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La climatologa Usa: “Il consenso scientifico sul cambiamento climatico è costruito”
NEWS 11 Agosto 2023    di Manuela Antonacci

La climatologa Usa: “Il consenso scientifico sul cambiamento climatico è costruito”

“Un consenso costruito a tavolino”, così ha definito la scienziata del clima Judith Curry, la questione del cambiamento climatico su cui, dice, gli scienziati hanno tutto l’interesse a calcare la mano.

Tutto questo è portato avanti grazie ad un “travolgente consenso scientifico”, come l’ha definito la scienziata, che i profeti del climate change hanno tutto l’interesse ad incentivare per perseguire “fama e fortuna”.

Parla per esperienza, Curry, perché anche lei, a sua volta, ha contribuito a diffondere l’allarme sul cambiamento climatico, ricevendo da parte dei media completa adorazione nel momento in cui ha pubblicato uno studio che sembrava mostrare un drammatico aumento dell’intensità degli uragani.

«Abbiamo scoperto che la percentuale di uragani di categoria 4 e 5 era raddoppiata» – afferma Curry-

«Questo è stato sottolineato dai media», ma poi i “terroristi del clima”, come li chiama la scienziata, hanno messo il carico da novanta collegando intenzionalmente gli eventi meteorologici estremi col riscaldamento globale.

Un entourage, quello dei “terroristi del clima” che Curry conosce bene: «Sono stata adottata dai gruppi degli ambientalisti e sono stata trattata come una rock star», racconta. «Volavo dappertutto per incontrare i politici».

Tuttavia, in seguito, alcuni ricercatori hanno sottolineato le lacune presenti nella sua ricerca sugli uragani, ovvero interi periodi in cui l’intensità degli uragani era decisamente bassa.

«Da brava scienziata, ho indagato», sottolinea Curry e si rese conto che i critici avevano ragione:

«In parte erano dati errati. In parte si trattava della naturale variabilità climatica».

Eppure questo tipo di contraddittorio viene messo a tacere, sottolinea Curry, proprio perché esiste un’”industria del cambiamento climatico” istituita per premiare l’allarmismo.

«Le origini risalgono al programma ambientale delle Nazioni Unite», afferma Curry.

«Alcuni funzionari delle Nazioni Unite erano motivati dall’“anticapitalismo. Odiavano le compagnie petrolifere e si sono impadroniti della questione del cambiamento climatico per portare avanti le loro politiche, mentre le Nazioni Unite hanno creato il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici».

Curry si riferisce all’ Intergovernmental Panel on Climate Change  (il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici) che, come sottolinea, «non avrebbe dovuto concentrarsi sui benefici del riscaldamento». Infatti «il mandato dell’IPCC era quello, semplicemente di attribuire i pericolosi cambiamenti climatici alla mano dell’uomo».

Inoltre, afferma, «le agenzie di finanziamento nazionali hanno diretto tutti i finanziamenti fingendo che ci siano impatti pericolosi. I ricercatori hanno rapidamente capito che il modo per ottenere finanziamenti era fare affermazioni allarmistiche sul “cambiamento climatico provocato dall’uomo”. È così che avviene il “consenso fabbricato”».

Fonte foto: Facebook

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