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La missione è in crisi nera. Il Papa lo sa. Per questo ci dice di seguire il modello dei nuovi santi del Kerala
NEWS 24 Novembre 2014    

La missione è in crisi nera. Il Papa lo sa. Per questo ci dice di seguire il modello dei nuovi santi del Kerala

Le missioni sono in crisi. Profonda. Soprattutto perché gran parte dello stesso mondo missionario ha perso il senso proprio dell’evangelizzazione, Oggi pare politicamente scorretto annunciare Cristo al mondo, a chi lo ha conosciuto e rifiutato e a chi ancora non lo ha conosciuto. Sembra non essere educato giudicare le civiltà e le culture, le religioni e le credenze.

Un missionario del calibro di padre Piero Gheddo, del PIME, ha lamentato a gran voce questa situazione più volte, puntando il dito contro un’involuzione pericolosa in atto oggi nel mondo cattolico, e lo ha fatto a ragione, intervenendo costernato e addolorato di fronte al grave segno costituito dalla chiusura di strumento importanti quali le riviste missionarie Ad Gentes e Popoli.

La stessa preoccupazione per la missione mancata è del Papa, e questo conforta non poco. Il pontefice lo ha sottolineato all’Angelus di domenica 23 novembre, additando a esempio certo e sicuro due missionari del Kerala Kuriakose Elias Chavara della Sacra Famiglia (1805-1871) ed Eufrasia Eluvathingal del Sacro Cuore (1877-1952) ‒ canonizzati assieme a 4 italiani: Giovanni Antonio Farina (1803-1888), Ludovico da Casoria (1814-1885), Nicola da Longobardi (1650-1709) e Amato Ronconi (1226?-1292?) ‒, esaltati alla gloria degli altari affinché servano da modello a tutti: alla Chiesa che è in India, alla Chiesa che è ovunque. Da sempre, ma in specie da oggi nessuno può sentirsi escluso da questa chiamata, da questa investitura diretta del Papa.