lunedì 26 settembre 2022
  • 0
NEWS 1 Settembre 2022    di Giuliano Guzzo

«L’aborto non è mai un diritto»

Il governo socialista spagnolo ha parecchia fretta di rendere attuativa la nuova norma sull’aborto. Così, senza attendere la relazione del Consiglio generale della magistratura, come segnala il sito Infocatolica, martedì ha irritualmente approvato la bozza della nuova legge. Si tratta di un provvedimento che sarebbe eufemistico definire abortista, dal momento che fa di tutto per rendere più agevole la soppressione prenatale.

In effetti, le disposizioni della nuova normativa vanno tutte in questa direzione: aborto possibile già a 16 anni senza che i genitori della gestante sappia nulla, pillola gratis, restrizione dell’obiezione di coscienza e, dulcis in fundo, eliminazione di ogni periodo di riflessione anche minima. Si tratta insomma di una previsione normativa al cui confronto molte normative pure abortiste possono perfino apparire moderate.

Per questo, monsignor Luis Argüello, arcivescovo di Valladolid tuttora portavoce e segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, ha deciso di intervenire dinnanzi a quello che – come lui stesso detto alla radio dei vescovi iberici – è uno scenario «tremendo». Per di più «in una situazione di inverno demografico», sono state le sue parole, proporre l’aborto annientando qualcuno che il soggetto «più debole, francamente, è qualcosa di tremendo».

Non solo. Il vescovo spagnolo, su Twitter, ha rincarato la dose ricordando una verità oggi molto scomoda da sottolineare, ma non per questo meno valida: «L’aborto non è un diritto». A seguire, Argüello ha puntato il dito contro il fatto che, come poc’anzi già detto, la nuova legge «elimina la riflessione», quasi dimenticando che di mezzo c’è «una decisione così decisiva per la vita di un’altra persona». Parole che è difficile non sottoscrivere.

Basti pensare al fatto che la letteratura scientifica sull’argomento è particolarmente netta nell’evidenziare coma la decisione di abortire, per una donna, è spesso segnata da ripensamenti, da conflitti interiori, da spinte e condizionamenti. In questo senso, è evidente come concedere alla gestante un periodo di meditazione possa aiutarla a tenere il suo bambino. Anche se il nocciolo della questione, in fondo, è – e rimane e uno soltanto, ed è quello toccato da mons. Argüello: «L’aborto non è un diritto». (foto: Youtube)

Abbonati alla rivista!


Potrebbe interessarti anche