giovedì 26 novembre 2020
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NEWS 13 maggio 2014    
La drag queen austriaca che vince l’Eurofestival è il volto dell’Europa di oggi. Meditate gente, meditate

L’austriaco Thomas Neuwirth in “arte” Conchita Wurst (classe 1988), omosessuale in abiti femminili, che ha vinto l'Eurovision Songcontest sigilla un trend costante nella recente storia della manifestazione. Selezionato senza concorso interno dalla televisione austriaca già il 10 settembre 2013, il Neuwirth presentava la propria canzone il 18 marzo 2014. Sin dall’inizio la televisione e l’opinione pubblica austriaca presentavano la sua presenza all’Eurofestival come atto di riparazione contro ogni forma di omofobia e come un inno all’ “autodeterminazione sessuale”.  Veicolata da Youtube e dai social networks, la canzone già furoreggiava in visite e convidisioni nell’aprile scorso.

Era comunque assolutamente evidente dalla seconda semifinale dell’Eurofestival, tenuta giovedì 8 maggio e stravinta anch’essa dal cantante austriaco con 169 punti che l’orientamento delle giurie e del pubblico tele votante sarebbe andato nella direzione del suo “trionfo”.

Nella finale del 10 maggio, tra le nazioni votanti della finale ben tredici hanno dato il punteggio massimo ovvero 12 punti a Thomas Neuwirth (Grecia, Svezia; Italia, Slovenia, Finlandia, Spagna, Svizzera, Olanda, Regno Unito, Belgio, Portogallo, Israele, Irlanda) e molte altre 10 punti (Islanda, Norvegia, Francia, Ungheria, Malta, Georgia, Lituania). Tra le poche lodevoli eccezioni segnaliamo gli “zero” punti dati da Bielorussia, Armenia, Polonia e (un poco sorprendentemente) San Marino. I tentativi fatti dalle televisioni russe e bielorusse di bloccare o di oscurare la partecipazione del performer austriaco sono caduti nel vuoto, così anche la minaccia della delegazione russa di ritirare le proprie cantanti, le innocue Tolmachevy Sisters. Significativamente Russia e Bielorussia si sono votate tra loro, scambiandosi il punteggio massimo. Assolutamente evidente il clima di conformismo austero a favore della “donna barbuta”: per fare qualche esempio, lo sventurato cantante armeno Aram Sargsyan (Aram MP3), arrivato quarto con la sua non spregevole “Not alone” che, in un’intervista, si era permesso di sindacare sull’ “incertezza sessuale” dell’austriaco ha dovuto porgere scuse ufficiali, benignamente accettate dalla “drag queen”. Quando il giovane portavoce della televisione lituana, il giornalista  Ignas Krupavičius, ha annunciato i dieci punti per il cantante austriaco, estraendo un rasoio dal taschino e accompagnando il tutto con un benevolo “E’ tempo di farsi la barba”, il conduttore danese Nikolaj Koppel ha risposto con un piccato “Tempo di farsi la barba? Non penso proprio”. Anche il telecronista BBC Graham Norton, notorio attivista omosessuale, successore di Terry Wogan lo storico commentatore dell’Eurofestival per la BBC, ha deprecato il “gesto” nella sua telecronaca. Ad abundantiam la portavoce dell’ORF, la televisione austriaca, la commentatrice radiofonica Katharina Bellowitsch, si è presentata con una vistosa barba posticcia nel dare i voti della giuria e del televoto austriaco.

Il brevissimo discorso della vittoria è stato così sillabato dal vincitore, alzando la coppa al cielo: “Questa notte è dedicata a chiunque creda in un futuro di pace e libertà. Voi sapete chi siete. Noi siamo uniti e nessuno ci potrà fermare”. 

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