mercoledì 29 giugno 2022
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NEWS 22 Giugno 2022    di Federica Di Vito

Jennifer Lopez presenta la figlia con il pronome «loro»

Jennifer Lopez, oltre a darci qualcosa su cui spettegolare con il ritrovato amore per Ben Afflek, ha suscitato clamore per la sua ultima esibizione. E, ahimè, magari si trattasse di semplice gossip. Al Blue Diamond Gala organizzato per i campioni del baseball Los Angeles Dodgers la pop star ha duettato con la figlia quattordicenne Emme Maribel Muniz sulle note di A Thousand Years di Christina Perri e a far notizia è stata la modalità che ha scelto la cantante per presentare la figlia sul palco.

«L’ultima volta che abbiamo cantato insieme è stata in un grande stadio come questo», ha detto la Lopez, «ed è da quella volta che non chiedo a loro di cantare con me». Se una volta avremmo potuto scambiarlo per un refuso grammaticale, oggi è una vera e propria presa di posizione. Giugno, mese del Pride, microfono arcobaleno per Emme e tutto come da copione arriva “they” e “them”. Dopo l’asterisco, oramai quasi superato per la sua diffusione così tempestiva, è arrivato il pronome plurale. “Loro”, utilizzato al singolare, si riferisce a una persona che non si identifica né con il genere maschile, né con quello femminile, oppure che vuole includere tutti e due i generi, o parte di uno e dell’altro. L’identità binaria, ovvero il fluido che trionfa.

Non è una grande novità, in effetti da ieri i quotidiani e le radio non fanno altro che normalizzare l’accaduto ostentando come questo tentativo di sfuggire a qualsiasi catalogazione sia cool tanto quanto il look griffato di Roberto Cavalli scelto da madre e figlia. E se pensiamo che questo fenomeno appartenga solo ai personaggi di This Is Us o ai figli dei vip ci sbagliamo di grosso. Ad aprirci gli occhi già nel 2019 il Merriam-Webster, che sarebbe come dire lo Zingarelli da noi, aveva scelto come parola dell’anno il cosiddetto “singular they” indicandolo come un passo importante verso la tolleranza e l’inclusione. E se abbiamo capito che la realtà si modifica a partire dal linguaggio va da sé che il nuovo vocabolario gender-neutral ci serve su un piatto d’argento la dottrina fluida a suon di pronomi.

Dai Jennifer, torna a farci spettegolare sulle riviste glamour e lascia stare la propaganda arcobaleno, che ne abbiamo fin sopra la testa.

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