martedì 16 agosto 2022
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NEWS 15 Maggio 2022    di don Giuseppe Virgilio

La predica corta della domenica – Il cristianesimo non è facile, ma felice

V Domenica di Pasqua

Fratelli,

la liturgia di questa Domenica, quinta del tempo pasquale ci offre la possibilità di chiarire un aspetto fondamentale della fede cristiana . Nella prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, ci viene riportata l’esortazione fatta da Paolo e Barnaba alle comunità che visitavano: «dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Questi singolari missionari della prima ora, come si vede, sgombrarono il campo dall’illusione che il cristianesimo sia una sinecura o una strada in pianura.

Oggi, in un mutato clima culturale, questi apostoli potrebbero essere tacciati di scarso senso pastorale, dal momento che presentano un cristianesimo oneroso e non certo allettante. Qui dobbiamo però entrare, se vogliamo ben capire, nella profondità della fede cristiana. Lo stesso nostro Signore, che pure non ha esitato a polemizzare coi farisei per la loro attitudine a complicare la via del discepolato con precetti difficili ed onerosi un giorno ebbe a dire a scanso di equivoci: «Se qualcuno vuole venire

dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23).

Il dilemma dunque è tra un cristianesimo complicato dagli orpelli delle tradizioni umane, alla maniera dei farisei, ed un cristianesimo che è fedele alla via regale della croce, che lo stesso Cristo ha percorso fino in fondo “facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di Croce”( Fil 2,8). Molti oggi, per non cadere nella tentazione farisaica, propongono strade che facilitano a tal punto la sequela di Gesù da ovviare ogni croce, ogni rinnegamento di sé. Così facendo però si giunge a quella strada indicata a Gesù dal diavolo nel deserto che, in sintesi, in ciascuna delle tentazioni insinuate invitava Gesù a scansare la croce. Passare da un cristianesimo complicato alla maniera dei farisei ad un cristianesimo semplificato, proposto dal diavolo non risolve il problema, anzi lo complica. Occorre rimanere nel realismo cristiano indicato da Paolo e Barnaba, quello che ci indica di abbracciare la croce. Il cristianesimo, ebbe a dire con una efficace espressione Paolo VI, non è facile ma, è felice.

La facilità nel cristianesimo non sta eventualmente nella strada tracciata, che rimane “via stretta”, ma nella grazia inesauribile ed incoercibile di Cristo, che ci rende possibile attraversarla e ci fa esclamare con san Paolo : «tutto posso in Colui che mi da forza!» (Fil 4,13)


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