lunedì 28 novembre 2022
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NEWS 13 Ottobre 2022    di Federica Di Vito

Il Piemonte vara un fondo per la vita nascente e gli abortisti insorgono

L’assessore alle Politiche sociali del Piemonte Maurizio Marrone, Fdi, ha emanato un provvedimento dal nome “Vita nascente”. Dei 460 mila euro stanziati per il 2022, 400 mila verranno destinati a progetti presentati da enti del Terzo settore iscritti agli elenchi approvati dalle Asl per ascolto e consulenza attraverso la presenza nei presidi sanitari; supporto alle donne in attesa per accompagnarle in una scelta individuale consapevole; progetti di sostegno alle mamme sia di natura economica sia attraverso la fornitura di beni di prima necessità; percorsi di sostegno psicologico individuale e di gruppo e di accompagnamento di auto mutuo aiuto. I restanti 60 mila andranno ai quattro soggetti gestori delle funzioni socioassistenziali individuati dalla delibera: i Comuni di Torino e di Novara e i Consorzi Cissaca di Alessandria e Csac di Cuneo per interventi assistenziali.

E se questa per noi è una buona notizia, e pensiamo dovrebbe esserlo per tutte le persone ragionevoli, non manca chi ha sparato a zero sul contenuto della delibera. Si è dimostrato critico sin dall’inizio il neo deputato e capogruppo regionale di Verdi e Sinistra Marco Grimaldi, «Spalanca le porte delle strutture sanitarie ai pro vita per fare terrorismo psicologico sulle donne e sulle ragazze». Sarah Disabato, capogruppo 5S, commenta: «Parte dal Piemonte il progetto della destra di fare dell’Italia un Paese liberticida, oscurantista e antiabortista», protestando che il provvedimento attribuisca fondi alle associazioni piuttosto che alle donne. Domenico Rossi e Diego Sarno, Pd, hanno chiesto il rinvio della discussione quando sarà avvenuta l’approvazione della variazione di Bilancio «per ovviare a eventuali istanze di incostituzionalità e a possibili impugnative». Insomma, tutti i difensori del “diritto” della legge 194 sono insorti contro la delibera, etichettandola come “oscurantista” e “ideologica”.

Tra le preoccupazioni più grandi delle opposizioni c’era proprio questa. Più volte avevano intravisto nella Meloni una possibile minaccia alla 194 e questo primo provvedimento è stato definito da Repubblica come «un’anteprima di ciò che potrebbe essere realizzato a livello nazionale». Quest’anno infatti, nella Giornata mondiale per l’aborto sicuro le piazze gremite di femministe a favore dell’aborto hanno avuto uno slogan in più da scrivere sui cartelli: «L’aborto non è reato, obiezione di coscienza violenza dello Stato». Che cos’è che spaventa tanto? La possibilità data alle donne in difficoltà che decidono di tenere una gravidanza di ottenere aiuti economici? «Il lavoro che stiamo facendo in Piemonte ha già fatto parlare di sé in tutta Italia e sono orgoglioso che Fratelli d’Italia nel proprio programma elettorale abbia rinforzato questa posizione. Ora bisogna continuare a lavorare per tutelare il vero diritto di scelta delle donne», controbatte Marrone.  

In breve, le associazioni pro vita potranno contribuire alle spese di casa, bollette, affitto o rate del mutuo e a quelle legate alla cura del bambino fino ai 18 mesi. C’è poi dell’altro, gli aiuti saranno elargiti anche nel caso in cui la donna decida di non riconoscere il bambino, i consorzi assistenziali si faranno carico del suo mantenimento fino all’affido, mentre la donna sarà assistita anche dal punto di vista economico, per 60 giorni dopo la nascita. E ora, dove sono finite le paladine dell’inclusività? Dove sono le donne a sostegno delle donne? O forse è solo una categoria di donne quella da difendere a spada tratta? Quelle davvero “informate”, sedicenti progressiste. Perché tutte le altre, quelle che decidono di portare a termine la gravidanza o quelle che scelgono di sostenere la vita devono essere bollate come ignoranti e retrograde?

«Ringrazio il centrodestra che ha votato compatto e in una sola seduta il via libera al fondo» queste le parole dell’assessore Marrone, «chi protesta in nome della 194 dovrebbe leggerla tutta. Il fondo Vita nascente darà finalmente attuazione alla parte della legge che sancisce la tutela sociale della maternità e incarica le istituzioni di rimuovere, in collaborazione con le organizzazioni di volontariato, le cause economico-sociali che possono determinare la scelta di interrompere la gravidanza», conclude. La legge 194 resta una legge intrinsecamente ingiusta, ma queste sono buone notizie. Dopo un ultimo passaggio formale in Giunta, verrà pubblicato un bando e una ventina di associazioni potranno presentare i loro progetti con l’obiettivo di partire tra dicembre e gennaio.

(Foto: Imagoeconomica)


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