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NEWS 16 Ottobre 2015    

La Cina è un mostro e a nessuno importa. Disabili segregate in una porcilaia e vendute come fattrici

Disabili mentali fra i 20 e i 30 anni svendute dalle famiglie di origine, che le consideravano un peso, e tenute in una porcilaia in attesa di essere comprate da contadini del nord della Cina. Che a loro volta non si curavano di loro, mettendole soltanto incinta per tenere i bambini. È la terribile storia che ha accomunato un numero imprecisato di giovani cinesi, per la maggior parte della provincia meridionale del Guangdong, finite nelle mani di una gang criminale. Il gruppo è stato fermato oggi con un raid della polizia nazionale. I dieci membri sono stati tutti arrestati.

Secondo l’agenzia ufficiale Xinhua, le donne venivano comprate per un prezzo variabile dai 3 ai 5mila yuan (fra i 400 e i 650 euro) dalle famiglie di origine. Con la promessa di essere “date in sposa a famiglie rispettabili”, venivano portate nello Shandong: qui venivano tenute in una porcilaia di proprietà di uno dei membri della gang, identificato soltanto come Sun. Le loro famiglie di origine non si ponevano domande: per tradizione i disabili sono considerati un peso in Cina.

Era lo stesso Sun a identificare i possibili “mariti”, per la maggior parte contadini delle zone montuose dello Shandong che volevano figli. Una volta trovati, avvertiva i soci nel Guangdong e nel Guangxi che – a loro volta – partivano per trovare le ragazze. Quelle ritrovate, dice la polizia, hanno tutte fra i 20 e 30 anni con problemi mentali. Il gruppo è stato scoperto proprio durante un trasporto: una coppia di uomini portava una ragazza con evidenti segni di squilibrio verso il nord su un treno, ed è stata fermata dalla polizia ferroviaria.

Xu Jian, funzionario di polizia che ha seguito gli arresti, spiega: “Le ragazze venivano rivendute per una cifra variabile fra i 50 e i 100mila yuan [fra i 7 e i 14mila euro]. I criminali hanno accumulato diverse centinaia di migliaia di yuan in due anni”. Le famiglie di origine si sono dimostrate indifferenti alla sorte delle ragazze salvate dalla porcilaia e una di queste, scrive la Xinhua, non voleva riprendere in casa la giovane: si è convinta solo dopo la promessa di un sussidio statale per il mantenimento.

Scandali del genere non sono purtroppo nuovi in Cina, dove il traffico di esseri umani colpisce in modo particolare le giovani donne delle classi meno abbienti. La politica del figlio unico, la tradizionale predilezione dei cinesi per i figli maschi e la diffusione delle tecnologie pre-natale, che grazie all'uso di ultrasuoni consentono di conoscere in anticipo il sesso del nascituro, hanno contribuito a creare uno sbilanciamento dei generi sessuali che non ha simili al mondo.

Secondo i dati ufficiali, riportati oggi sempre dalla Xinhua, il tasso si attesta a 118 maschi nati ogni 100 femmine. Tuttavia, esperti ed attivisti del settore ritengono che la realtà sia di 123 maschi ogni 100 femmine.