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NEWS 17 Ottobre 2022    di Redazione

La lezione dei “ragazzi del pulmino” di Riccione

Pubblichiamo uno stralcio dell’omelia pronunciata da monsignor Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, allo stadio di Riccione il giorno 13 ottobre 2022 per l’ultimo saluto alle sette vittime del tragico incidente avvenuto sulla A4 nei pressi di San Donà di Piave. Le bare di Francesca, Maria, Rossella, Valentina e Alfredo, i “ragazzi del pumino”, sono ai piedi del palco, intorno a loro tutti i ragazzi con sindrome di Down impegnati nel “Centro 21”. Con loro hanno perso la vita i loro accompagnatori, l’ex sindaco della città, Massimo Pironi, molto impegnato nel volontariato, e Romina Bassini, educatrice di 36 anni.

di Francesco Lambiasi* (Fonte: Diocesi di Rimini)

[… ] Sorelle e Fratelli tutti, lo sappiamo. Nel luogo fatale della morte l’appuntamento con il Mistero mantiene intatto il suo ‘perché’. Un segreto che, se non è contro la nostra ragione, è pur sempre oltre e sopra di essa. Ma Colui che non ha voluto scendere dalla croce, è risorto e vivo e ci ha promesso di essere con noi tutti i giorni. Pertanto è stato con noi e con i nostri amici anche il 7 ottobre scorso. Certo, non per sbriciolare il muro della morte, ma per farne un ponte di comunione con il Padre dei cieli e con tutti noi. E’ questo il fondamento roccioso della nostra speranza. Sì, noi non possiamo rinunciare alla tenera e tenace speranza di poter un giorno riabbracciare questi nostri “fratellini e sorelline” (Don Oreste).

Ma ora, Sorelle e Fratelli tutti, fatemi condividere con voi una litania di grazie.

Il primo grazie lo vorrei rivolgere ai nostri indimenticabili “fratellini e sorelline” che noi diciamo, con parola incespicante, ‘scomparsi’, perché non li vediamo. Eppure non sono né dispersi né si sono resi latitanti, perché Gesù è risorto e li ha messi in grado di vederci e di ascoltarci.

Sì, grazie a te, Massimo carissimo, che hai mostrato con fatti di vita che si è veramente ‘politici’ se ci si spende senza se e senza ma, per il bene di chi ne ha più bisogno.

Grazie a te, generosa e gentile Romina, che hai fatto dono del tuo tempo e delle tue doti per il bene degli ospiti del Centro 21 e ti sei spinta perfino a fare dono dei tuoi organi per altri fratelli e sorelle che ne potranno trarre vantaggio.

Grazie a voi due, Alfredo e Rossella, che sognavate di sposarvi l’anno prossimo. A te, Alfi, per le tue passioni: dal volley alla buona cucina, alla musica italiana. Ma soprattutto grazie per l‘amore per i tuoi genitori, che nel tuo ultimissimo messaggio hai definito “fantastici, strepitosi”. E, in cima a tutti, grazie per l’amore tuo bellissimo, per la tua Regina, la tua dolce Rosellina, così affettuosa e materna nei modi, dal cuore immenso, che adorava gli smalti dai colori intensi.

Grazie a te, Maria, che la tua cara mamma ha descritto come “una ragazza dolce, sensibile, ma anche molto determinata. Ti esprimevi attraverso la danza e il teatro, le tue grandi passioni, che condividevi anche con le amiche. Sul palco ti trasformavi e riuscivi a dare libero sfogo alla tua straripante creatività”.

Grazie a te, Francesca, la più giovane della comitiva. Un’amica ti racconta come “allegra e chiacchierona. Ti piaceva condividere ciò che ti capitava, mentre i tuoi interessi ruotavano attorno alla musica e al ballo. Esuberante, piena di energia, sorridente, e con un cuore grande grande”.

Grazie anche a te, Valentina. Ti sentivi la sorella maggiore delle amiche con cui vivevi e ti offrivi sempre come punto di riferimento in ogni situazione. Tutto il tuo mondo era il Centro 21, e non vedevi l’ora di partire con la programmazione invernale dopo due settimane di stop.

Ma vorrei ancora aggiungere un grazie a tutti voi, babbi e mamme, di questi nostri splendidi ragazzi. Grazie per aver dato una mano decisiva a Dio, perché i vostri figli potessero venire alla luce, nella certezza incrollabile che la vita è un bene infinitamente più grande della non-vita. E nella lucida consapevolezza che far nascere questi ragazzi è stato un miracolo che Lui, il Creatore, da solo non poteva e non può mai, né mai vuole realizzare senza dei veri ‘pro-creatori’ di buona volontà, come voi. Grazie per l’amore con cui li avete accolti e avvolti, battezzati, coccolati, accompagnati, educati. Grazie per non aver trattenuto per voi soli il loro bene, ma per averlo condiviso con altri familiari e amici, tessendo una rete infrangibile, che non si spezzerà mai. Mai più. Sentitevi accompagnati anche dalla nostra preghiera, perché la speranza di poter riabbracciare un giorno i vostri dolcissimi figlioli non si spenga dal vostro cuore mai. Mai più.

Da ultimo, ma non ultimo, un grazie a tutti voi del Centro 21: ospiti e responsabili. Ricevete la nostra stima più sincera e ammirata. Sì, noi ammiriamo, grati e incantati, la vostra generosità, il vostro invincibile coraggio, la vostra inesauribile creatività, la vostra inossidabile passione nel portare avanti quella che papa Francesco chiama la “rivoluzione della tenerezza”.

E infine, grazie a te, Gesù crocifisso, risorto e vivente, mite e umile pellegrino di Emmaus, che continui a farti compagno delle nostre strade e vicino nelle nostre ‘strane’ vicende, per rivelarti in ogni frammento di amore, in ogni semino di bontà, in ogni brano di vera umanità.

Grazie. Grazie di vero cuore!

*Vescovo di Rimini

(Foto: screenshot Youtube)


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