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NEWS 9 febbraio 2017    
Il «sacerdozio femminile»? Risponde il Papa: «La Chiesa ha parlato e dice: ‘No’. Quella porta è chiusa»

Si torna a parlare dell’ipotesi, assurda, del “sacerdozio femminile”, che di per sé è una questione chiusa, anzi che nemmeno si pone. Qualche nota tratta dal “Dizionario elementare del pensiero pericoloso”, pubblicato nel 2016 dall’Istituto di Apologetica che edita anche “Il Timone”, aiuta a comprendere perché.

 

La Chiesa Cattolica ordina al sacerdozio solamente maschi poiché segue come norma perenne l’esempio di Gesù che per fondare la Sua Chiesa sceglie i dodici Apostoli solo fra gli uomini. Afferma Papa san Giovanni Paolo II (Karol Wojtyła,1920-2005): «Chiamando solo uomini come suoi apostoli, Cristo ha agito in un modo del tutto libero e sovrano. Ciò ha fatto con la stessa libertà con cui, in tutto il suo comportamento, ha messo in rilievo la dignità e la vocazione della donna, senza conformarsi al costume prevalente e alla tradizione sancita anche dalla legislazione del tempo. Pertanto, l’ipotesi che egli abbia chiamato come apostoli degli uomini, seguendo la mentalità diffusa al suoi tempi, non corrisponde affatto al modo di agire di Cristo» (Lettera apostolica Mulieris dignitatem, del 1988, n. 26).

Le donne hanno una missione diversa da quella degli uomini sia nella Chiesa sia nel mondo; in quella degli uomini rientra anche il sacerdozio, in quella delle donne no. Spiega la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede: «Forse è opportuno ricordare che i problemi di ecclesiologia e di teologia sacramentaria, soprattutto quando riguardano il sacerdozio – come in questo caso –, non possono trovare la loro soluzione che alla luce della Rivelazione. Le scienze umane, per quanto prezioso sia il loro contributo nell'ambito proprio, non possono bastare, poiché non possono raggiungere le realtà della fede; il contenuto propriamente soprannaturale di queste sfugge alla loro competenza. È per questo che si deve sottolineare come la Chiesa sia una società diversa dalle altre società, originale nella sua natura e nelle sue strutture. La funzione pastorale, nella Chiesa, è normalmente legata al sacramento dell'Ordine: non si tratta soltanto di un governo paragonabile ai modi di autorità che si verificano negli Stati. Esso non è concesso per scelta spontanea degli uomini: anche quando comporta una designazione per via di elezione, è l'imposizione delle mani e la preghiera dei successori degli Apostoli che garantiscono la scelta di Dio; ed è lo Spirito Santo, donato mediante l'Ordinazione, che consente di partecipare al governo del supremo Pastore, Cristo (cfr. At 20, 28). È funzione di servizio e di amore: “Se mi ami, pasci le mie pecore” (cfr. Gv 21, 15-17). Per questa ragione, non si vede come si possa proporre l'accesso delle donne al sacerdozio in virtù dell'eguaglianza dei diritti della persona umana, eguaglianza che vale pure per i cristiani» (Dichiarazione Inter insigniores circa la questione dell'ammissione delle donne al sacerdozio ministeriale, del 1976, cap. 6).

Precisa Papa san Giovanni Paolo II: «Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa» (Lettera apostolica Ordinatio Sacerdotalis, del 1994, n. 4). Ribadisce e chiude Papa Francesco che «[…] con riferimento all’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e dice: “No”. L’ha detto Giovanni Paolo II, ma con una formulazione definitiva. Quella è chiusa, quella porta […]» (Conferenza stampa durante il volo di ritorno dal viaggio apostolico a Rio de Janeiro, in Brasile, in occasione della XXVIII Giornata mondiale della gioventù, 28 luglio 2013).

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