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Italia, sempre più droga tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni
NEWS 26 Giugno 2024    di Manuela Antonacci

Italia, sempre più droga tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni

I numeri sono stati resi noti durante la conferenza stampa di presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia del 2024, inviata ieri ai Presidenti di Camera e Senato.  Vi hanno preso parte il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche antidroga, Alfredo Mantovano, i Ministri della Salute, Orazio Schillaci, della Giustizia, Carlo Nordio, dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il Viceministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci, e la Sottosegretaria di Stato all’Interno, Wanda Ferro.

Stiamo parlando dei livelli di diffusione e di consumo delle sostanze stupefacenti in Italia che, rispetto al 2023, registra un ulteriore aumento. In particolare, in crescita, è il consumo di sostanze psicoattive tra i giovani tra i 15 e i 19 anni, rispetto all’anno precedente: «Secondo i dati del 2023 quasi 960mila giovani tra i 15 e i 19 anni (il 39% della popolazione studentesca, 4 studenti su dieci) hanno assunto nella loro vita almeno una volta una sostanza psicoattiva illegale e oltre 680mila (più di un quarto della popolazione studentesca) lo hanno fatto nel corso dell’ultimo anno». Queste le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, alla conferenza sulla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze.

L’uso di cocaina, nel corso dell’anno, ha riguardato l’1,8% degli studenti, mentre l’uso degli stimolanti, dal 2,1% al 2,9%, l’uso degli allucinogeni dall’1,6% al 2%. Infine le sostanze psicoattive hanno riguardato dal 5,8% al 6,4% dei ragazzi. La cannabis risulta ancora la sostanza più usata dai giovani, seppure in diminuzione rispetto al 2022. C’è poi una novità nel consumo delle droghe, costituito dal Fentanyl, un forte analgesico, oppioide prodotto da sintesi chimica – sul quale il Timone di giugno ha svolto uno speciale approfondimento – che di solito viene somministrato, dietro prescrizione medica, ai pazienti oncologici.

Usato come stupefacente, è 100 volte più potente della morfina e 50 volte più potente dell’eroina. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ne ha parlato a proposito del suo uso nelle carceri: «Il Fentanyl è una droga che purtroppo sta entrando in Italia. La quantità di una dose è equivalente a 100 volte una dose di eroina, un grammo ti manda all’altro mondo. La cosa ancora più allarmante è che rischia di entrare nelle carceri, perché entra attraverso applicazioni in cerotti che vengono anche prescritti all’interno del carcere. Stiamo facendo una mirata attività di monitoraggio sul Fentanyl nelle carceri».

Infine Mantovano, sempre nel corso della stessa conferenza stampa, ha ricordato i casi di omicidio e gli incidenti stradali che avvengono a causa dell’uso di stupefacenti. Tra questi il recente omicidio di Christopher Thomas, piccolo spacciatore della provincia di Pescara: «Siamo rimasti sconvolti dall’ultimo fatto di cronaca, in cui riemerge quanto sia grave oggi la questione della droga, che riguarda la morte del 16enne Thomas a Pescara. Non è una storia di degrado perché le famiglie dei presunti assassini sono famiglie che con linguaggio usuale definiremmo per bene e ora sono nella disperazione come i familiari di Thomas. È una storia che è l’esito di una scelta e si ripete sistematicamente perché sono anni, se non decenni, in cui incidenti stradali, dalla causale non spiegabile e omicidi a cui si arriva per la totale assenza di freni inibitori hanno solo filo conduttore che è l’assunzione di droga». (Fonte foto: Imagoeconomica)

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