giovedì 01 dicembre 2022
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NEWS 22 Maggio 2022    di Manuela Antonacci

Il popolo pro vita per le vie di Roma: «No alle leggi che promuovono una società dello scarto»

Un coloratissimo serpentone che, secondo gli organizzatori, era di circa 40.000 persone, ha sfilato per le strade di Roma ieri, sabato 21 maggio. La gente è stata la vera protagonista della manifestazione “Scegliamo la Vita” che ha raccolto oltre 100 associazioni laiche e cristiane. Sul palco, sostenuti dai due portavoce dell’evento, Maria Rachele Ruiu (membro del direttivo di ProVita & Famiglia e portavoce della Manifestazione) e Massimo Gandolfini (Family Day), hanno portato la loro testimonianza alcune famiglie che hanno scelto di dare alla vita nascente la possibilità di venire al mondo, nonostante le numerose circostanze avverse. Tra le storie più toccanti, quella di chi ha deciso di portare avanti una gravidanza nonostante la consapevolezza che avrebbe visto il proprio bambino morire a poche ore dal parto per una grave malformazione congenita, accogliendolo con la culla ed una piccola bara bianca insieme, avendo come unica, ma grande consolazione, quella di poterlo battezzare “in articulo mortis”.

Spazio alla vita, sì ma anche alla vita vissuta, dunque, perché come ha proclamato Maria Rachele Ruiu: “Vogliamo testimoniare pubblicamente il nostro sdegno per una società che fa leggi contro la vita, che vogliono lasciare sole proprio le donne che fingono di difendere. Le leggi che scartano i malati e gli anziani, che eliminano o spingono i fragili a farsi fuori […] Perché- ha aggiunto- “Il luogo in cui ci si trova: la pancia della mamma o il letto d’ospedale, niente e nessuna condizione possono essere motivo di discriminazione”.

E mentre si è già in attesa della prossima Manifestazione che avrà luogo il 20 maggio 2023, come ha preannunciato, aprendo il suo discorso, Massimo Gandolfini, lo stesso ha poi aggiunto che “ Avanzano nel nostro paese ombre oscure di morte che stanno invadendo il cuore dei nostri concittadini e delle nuove generazioni che non vengono più educate alla sacralità della vita, in nome di quella impossibile autodeterminazione che dovrebbe arrivare alla felicità e che invece fa sì che il nome dei suicidi aumenti sempre più”.  Ancora una volta Gandolfini ha voluto sottolineare lo spirito dell’iniziativa: “E’ una manifestazione per, non contro qualcuno”. Nessun arretramento, tuttavia, sui principi non negoziabili, perché subito dopo ha aggiunto:” Semmai la nostra manifestazione è contro quelle ideologie che fanno della vita umana una merce che si può manipolare a piacimento: dall’aborto all’eutanasia, dal suicidio assistito, alla vergognosa pratica dell’utero in affitto.” Tutto ciò viene reso possibile, ha detto Gandolfini da alcune forze politiche e movimenti culturali che nel nostro paese, “non perdono occasione per scrivere norme e leggi che agiscono nel segno di annientare la vita dal grembo materno fino al momento terminale. Questa è la cultura della morte”.

Messaggi chiari e netti, insomma, quelli lanciati dai due portavoce della Manifestazione, col sottofondo gioioso della musica del gruppo cristiano The Sun che ha accolto i manifestanti che, da piazza della Repubblica, giungevano a piazza San Giovanni. Un clima di speranza sottolineato dalle parole della canzone del gruppo musicale cristiano, La leggenda suonata quasi in chiusura dell’evento “Tutta questa voce, canta una vittoria. Il fuoco nelle vene che cambia il male in bene. Questa è la mia luce e spezza le catene.”


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