mercoledì 28 luglio 2021
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NEWS 12 luglio 2021    di Lorenzo Bertocchi

La Rosa del Timone. Il pagellone dell’Europeo

LA FINALE, voto 8: Una partita che dopo 120 secondi sembrava eclissarsi si è riavuta grazie a Roberto Mancini (cambi come al solito precisi), il duo Bonucci-Chiellini, un bel po’ di Chiesa (che non guasta mai) e tanto Donnarumma.

LA NAZIONALE, voto 10: Gagliardi. Si dice che una squadra di calcio deve avere un portiere che para tutto, un assassino in difesa, un genio a centrocampo, un “patacca” che segna e sette asini che corrono. Più o meno li abbiamo tutti e anche qualcosa in più. Però a una squadra di calcio non basta questo, funziona davvero solo se ha gli ingredienti essenziali: la “fame” e il gruppo che ci crede. E bravo l’allenatore che sa come dosarli. Dopo un po’ di anni, passando anche dal baratro dell’esclusione dal Campionato mondiale di Russia 2018, i due ingredienti finalmente si sono ritrovati nella nostra Nazionale di calcio. Forse anche più di Berlino 2006, l’Europeo che abbiamo vinto dopo 53 anni assomiglia al Mondiale di Spagna 1982, in quei favolosi e frivoli anni Ottanta in cui ieri sera ci è sembrato di tornare.

LA RETORICA voto 2: Gli inginocchiamenti prima del calcio d’inizio, i buonismi da «vince l’armonia del gruppo», le nazionali multietniche che sono il futuro (tanti saluti a Belgio e Francia), l’Unione europea che batte la Brexit, le polemiche sugli arcobaleni, David Beckham e Tom Cruise, tutto questo e tutto il resto viene battuto in breccia dal nostro Florenzi. Dopo aver indossato la medaglia per la vittoria il terzino Alessandro Florenzi passa di fianco alla telecamera, mostra bene la medaglia, guarda diritto in camera e dice: «Guarda mamma, guarda qua!»

CALCIO FIORENTINO voto 10+: Nel Quattrocento a Firenze c’erano già i calcianti, organizzati per giocare la palla al calcio, un misto di football e rugby; e così in un colpo solo tutte le pretese di «it’s coming home» d’Oltremanica possono andare a farsi lavare in Arno.

FRATELLI D’ITALIA voto 8: Nessuna considerazione da melomane, né riferimento a partiti. Ma per evitare che l’Italia si riduca a semplice espressione geografica, ai fratelli d’Italia non resta che ricordarsi che patria e nazione esistono anche oltre le Notti magiche. Esistono perché abbiamo radici profonde che nascono tra Atene, Roma e Gerusalemme e non abbiamo bisogno di influencer a caso per spiegarci come va il mondo.


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