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NEWS 17 Giugno 2022    di Redazione

«La scuola dei gesuiti con la bandiera arcobaleno non è più cattolica»

La decisione del Vescovo è arrivata, come spiega nel decreto ufficiale pubblicato il 16 giugno sul sito della sua diocesi, «dopo le discussioni degli ultimi mesi nel tentativo di trovare alternative allo sventolare le bandiere di “Black Lives Matter” e del gay pride fuori dalla scuola, incoerenti con l’insegnamento cattolico».

Al riguardo, il Prelato ha decretato che «alla Nativity School di Worcester è vietato identificarsi come scuola “cattolica” e non può più utilizzare il titolo “cattolica” per descriversi». Mons. McManus ha inoltre vietato la celebrazione di messe, sacramenti e sacramentali «nei locali della Nativity School, né che la Nativity School li sponsorizzi in nessuna chiesa o cappella della diocesi di Worcester».

«La Nativity School non è autorizzata a condurre alcuna raccolta fondi che coinvolga le istituzioni diocesane nella diocesi di Worcester e non è autorizzata a essere inserita o pubblicizzata nel Direttorio diocesano», si legge ancora nel decreto. Infine, il Prelato ha disposto che «il nome del Vescovo emerito Daniel P. Reilly sia cancellato dall’elenco del Consiglio Direttivo della Nativity School». A quanto stabilito dal Vescovo, il presidente della Nativity School, Tomas McKenney, ha risposto osservando che la scuola dei gesuiti appellerà la decisione «attraverso gli opportuni canali forniti dalla Chiesa in circostanze come queste».

McKenney ha anche specificato che continuerà a sventolare le bandiere del gay pride e di Black Lives Matter a causa del suo «impegno, fondato e animato dai valori del Vangelo, dell’insegnamento sociale cattolico e della nostra eredità gesuita». Il vescovo McManus ha indicato nel suo decreto che il rifiuto della scuola di rimuovere le bandiere gli ha lasciato «non altra scelta che intraprendere un’azione canonica».

Le ragioni della decisione

Nel decreto emesso oggi, il vescovo di Worcester spiega anche che la Nativity School è stata fondata nel 2003 e serve studenti a basso reddito che la frequentano dagli 11 ai 14 anni. Di fronte alla decisione della scuola dei gesuiti di sventolare le bandiere gay e BLM, il Vescovo ha indicato in una lettera aperta il 4 maggio 2022 che «questi simboli (bandiere) incarnano programmi o ideologie specifici che contraddicono l’insegnamento sociale e morale cattolico».

Inoltre, ha avvertito, «la bandiera del “Gay Pride” rappresenta il sostegno al matrimonio tra persone dello stesso sesso e al vivere attivamente uno stile di vita LGBTQ+. Questo vale anche per “Black Lives Matter”. «La Chiesa cattolica insegna che tutta la vita è sacra e la Chiesa sostiene inequivocabilmente la frase “le vite nere contano” e afferma fermamente, però, che tutte le vite contano». Il movimento BLM contraddice anche l’insegnamento sociale cattolico sul ruolo della famiglia. Per i cattolici, la Sacra Famiglia non è solo un’immagine pittoresca. Dio Figlio ha scelto di entrare nel mondo da bambino ed essere cresciuto da una madre e da un padre. Il movimento BLM nelle sue stesse parole è «impegnato a interrompere il requisito della struttura familiare nucleare prescritto dall’Occidente», che è un altro chiaro esempio di un principio ideologico che è in conflitto con l’insegnamento cattolico

Per tutto quanto sopra, sottolinea il Vescovo, «sventolare queste bandiere davanti a una scuola cattolica invia al pubblico un messaggio contraddittorio, confuso e scandaloso sulla posizione della Chiesa riguardo a queste importanti questioni morali e sociali».

L’istruzione vaticana sulle scuole cattoliche

Dopo aver ricordato che come Vescovo diocesano è anche suo dovere assicurare l’educazione cattolica nella sua giurisdizione, il Prelato ha ricordato che il 29 maggio la Congregazione per l’Educazione Cattolica in Vaticano ha pubblicato «L’identità della scuola cattolica per una cultura della il dialogo». Il testo afferma, tra l’altro, che «le scuole cattoliche sono parte della missione della Chiesa (par. 21) e hanno la grande responsabilità di testimoniare attraverso un progetto educativo chiaramente ispirato al Vangelo (par. 28)». Il documento indica anche che «le scuole cattoliche sono entità ecclesiali. In quanto tali, partecipano alla missione evangelizzatrice della Chiesa e rappresentano l’ambiente privilegiato in cui si realizza l’educazione della Chiesa».

In questo senso, sottolinea il Prelato, «come Vescovo diocesano, è mio sacro dovere e mia intrinseca responsabilità determinare quando una scuola che si dichiara “cattolica” agisce in contrasto con gli insegnamenti della Chiesa cattolica e ignora la mia legittima autorità di tutore e supervisore dell’educazione cattolica nella diocesi di Worcester.


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