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NEWS 24 febbraio 2017    
La bellezza della fede che spinge a essere missionari è tutta nella foto e nella vita di padre Lee Tae-seok
Seoul (AsiaNews) - La vita e la testimonianza missionaria di John Lee Tae-seok, sacerdote cattolico originario della Corea del Sud, verranno introdotte nei libri di testo delle scuole del Sud Sudan che saranno pubblicati dal febbraio del prossimo anno.

Il missionario, appartenente alla Società salesiana di san Giovanni Bosco, ha prestato assistenza medica nel Paese devastato dalla guerra per un decennio, fino alla sua morte per cancro nel 2010.

Come illustrato da Deng Deng Hoc Yai, ministro dell’Istruzione del Sud Sudan, la sua vita sarà raccontata da un'intera pagina nel libro di studi sociali per le scuole elementari, e due pagine del libro di educazione civica per le scuole medie.

E' la prima volta che i libri di testo sud-sudanesi includono la storia di uno straniero per il suo servizio di volontariato nel Paese.

Le informazioni su di lui dicono che, ancora studente delle elementari, p. Lee assiste nella sua parrocchia alla proiezione di un video che racconta la vita di p. Damiano, missionario belga e apostolo dei lebbrosi di Molokai. In quel momento sente forte la vocazione e decide di seguire le orme di p. Damiano.

Laureato in medicina all’università di Inge, in Corea del Sud, p. Lee studia teologia all’università di Gwangjoo e alla pontificia università salesiana a Roma. E’ ordinato sacerdote a Seul nel 2001 e nello stesso anno decide di partire alla volta dell’Africa, ispirato dai racconti di un confratello. Egli svolge la sua opera missionaria in qualità di educatore e medico nel villaggio di Tonj, nella provincia del Warap, Sud Sudan. Unico medico nell’area, p. Lee costruisce un piccolo ospedale dove cura fino a 300 persone al giorno. Provvede alla vaccinazione di 80 villaggi nei dintorni di Tonj e fonda anche un collegio per studenti, dove insegna matematica e musica.

Nonostante i conflitti etnico-religiosi che insanguinano il Sudan e provocano circa due milioni di morti, p. Lee allevia le sofferenze di chiunque necessiti il suo aiuto. Nella sua struttura trovano conforto cristiani, musulmani, protestanti e anche i miliziani, che per riconoscenza verso il sacerdote risparmiano il villaggio dai combattimenti.

In un’intervista rilasciata la fine dello scorso gennaio, il ministro dell’Istruzione sud-sudanese ha dichiarato: “Ci aspettiamo che, grazie ai nuovi libri di testo, le nuove generazioni vengano a conoscenza della vita di p. Lee e delle sue opere. Spero che i nostri studenti possano imparare dalla sua devozione e sacrificio per i poveri e i malati”.

Conosciuta e molto apprezzata anche nel suo paese d’origine, la vita di p. Lee viene raccontata nella rivista cattolica “Bibbia della Vita” e poi in un libro dal titolo “Puoi diventare amico”. Nell’aprile del 2010, la televisione sudcoreana Kbs trasmette sulle sue reti il film “Schweitzer del Sudan, il defunto p. Lee Tae-seok”. Un altro film documentario, “Non piangere Tonj”, commuove più di 400 mila persone.

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