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NEWS 21 ottobre 2016    
La Cina comunista, come sempre, commercia gli organi espianti ai prigionieri politici

Caro amico,
si attribuisce a Deng Xiaoping, il popolare leader della Cina dopo la morte di Mao Xe Dong, la famosa frase: «Non importa che il gatto sia bianco o nero, quello che conta è che cacci i topi». È un riflesso del pragmatismo che si impose nel gigante asiatico per abbracciare alcuni aspetti del capitalismo, senza lasciare le sue radici comuniste.
Una frase che poi sarebbe stata copiata da Felipe Gonzales per giustificare il carattere elastico del PSOE (Partito Socialista Spagnolo), del relativismo e del “va bene tutto”.

Il cosiddetto socialismo di mercato ha trasformato la Cina nell’economia con la maggior crescita nel mondo, nel maggior importatore e esportatore di beni e nella prima potenza industriale. Si crearono così curiosi paradossi. Un paese che cinque minuti prima era in via di sviluppo, ha finito con l’essere il primo mercato per beni di consumo di lusso, il cui numero di ricchi – con fortune superiori a un miliardo di yuan, pari a 110milioni di euro -, è passato da 24 nel 2000, a 1.363 nel 2010.

Però, dietro alla facciata luminosa dello skyline di Shangay, si nascondono terribili realtà che ci riportano ai tempi peggiori del maoismo. Per esempio, i “serragli umani”. Secondo Jinato Liu, un uomo di 36 anni, che ha patito il carceree letorture: “In Cina si sequestrano le persone, e dopo averle rinchiuse in queste fattorie, vengono loro espiantati a forza gli organi”. Jinato è venuto in Occidente e spende la sua vita per raccontare la sua incredibile testimonianza.

La nostra redattrice Bea de la Rosa ce ne racconta i dettagli in un impressionante reportage, che ti offriamo come sottoscrittore del periodico.
La realtà dei campi di lavoro cinesi è terrificante. Le minoranze religiose e i dissidenti politici vengono incarcerati da anni senza ragione. In questo tempo vengono torturati e qualcuno viene portato in sale operatorie dove vengono loro prelevati gli organi mentre sono vivi.

Nonostante ciò il presidente Xi Jimping incontra alternativamente i mandatari degli Stati Uniti e dell’Unione Europea e gli investitori occidentali fanno affari con il gigante asiatico. Ma nessuno protesta per quest’altro “Arcipelago gulag” di campi di lavoro dove i corpi umani non sono altro che proprietà dello Stato.

Questi ed altri fenomeni (disumani, fatti in nome della democrazia, delle “nuove conquiste di libertà e dell’autodeterminazione. Ndt), accadono purtroppo anche nei paesi dell’Occidente. Qui non abbiamo serragli umani, però in Olanda è stata proposta ai medici la possibilità di poter espiantare gli organi di pazienti vivi che hanno richiesto l’eutanasia.

Negli Stati Uniti già si traffica con organi di bebé, solo che i nuovi negrieri occupano uffici con la moquette. Lo sa bene Cecile Richards, direttrice di Planned Parenthood, la multinazionale dell’aborto, e lo sanno anche Obama e l’attuale candidata Hillary Clinton. Non per nulla quella multinazionale ha collaborato alle campagne elettorali del Partito Democratico, è la Casa Bianca ha restituito il favore con appoggi economici.
Però questa non è la Cina postmaoista, dove i corpi umani sono proprietà dello Stato. O forse si?

Ti ringraziamo per la fiducia. A sabato prossimo.
Alfonso Basallo e la Redazione di Actuall

* * *

LA CINA COMUNISTA, COME SEMPRE, COMMERCIA GLI ORGANI ESPIANTI AI PRIGIONIERI POLITICI

di Beatriz de la Rosa

I membri della religione Falum Gong simulano l’estrazione ddi organi come proteste contro gli “allevamenti umani” in Cina/FalumGong.
Se nella vecchia URRSS c’erano i gulag, denunciati anche da Alexander Solzhenitsin, nella Cina del 2016 ci sono i serragli umani dove si espiantano organi a prigionieri vivi. Il gigante asiatico ha due facce: per gli investitori occidentali è il nuovo El Dorado degli affari, con il suo look cosmopolita e il profilo architettonico di città come Shanghay, che rivalizza con le grandi capitali d’Europa o degli Stati Uniti.


Però dietro alla facciata di prosperità e apertura al mondo si nascondono le vecchie disuguaglianze proprie di un regime sanguinario come il maoismo. Ha poco da invidiare la Cina del presidente Xi Jimping e i grandi magnati che chiudono le relazioni con i paesi capitalisti alla Cina Di Mao e alle sue terribili carneficine. Il fatto è che l’Occidente finge di non accorgersi.

È il caso, per esempio, dei “serragli umani”.
«In Cina si sequestrano le persone, le si rinchiude in “fattorie” in cui vengono loro estratti gli organi mentre sono ancora vivi». Questo è il racconto di Jinato Liu, di 36 anni, un prigioniero che fu incarcerato dal Governo cinese dopo la sua conversione al “Falum Gong”, una religione che deriva dal buddhismo e dal taaoismo. Durante la sua prigionia, Liu è stato inviato in un campo di lavoro forzato dove ha sofferto ogni tipo di abusi e torture.
Dopo due anni di prigionia riuscì a scappare e, nonostante i traumi subiti, Liu ha deciso di raccontare l’orrore che ha vissuto. «Lungo il cammino verso il lavoro, che mi obbligavano a percorrere, passavo sempre vicino a un edificio che mi sembrava un ospedale. C’era gente in camice bianco che riuniva i prigionieri su degli automezzi. Ai prigionieri veniva prelevato in continuazione il sangue, e una volta ho udito uno che diceva che dovevano stare attenti per non danneggiare gli organi”.

Così umiliavano e ed esponevano i cattolici durante la Rivoluzione culturale cinese (da Asia/News). «Fui molto colpito dal fatto che quando si rivolgevano ai prigionieri li chiamavano col nome dell’organo da prelevare: “quello del polmone” o “del cuore”. Mai parlavano di “lui” o di “lei”», dice l’ex prigioniero. A questi prigionieri prelevavano con la forza campioni d sangue e di urina. Si trattava di una “fattoria umana” di proprietà del Partito Comunista Cinese. Per il regime il corpo di una persona è di proprietà del Governo, i suoi organi sono un “bene comune” come il bambino di una madre incinta.

La realtà dei campi di lavoro cinesi è terribile. Le minoranze religiose e i dissidenti politici sono incarcerati per anni, spesso senza alcuna ragione. Durante questo tempo sono torturati, e qualcuno viene portato in camere operatorie nelle quali gli espiantano gli organi mentre sono ancora vivi.
Il rapporto di Life/News, una relazione presentata dall’ex politico canadese David Kilgour, rende noto che in Cina i trapianti si producono 10 volte di più che in tutti gli altri paesi. “Crediamo che in un anno possiamo avere più di 10.000 organi in circolazione, di cui più della metà sono stati espiantati con la forza”.

Il New York Post recentemente ha informato che negli ultimi anni il gruppo appartenente alla religione Falum Gong è il principale obiettivo per alimentare il commercio e la vendita di organi. La Organizzazione di Medici contro il Traffico di Organi (Dafoh), ha condannato le pratiche che si stanno realizzando in cina, e assicura che “tutti gli obiettori di coscienza sono in pericolo di cadere nel mercato dei trafficanti di organi”.

La Presidente dell’Organizzazione, la dottoressa australiana Sophia Bryskine, assicura che la sua organizzazione sta lavorando in modo speciale in Cina perché, a differenza di qualsiasi altro luogo del mondo, “questo paese asiatico è l’unico che traffica ancora con gli organi dei suoi prigionieri”.

“La Cina è un paese corrotto, dove non ci sono leggi che proteggano i cittadini. Il Partito Comunista Cinese ti può incarcerare senza motivo, e hanno una legge che permette loro di utilizzare i prigionieri giustiziati come cave di organi”, afferma la Bryskine.

La Presidente dell’Organizzazione contro il traffico di organi ha chiesto alla comunità internazionale che agisca in questa barbarie: “Dobbiamo avere una posizione più forte rispetto alla Cina, non si può permettere che in pieno XXI secolo ci siano ancora “serragli umani”, ha affermato.

Nonostante ciò, si sta iniziando anche l’estrazione di organi in persone vive, diretti ai paesi dell’occidente. Actuall ha parlato del fatto che in Olanda i medici possono estrarre gli organi di pazienti vivi che hanno richiesto l’eutanasia, che è legale in paesi come il Belgio e l’Olanda, al fine di assicurare i trapianti. (Certo che il buon Dio ne ha davvero tanta di pazienza! Ndt).

Questa è anche la situazione della Cina: le donne e i bambini sono un altro dei principali obiettivi. Secondo la ONG “Diritti delle donne senza frontiera”, che si impegna a porre fine all’aborto forzato, le donne incinte corrono il pericolo di essere obbligate ad abortire. «Per il Governo i bambini gli appartengono fin da prima che nascano, e che la donna tenga il bambino o lo abortisca dipende dal Partito Comunista, senza che essa possa dire nulla», assicura la Presidente Reggie Littlejohn.

Se una donna rifiuta di abortire può essere incarcerata e costretta ad abortire persino durante il nono mese di gravidanza. La sua famiglia, reputazione ed anche la sua vita, saranno minacciate.

“Nei paesi democratici abbiamo i diritti inalienabili datici da Dio, che nessun governo ci può togliere, ha detto la Littlejohn. Nonostante ciò – aggiunge – in Cina il Partito Comunista ha la possibilità di concedere o proibire diritti a suo piacere. Le persone non hanno alcun diritto, a meno che il Governo non glie li conceda”.

Del traffico di organi di feti ne sa qualcosa il gigante abortista Planned Parenthood. Attraverso i video con camera nascosta del Centro di Progresso Medico, i medici stessi confessavano il traffico di organi di bambini abortiti.
Actuall aveva pubblicato le conversazioni di Jenifer Russo, direttrice medico di Planned Parenthood in Orange Country (California), mentre offriva cervelli intatti di bambini abortiti.

La differenza è che gli Stati Uniti sono una democrazia basata sullo Stato di Diritto. Almeno in teoria.

Nell’articolo originale è possibile vedere anche significative fotografie.

Traduzione di Claudio Forti

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