della dignità della persona».

Per Sako, per combattere il terrorismo dello Stato Islamico, «ci vuole un'azione effettiva, internazionale, perché questi Paesi da soli non possono combattere l'Is, che è uno Stato: ha soldi, vende petrolio, ha armi e tanti jihadisti che aumentano».

Secondo il patriarca caldeo, inoltre, i cristiani iracheni sentono la vicinanza di Papa Francesco, «ma aspettano una sua visita pastorale». «Abbiamo bisogno della sua presenza fra noi, in modo che ci dia tanta forza, tanta speranza, non solo ai cristiani, ma a tutti. Il Papa è un simbolo non solo per i cristiani – è un'autorità internazionale, spirituale e morale – e tutti aspettano questa presenza in mezzo a noi. Ci potrà dare tanta forza per perseverare e non lasciare», spiega Sako.