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NEWS 14 Marzo 2022    di Redazione

«La preghiera formidabile aiuto. Anche contro i bombardamenti»

Attraverso un’intervista con la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN) Padre Viaczeslaw Grynevytsch, sacerdote pallottino, presidente della Caritas Spes ci racconta la situazione del Paese dopo due settimane di guerra.

Al momento l’urgenza principale è garantire la sicurezza su più fronti: alimentare, medico e anche proteggere le persone da chi potrebbe avere secondi fini. Ciò che richiede più impegno è l’evacuazione delle persone, «riceviamo chiamate da persone nelle stazioni ferroviarie, nelle metropolitane, nei rifugi o in altri luoghi, e dobbiamo supportarle logisticamente, vedendo dove possiamo evacuarle». La Caritas è in comunicazione con la Croce Rossa, il sistema bancario è ancora funzionante, «in questo momento stiamo cercando di collaborare con le unità locali della Caritas Spes, supportandole con i trasferimenti di denaro, affinché possano acquistare cose, come cibo, pannolini e medicine».

Padre Grynevytsch poi si sofferma su un punto importante: il sostegno psicologico. «Il supporto spirituale serve anche come supporto psicologico», così racconta di come preti e suore che forniscono soccorso stanno vivendo la preghiera come unica fonte di sostegno. Secondo una celebre frase di Santa Teresa di Lisieux la preghiera è «un semplice sguardo gettato verso il cielo, è un grido di riconoscenza e di amore nella prova come nella gioia», l’anima che si eleva a Dio trova la pace direttamente alla fonte.

«Ho potuto vedere quanto la preghiera sia importante. Quando sono iniziati i bombardamenti, sono andati al rifugio antiaereo e la prima cosa che hanno fatto è stata pregare insieme. Era l’unico tipo di supporto che avevano. Stando con loro, come sacerdoti, proviamo a parlare di Dio, di spiritualità, e apriamo la nostra chiesa».

Questo è un messaggio molto forte di unione, la Chiesa cattolica latina in Ucraina rappresenta appena l’1% della popolazione e incarna così perfettamente quanto anche solo due persone riunite nel nome di Dio portino l’immagine della Chiesa. «Questa è anche una forma di arricchimento ecumenico […] Abbiamo invitato le persone a casa nostra, senza mettere in discussione nessuna confessione religiosa. In questo centro dove ci troviamo ora ci sono circa 300 donne e bambini, alcuni dei quali protestanti, ma hanno chiesto se potevano partecipare alla santa messa. Da sacerdote dicevo che non c’era problema, che eravamo aperti. Per me è importante poter servire come sacerdote, ed è mio dovere sostenerli attraverso il mio servizio e la vocazione che Dio mi ha dato».

Foto: Facebook ACN


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