domenica 14 agosto 2022
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NEWS 23 Gennaio 2022    di don Francesco Capolupo

La predica corta della domenica #4 – È adesso il tempo di Dio

III Domenica del Tempo Ordinario                                                                          23/01/2022

Commento al Vangelo Lc  1,1-4; 4,14-21

«….così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto…». In queste poche righe emerge tutto il profondo amore evangelico che Luca nutre per la sua comunità. La grandezza e la bellezza del cristianesimo si riconoscono proprio dall’esaltare le doti, la natura profonda di ciascuno di noi innestata nella Grazia del Dio Risorto che vuole la Vita per i suoi figli.

Luca è un medico e questa sua peculiarità non viene affatto cancellata dalla sua missione evangelica; al contrario, Dio lo sceglie perché possa curare i figli a lui affidati, non solo nel corpo ma soprattutto nello spirito che abita il corpo stesso, rendendo la forma eterna della salvezza alla nostra ragione, alla nostra intelligenza, ai nostri sensi ed anche alla corporalità della nostra vita terrena: Dio si è fatto carne e nella carne di Dio siamo salvati!

Da buon medico, Luca sa che ciò che rende più facile e amabile una guarigione, per il paziente, è fidarsi di chi lo cura; per questo, l’illustre Teofilo, ossia ogni uomo che cerchi la verità, perché chi cerca la verità, cerca Dio, che lo sappia o no (come ci ricorda San Giovanni della Croce), ha bisogno di una conferma storica e imminente di quel dono che ha ricevuto nell’insegnamento divino, ossia la Salvezza, a lui giunta per la testimonianza apostolica.

Teofilo sono io, tu, ciascuno di noi che ha ricevuto la Buona Novella, che la riceve o che la ricerca anche attraverso di me, di noi. Per questo la Liturgia odierna abbina al prologo di Luca, il brano in cui, in un sabato preciso e delizioso per chi vi era presente, Gesù entrò nella sinagoga di Nazaret per proclamare il capitolo 61 di Isaia e rendere solido quell’insegnamento divino e umano che le persone avevano ricevuto da quell’uomo, in quel momento preciso: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Oggi, in questo istante, nel presente, nel momento attuale che i tuoi sensi, la tua intelligenza, la tua difficoltà a rimanere attento, il tuo desiderio di verità e giustizia sono di fronte a me che ti parlo, oggi Dio si fa uomo per salvarti, perché tu possa renderti conto della solidità dello Spirito che sta scendendo su di te, adesso!

Perché quando un ascoltatore accoglie la parola di Dio, è sempre oggi: è qui e adesso che la parola di Dio ci interpella e si realizza. Non c’è spazio alla dilazione: oggi! È proprio Luca a inventare questa teologia dell’“oggi di Dio”. Per ben dodici volte nel suo vangelo risuona questo avverbio. Oggi è per ciascuno di noi, il momento più opportuno per ascoltare la voce di Dio, per non indurire il cuore e poter così cogliere la realizzazione delle sue promesse.

Oggi si ascolta e si obbedisce alla Parola o la si rifiuta; oggi si decide il giudizio per la vita o per la morte delle nostre vicissitudini quotidiane; oggi è sempre parola che possiamo dire come ascoltatori autentici di Gesù: “Oggi abbiamo visto cose prodigiose”. E possiamo dirla anche dopo un passato di peccato: “Oggi ricomincio”, perché la vita cristiana, secondo San Gregorio di Nissa, è andare «di inizio in inizio attraverso inizi che non hanno mai fine».


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