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NEWS 22 Gennaio 2022    di Valerio Pece

In onore di Alice von Hildebrand, filosofa cattolica e femminista ante litteram

Presso la Holy Family Church di New Rochelle (New York), si svolgeranno oggi i funerali di Alice von Hildebrand, scrittrice, filosofa, moglie del teologo Dietrich von Hildebrand, scomparsa il 14 gennaio scorso all’età di 98 anni. Alice Jourdain (von Hildebrand era il cognome da sposata) era nata a Bruxelles nel 1923, ma a soli diciassette anni, a causa dell’invasione del Benelux da parte della Germania di Hitler, era dovuta emigrare negli Stati Uniti. Alla Fordham University conobbe il filosofo e teologo Dietrich von Hildebrand rimanendo immediatamente colpita dalla sua totale dedizione alla verità: «Nel momento in cui ha aperto bocca – ha scritto nella sua autobiografia – ho capito che era quello che stavo cercando: il profumo del soprannaturale, la radiosa bellezza della verità, l’unità di tutti i valori: verità, bellezza e bontà».

Leggero e fuori dagli schemi ufficiali è il ricordo dei due fatto giorni fa da Mary Healy, docente di Sacra Scrittura al Seminario Maggiore del Sacro Cuore di Detroit. «Erano una bella coppia: due menti affilate come rasoi, educate al meglio della cultura cattolica europea, solo un po’ impacciate quando si trattava di questioni pratiche. Discutevano di Dante e Wagner, di Shakespeare e di Edith Stein. A volte, sdraiati a letto di notte, facevano un gioco: uno canticchiava alcune note e l’altro diceva immediatamente da quale sinfonia o opera proveniva, da quale compositore. Eppure entrambi hanno avuto problemi a usare un apriscatole».

Alice Von Hildebrand ha trascorso la maggior parte della sua carriera insegnando filosofia all’Hunter College di New York, e sebbene descrivesse il college laico come radicalmente anticattolico («Nelle università laiche – aveva scritto col suo solito humor – la parola “verità oggettiva” scatena il panico»), tra i suoi studenti era molto stimata e benvoluta. Incredibilmente, l’amministrazione del college, scontenta dei suoi successi, aveva più volte tentato di bloccare la sua promozione accademica, anche assegnandole faticose e antipatiche sessioni d’insegnamento serali (cosa che costrinse Alice a guidare per anni attraverso il buio e pericoloso quartiere Bronx). Ogni tentativo di emarginazione è però fallito: non solo i suoi corsi erano sempre pieni, ma gli studenti, stanchi del nichilismo con cui venivano nutriti, hanno finito per scoprire una ragione di vita, una verità a cui aggrapparsi. Di più: senza mai parlare direttamente di fede in classe, von Hildebrand ha portato dozzine di giovani studenti alla fede in Cristo, compreso padre Raphael Diamond, oggi priore dei monaci certosini in un convento del Vermont. «Le sue lezioni mi hanno letteralmente ribaltato – ha raccontato Gary Fuchs, suo ex studente -, era un oratore molto brillante. I suoi occhi ardevano di intensità, avevi la netta sensazione che per tutto il tempo della lezione lei stesse parlando direttamente con te».

Ronda Ceervin, studentessa atea e disperata, ha raccontato che a vent’anni era in procinto di togliersi la vita. Accadde che la televisione, accesa per caso, trasmettesse i volti e le parole di Alice e Dietrich von Hildebrand. Chervin si precipitò a scrivere una lettera ad Alice: «Sono una studentessa di filosofia in cerca di verità e amore, e sembra che tu sappia dove siano. Mi puoi aiutare?». Il loro incontro trasformerà la vita di Ronda Chervin, oggi nota conferenziera, docente universitaria e autrice di una sessantina di libri di filosofia.

Attraverso libri, articoli, apparizioni radiofoniche e televisive, Alice von Hildebrand ha lasciato un’incredibile eredità intellettuale e spirituale, promuovendo la dignità della donna e la bellezza della maternità. Con più di 80 apparizioni su EWTN (Eternal Word Television Network), spesso ospite della sua amica e alleata Madre Angelica (la quale ha confessato che con le sue sapide battute fosse l’unica persona capace di ridurla al silenzio), Alice von Hildebrand ha portato nelle case degli americani la sapienza del pensiero cattolico, tanto da essere definita da Alejandro Bermudez – direttore esecutivo di Catholic News Agency e ACI Prensa – «un guerriero esemplare e felice».

Oltre a spendere la sua vita nel promuovere il pensiero del marito (attraverso centinaia di conferenze e partecipando attivamente al “Progetto Hildebrand”), Alice von Hildebrand ha scritto diversi libri di successo, molti dei quali in anticipo sui tempi. Con titoli come The Privilege of Being a Woman (Veritas Press, 2002) o Man and Woman: A Divine Invention (Ignatius Press, 2010) la filosofa belga ha mostrato quanto i tentativi di un certo femminismo militante (ottenere l’“uguaglianza” con gli uomini attraverso una pura e semplice imitazione) siano innaturali e controproducenti, e come invece la realizzazione piena della natura umana si trovi nella perfetta complementarietà tra uomo e donna.  Un libro di lettere a una giovane sposa sulla bellezza degli ideali matrimoniali (By Love Refined: Letters to a Young Bride, Sophia Institute Press, 1989) colpì profondamente perfino Papa Giovanni Paolo II, tanto che dal pontefice autore di Familiaris consortio l’autrice ricevette un prezioso ringraziamento autografo: «Che il Signore le dia il successo che merita, poiché lei tratta di un tema importantissimo e in via di estinzione». Anche Papa Francesco è stato attratto dal femminismo tutto nuovo di questa saggia e acuta pensatrice cattolica, e nel 2013, in occasione del suo novantesimo compleanno, ha conferito ad Alice von Hildebrand la Gran Croce del Pontificio Ordine di San Gregorio Magno.


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