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NEWS 2 Dicembre 2015    

La scuola pubblica laica impone agli alunni due ore di mantra in sanscrito. Accade a Milano

di Giuseppe De Lorenzo

 

Altro che stella cadente, grotte, angeli e pastorelli. La scuola italiana ha così laicamente abbandonato ogni riferimento alla cristianità che si è data ai Mantra.

Con questa parola si intende una "espressione sacra" tipica delle credenze religiose dell'India e se ne trovano echi nel Vedismo, Brahmanesimo, Buddismo, Gianismo, Induismo e Sikhismo.

Quale vantaggio educativo ne possano trarre i bambini della scuola milanese dove ne sono state somministrate due ore, è ancora da capire. A dare notizia delle lezioni in Sanscrito è stata Thea Crudi, una musicista che ha studiato presso l'Indonesia Institute of The Arts Surakarta e che si è trasformata in maestra per un giorno. Sul suo profilo Facebook ha scritto di aver avuto "il grande onore di portare i Mantra a 50 bambini che hanno ascoltato, imparato e ripetuto i Mantra insieme, con effetti di pace e benessere immediati".

In questo modo i bambini sarebbero riusciti ad avere una "esperienza trascendentale". Immaginiamo. Il post su Facebook, poi, si conclude con l'espressione "Peace and Love Revolution" che fa capire la coltura ideologica in cui è nata l'idea di sottoporre Mantra in Sanscrito a bambini.

Non sappiamo se la scuola dove si sono svolte queste "alternative" lezioni abbia mantenuto la tradizione italica di fare il presepe. Speriamo di sì. Ma resta difficile capire le motivazioni che hanno portato a sottoporre ai bambini simili esperienze, inneggiando alla "peace and love revolution". E soprattutto, ci chiediamo: i genitori sono stati avvertiti?