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La Culla per la vita di Bergamo accoglie Noemi
NEWS 4 Maggio 2023    di Federica Di Vito

La Culla per la vita di Bergamo accoglie Noemi

Sono le 17.05 di mercoledì 3 maggio e la Culla per la vita della Croce Rossa di Bergamo accoglie per la prima volta una neonata di 2,9 kg. La Culla per la vita si trova nella sede del Comitato di Bergamo della Croce Rossa, in precedenza era ubicata nel monastero “Matris Domini” in centro a Bergamo, ed è attiva dalla metà del dicembre 2019, come dono della sezione bergamasca dell’Associazione italiana “Donne medico”.

Noemi, il nome scelto dai due operatori che l’hanno trovata, è stata trasferita nel reparto di patologia neonatale del Papa Giovanni XXIII. «La piccola sta benissimo», fa sapere il personale della Croce Rossa, «ed è al sicuro in ospedale. La mamma, a cui va tutto il nostro affetto e sostegno, ha lasciato un biglietto molto toccante. I nostri operatori in sede hanno ancora le lacrime agli occhi». Ecco le parole della mamma: «Nata stamattina 3/05/23. A casa, solo io e lei (come in questi 9 mesi). Non posso, ma le auguro tutto il bene e la felicità del mondo. Un bacio per sempre (dalla mamma). Vi affido un pezzo importante della mia vita, che sicuramente non dimenticherò mai».

Fa sorridere che in molti commenti sui social si legge che queste notizie dovrebbero rimanere “riservate”, invece, per esempio, la notizia che il governo olandese amplierà le norme preesistenti sull’eutanasia estendendo di fatto gli aborti post-natali a discrezione del personale medico e degli operatori sanitari per quei bambini che soffrono «in modo disperato e insopportabile» è da urlare ai quattro venti. Tacere sarebbe un altro modo per zittire chi percorre un’altra via possibile, diversa dall’aborto o dall’abbandono. Un altro modo per darla vinta alle ideologia mortifere che la nostra società abbraccia e loda. Oggi Noemi c’è, ha avuto la possibilità di nascere e avrà una famiglia adottiva perché la sua mamma l’ha accolta e poi affidata. Col cuore a pezzi, ma con la consapevolezza che averle dato la vita rimaneva il primo diritto da tutelare.

È se è prevedibile la strumentalizzazione che alcuni faranno di questa storia per dare man forte alla contraccezione gratuita o all’aborto a tutti i costi, quel «a casa, solo io e lei (come in questi 9 mesi)» pesa sulla coscienza di tutti noi. Una mamma che non è stata vista, sostenuta, ma che ha comunque trovato il coraggio di dare la vita e regalare a questa bambina una seconda possibilità. Queste sono storie da raccontare, altroché. (Fonte foto: Facebook –Pexels.com)

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