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NEWS 14 Marzo 2022    di Redazione

La famiglia è in crisi anche in Russia

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo un breve stralcio del libro di Paolo Pezzi con Riccardo Maccioni, La piccola chiesa nella grande Russia, (ed. Ares, pag. 192, € 16,00).

di Paolo Pezzi*

[…] «Penso che con la globalizzazione e le comunicazio­ni di massa oggi non ci siano più grandi differenze tra le problematiche che vivono i giovani in Russia e in Italia. Devo però ammettere che negli ultimi vent’anni non ho avuto molto a che fare con la realtà giovanile italiana.

Quanto alla Russia, credo che per i ragazzi e le ragazze esista una problematica vocazionale, anche se non la si chiama così, cioè la necessità di trovare il motivo, la ragione per cui io sono a questo mondo, in queste condizioni, e a che cosa serve la vita. Avvertono inoltre molto forte il desiderio di avere una famiglia propria, nel segno della stabilità, di costruire legami capaci di resistere al passare del tempo. Ma c’è un al­tro aspetto che ho osservato, soprattutto durante la pandemia, ed è il desiderio di andare incontro all’altro, di non chiudersi, di prendere l’iniziativa per fare qualcosa di bene, non solo per la propria vita ma an­che per la società, per le persone intorno. Ho trovato nei giovani questi aspetti più vivi di quanto immaginassi».

Parlando di famiglia, quando noi pensiamo alla Russia la immaginiamo più legata che in Occidente ai modelli tradizionali, più solida, meno disponibile a frastagliarsi che da noi. Ma forse è un luogo comune. «Direi che c’è un tentativo, che spesso più che altro si riduce a desiderio, di avere una famiglia radicata nel tessuto sociale in cui si trova, quindi non chiusa in sé stessa, ma inserita in una certa cultura e tradizione. Al tempo stesso, però, la famiglia in quanto tale è una realtà molto scardinata. Non dimentichiamo che l’Urss è stato uno dei primi Stati a introdurre il divorzio, il pri­mo, cent’anni fa, a rendere legale e sistematico l’aborto.

Tutto questo ha introdotto una diffidenza o perlo­meno una dubbiosità riguardo alla stabilità familiare. È molto difficile ancora oggi trovare giovani i cui geni­tori siano uniti in matrimonio per la prima volta. E la stessa Chiesa ortodossa prevede la possibilità di rico­noscere il divorzio. Pur all’interno di una liturgia di penitenza e di pentimento, benedice le seconde nozze.

Riassumendo, la famiglia intesa come rapporto tra un uomo e una donna è certamente molto radicata nel tessuto sociale, mentre non lo è altrettanto il fatto che il rapporto tra quell’uomo e quella donna sia definitivo». […]

*Arcivescovo cattolico di Mosca


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