mercoledì 28 febbraio 2024
  • 0
La lezione spagnola: dal 1985  quasi 2 milioni di aborti legali. All’epoca quelli clandestini erano 15mila
NEWS 3 Marzo 2014    

La lezione spagnola: dal 1985 quasi 2 milioni di aborti legali. All’epoca quelli clandestini erano 15mila

Il caso della Spagna dimostra perfettamente che:

– la propaganda della cultura di morte finge di voler ridurre il numero degli aborti ingigantendo ad arte le cifre di quelli clandestini solo per ottenere leggi che producano l'effetto esattamente contrario: aumentare a dismisura il numero degli aborti;

– la contraccezione non è un rimedio ma un incentivo enorme all'aborto;

– le leggi permissive favoriscono la mentalità abortista e producono l'escalation degli aborti.

Questa è la cronologia dell'agghiacciante caso spagnolo.

1975: la cifra degli aborti clandestini è stimata in 15mila l’anno.

1976: monta la campagna filoabortista, che gonfia a dismisura la cifre degli aborti clandestini. L’unico rimedio proposto dalla propaganda filoabortista è quello dell’utilizzo massiccio degli anticoncezionali.

1978: la Costituzione (art. 15) proclama il diritto alla vita e all’integrità fisica e morale di “tutti” i cittadini spagnoli. Qualche commentatore rileva l’ambiguità dell’espressione.

1983: il governo socialista vara la legge che depenalizza l’aborto.

1985: la Corte costituzionale dà il via libera.

1986: la legge entra in vigore. Gli aborti sono 17mila: cifra già enorme, ma lontanissima dalle centinaia di migliaia di aborti clandestini vagheggiati in precedenza dalla propaganda filoabortista per ottenere la liberalizzazione e analoga alle stime fatte. 

1991: l'"esperimento" della depenalizzazione ha fatto crescere gli aborti a 41.910.

1995: gli aborti crescono a 49.300. In 9 anni, la depenalizzazione ha triplicato gli aborti del Paese.

1996: il nuovo esecutivo centrista che ha sostituito i socialisti governerà la Spagna per otto anni senza mai mettere mano alla legge sull’aborto.

1997: uno studio realizzato dalla ditta farmaceutica Daphne, che produce anticoncezionali, stima che la metà esatta degli spagnoli fa uso si contraccettivi. Gli aborti salgono a 49.500.

2001: il governo centrista autorizza la somministrazione controllata della “pillola del giorno dopo”, che è uno strumento abortivo non contraccettivo. Se ne utilizzano 160mila pezzi e gli aborti chirurgici crescono a 70mila, registrando una forte impennata soprattutto fra le donne con meno di 20 anni.

2004: i socialisti tornano al governo; gli aborti salgono a 85mila.

2005: vengono prescritte mezzo milione di “pillole del giorno dopo”; gli aborti sono 91mila.

2006: il fallimento dell’idea che la contraccezione riduca gli aborti è palese. Secondo una nuova indagine della ditta Daphne, l’80% delle donne spagnole fa uso di anticoncezionali e gli aborti salgono a 112mila. Il 23 giugno, l’autorevole quotidiano El País scrive: «L’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che l’efficacia della pillola abbia un tasso di errore dell’8% e quella del preservativo del 14%: per questo molte donne ricorrono poi all’interruzione volontaria della gravidanza».

2009: il governa socialista liberalizza l’uso della “pillola del giorno dopo”. Le forze pro-life s’impegnano in una grande campagna di sensibilizzazione. Gli aborti, registrati in 111mila, sono in leggero calo rispetto all’anno prima.

2010: il governo socialista vara la legge che liberalizza l’aborto a richiesta entro la 14a settimana di gravidanza per le donne con più di 16 anni. L’opposizione centrista fa ricorso per incostituzionalità. Gli aborti nel Paese salgono a 113mila.

2011: il primo anno di liberalizzazione pressoché totale dell’aborto registra la vendita di 700mila “pillole del girono dopo” e 118mila aborti.

2013: il nuovo governo centrista rifà il trucco alla legge sull’aborto, senza cambiare nulla della sua sostanza. Prima le donne potevano abortire senza fornire alcuna motivazione, ora basta che certifichino un pericolo grave per la propria salute psichica, come viene spiegato su La nuova Bussola Quotidiana e sul numero 130 de Il Timone.

Risultato: dal 1985 a oggi la Spagna conta almeno 1,7 milioni di aborti.